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La tua opinione: il rito della luce “itinerante”

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Sono più di 3000 gli studenti impegnati nell’entusiasmante progetto del “Rito della Luce”, 30 diverse scuole, 120 artisti, 40  poeti, e poi associazioni, fotografi, 150 musicisti, nonché 5 gruppi etnici diversi a partecipare al Rito della luce per dare una risposta di condivisione, conoscenza e futuro.

E’ da 15 anni che Presti con la sua “Fiumara d’arte”, investe in progetti culturali di eccellenza, incentrati sulla poesia. Infatti, i ragazzi partecipano non solo incontrando i poeti, ma diventando poeti loro stessi.

E il percorso prosegue da Librino, dove si sono già svolte interessanti manifestazioni, promosse dal Mecenate Antonio Presti – ad “onorare” il solstizio d’inverno –  per andare alle scuole delle Madonie e dei Nebrodi, e soffermarsi poi, in questi giorni a Tusa. Infatti mercoledì, giorno 24  alle ore 18,30, i giovani si incontreranno, come dice lo stesso Presti: – Perché la poesia è la protagonista del Rito della Luce, come offerta della parola: la  Grande Madre/A’ Ranni Matri, con la partecipazione dei più importanti poeti contemporanei. Per dare maggiore valore e forza all’esperienza che ormai si svolge da diversi anni e che coinvolge migliaia di studenti in una lunga semina di Bellezza, che è preludio e preparazione  al Rito della Piramide 38° Parallelo, che si svolgerà durante il solstizio d’estate. I territori coinvolti, attraverso questo processo didattico-maieutico, possono trovare  crescita etica e culturale”

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“Mai come in questo momento” – continua Antonio Presti” – “credo che il mondo abbia bisogno di una luce rigeneratrice. Ogni nascita, viene definita d’altronde, come venire alla luce, partecipare quindi al rito della luce, rappresenta una rinascita interiore. La sfida è coinvolgere in un percorso di crescita etica e civile i giovani attraverso il linguaggio della Poesia: unica parola pura che nel mondo contemporaneo si è sottratta alla mercificazione e alla sua speculazione”.

I bambini e i ragazzi (di Castel Buono, Mistretta, Reitano, Santo Stefano Camastra, Tusa, Motta d’Affermo, Castel di Lucio, Castel di Tusa), che durante l’anno scolastico hanno incontrato importanti nomi della poesia contemporanea nazionale ed internazionale, sono stati invitati anche a comporre versi in dialetto sul tema de “La Grande Madre/A ‘Ranni Matri”e su quello de “La Bellezza della Costituzione”. Particolare rilievo si è inteso dare anche quest’anno alla produzione poetica in dialetto e all’approfondimento della storia del dialetto siciliano in un momento storico in cui è diventata legge regionale l’inserimento della materia nelle scuole di ogni ordine e grado.

Gli stessi bambini, ragazzi e poeti, si incontreranno ancora a celebrare il “Rito della Luce”, nei giorni del solstizio d’estate (dal 21 al 24 giugno), ai piedi della Piramide, opera dell’artista Mauro Staccioli, a Motta d’Affermo e insieme con i grandi poeti, nel “percorso di rinascita”, che deve considerarsi come un ponte lanciato verso il futuro delle nuove generazioni.

Ci sono giorni quindi, ma soprattutto notti, che sembrano magiche, fatate: conducono insomma, in una dimensione irreale, onirica. Il mondo allora – quello della frenesia, dello stress, del fare e andare chissà dove – sembra distante. E’ ciò che  Presti è riuscito a realizzare.

Le piccole fiammelle dei mandala tremolano e brillano nella penombra, invitando alla riflessione e al silenzio. Nel silenzio interrotto dalle liriche declamate dai poeti o dalle melodie di strumenti provenienti da ogni parte del globo, si snoda il percorso tracciato da bianchi drappi che caratterizzano appunto la luce e bianchi come le vesti dei danzatori, ma anche dei poeti, dei concertisti e dei numerosi visitatori, invitati ad indossare abiti candidi e a rispettare la quiete.

E lì, affacciandosi nel giardino dell’imponente palazzo Trabia di Santo Stefano Camastra, il brillio di tasselli di specchi dai lunghi riflessi e del sale cosparso a fare da fondale, biancheggiano anch’essi a rappresentare forza, luce e luminosità della terra e della Sicilia in particolare. E lo sguardo alzandosi, scorge in lontananza le tremule luci delle isole Eolie che si uniscono e partecipano alla magia.

E’ bellezza quella che si respira nell’aria. E’ amore ed esaltazione verso la propria terra che di bellezza artistica e paesaggistica ne offre tanta.

E’ Antonio Presti che continua a stupirsi e a stupirci, perché “… il mondo ha bisogno di una luce rigeneratrice, perché la luce è vita, è conoscenza, è futuro… “. E lui vaga per la sua terra a profondere, elargire bellezza, ad emozionare anche in quei luoghi dove difficilmente altri andrebbero a cercare:  “a Catania, a Librino, una periferia come tante altre nel mondo; un non luogo dominato da fiumi di cemento e grandi complessi condominiali, lontano dal centro vitale della città. Di un luogo dove la cultura  non dà voce e volto e dove chi ci vive, viene considerato ultimo, e quindi dimenticato, abbandonato”.

“Una lunga semina – conclude Antonio Presti – nel territorio siciliano, dove la poesia sbarca a scuola e diventa nutrimento intellettuale e morale affinché le nuove generazioni, grazie all’importanza della parola libera, possano trovare il senso della loro cittadinanza storica ed etica”.

 

Francesco Longhitano

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