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C. d’Orlando: arrestati 4 giovani per estorsione. Foto e intervista al Commissario

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“Per Pasqua vi abbiamo lasciato lavorare, ora aviti a paiari u ciuri”. Questa la frase riferita ai due titolari del locale notturno posto in centro a Capo d’Orlando da uno dei 4 arresti la scorsa notte. L’accusa per i quattro è di tentata estorsione.

Ancora una volta Capo d’orlando dimostra la propria anima antiracket grazie alla immediata denuncia di imprenditori che non hanno esitato un attimo ad avvertire le forze dell’ordine una volta ricevuta e compresa la minaccia. Merito anche alla volante di polizia che in pochi secondi si è recata sul posto ed ha arrestato i 4 giovani praticamente colti sul fatto. Soddisfatto il dirigente del commissariato, Giuliano Bruno, che plaude al coraggio degli imprenditori orlandini e alla tempestività di intervento dei suoi uomini. (clicca qui per vedere l’intervista)

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Ma andiamo con ordine. La notte tra sabato e domenica scorsi, intorno alle 3.50, una chiamata al commissariato di polizia di Capo d’Orlando richiedeva aiuto per una richiesta di esrtorsione appena avvenuta. A comporre il numero della centrale di polizia uno dei titolari del “lady Harion”, locale notturno dito in pieno centro. Avvertita la volante si è immediatamente recata sul posto trovando uno dei 4 giovani ancora in conversazione con i titolari, altri due che lo attendevano in auto ed un quarto, Antony Bontempo Scavo che, vedendo gli agenti di polizia, ha tentato la fuga ma senza successo.

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Le manette sono subito scattate ai polsi dei 4 giovani, tre di Tortorici ed uno di Raccuia, con l’accusa di tentata estorsione.

Sembra inoltre che due di loro avevano vantato, nella richiesta estorsiva, di essere i figli di Vincenzo Bontempo Scavo, condannato all’ergastolo in via definitiva per associazione mafiosa.

Le manette sono scattate ai polsi di Carmelo e Luca Bontempo Scavo, rispettivamente di 22 e 21 anni , figli di Vincenzo, Antony Bontempo Scavo, 21 anni e Antonino Natalotto 23enne di Raccuia. Quest’ultimo, insieme a a Carmelo Bontermpo Scavo risultano incensurati, mentre qualche piccolo precedente per gli altri due.

carmelo

 

natalotto

 

luca

 

antony

I 4 sono difesi dall’avvocato Fabio Faranda e si trovano presso la casa circondariale di Gazzi a Messina.

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