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C.d’Orlando: “EutanaSIAlegale”, domenica la raccolta firme

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Domenica 28 aprile, in Piazza Matteotti a Capo d’orlando si terrà la raccolta firme a favore della proposta di legge di iniziativa popolare sul “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia” presentata dal comitato promotore “EutanaSIAlegale”.

“In Italia, chi aiuta un malato terminale a morire – come un genitore o un figlio che vuole smettere di soffrire – rischia fino a 12 anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà è costantemente violato.” Così, il comitato “EutanaSIAlegale” ha preparato una proposta di legge di iniziativa popolare che regola l’eutanasia e il testamento biologico. Ma affinché il Parlamento possa arrivare a discutere tale proposta, è indispensabile una grande campagna di mobilitazione ed il primo passo è quello di raccogliere le 50.000 firme necessarie per depositarla in Parlamento.

La raccolta firme, che sarà attiva a Capo d’Orlando dalle 16,00 alle 21,00 di domenica 28 aprile, vuole dar voce al 64% dei cittadini italiani che è favorevole alla proposta di legge, – che si può facilmente scaricare sul sito internet www.eutanasialegale.it.

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Strutturata in soli 4 articoli, la proposta, è di facile comprensione anche per chi non ha studi giuridici pregressi. In sostanza si afferma il diritto di dire NO ai trattamenti sanitari, sia di sostegno vitale che di terapia nutrizionale, se si è maggiorenni e capaci d’intendere e di volere. Oltre all’interruzione dei trattamenti sanitari, nell’articolo 4, vi è la legalizzazione dell’eutanasia che può essere chiesta e ottenuta da quanti, maggiorenni, in totale autonomia e capacità di intendere e volere, affetti da una malattia con prognosi infausta, inferiore ai 18 mesi, vogliano porre fine alle proprie sofferenze. Sarà possibile, inoltre, stilare un documento autografo e vidimato nel quale si attestino le proprie volontà e la scelta di un fiduciario, che potrà difendere e far valere le ultime volontà del paziente, sia sul tema dei trattamenti sanitari che sull’eutanasia, qualora sopraggiungesse uno stato di incapacità. Elemento importantissimo, inserito nella proposta di legge, è certamente il disegno di un nuovo ruolo per il medico e gli operatori sanitari: è, infatti, depenalizzato l’uso di trattamenti eutanasici, mentre quanti non adempiranno le volontà del malato saranno perseguibili in sede legale.

La complessità delle questioni bioetiche sta tutta nel non avere una risposta giusta o sbagliata. Per moltissimi, le sofferenze, gli ultimi mesi di vita possono essere un dono, parte di un cammino di redenzione, per altri perdita della propria dignità, della propria umanità. Nessuno può imporre all’altro ciò che sente o ciò che vive.
La libertà di coscienza, anche di fronte al dolore e alla morte, dovrebbe rimanere il bene più prezioso, tutelato dallo stato di diritto, e la nostra Costituzione afferma che la salute è un diritto e non un dovere.

 

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