Marco Cirillo

C. d’Orlando: Marco Cirillo, ds dell’Orlandina Calcio, a Radio DOC

Marco Cirillo

CAPO D’ORLANDO – Positivo e raggiante. Intervistato stamane da Antonio Puglisi durante la trasmissione radiofonica “Cu c’è c’è”, in onda ogni mattina sulle frequenze di Radio DOC, il ds dell’Orlandina Calcio fresca campione d’Eccellenza, Marco Cirillo, ha rilasciato dichiarazioni importanti sul presente, passato e futuro suo e della formazione paladina, sprizzando entusiasmo da tutti i pori e dimostrando anche ottime doti da comunicatore davanti ai microfoni.

Il neo direttore sportivo ha innanzitutto speso parole d’elogio per il lavoro che la società ha svolto durante questa stagione, sottolineando la comunione d’intenti tra lui e mister Raffaele: «Una soddisfazione immensa. Con il lavoro da parte di tutti e i sacrifici da parte del presidente Romagnoli siamo riusciti a centrare l’obiettivo che ci eravamo preposti, la Serie D. Io sono arrivato ad inizio dicembre in questa realtà. Credevo di trovare una situazione migliore dal punto di vista tecnico, invece il lavoro è stato molto duro e ha richiesto del tempo. In totale accordo con l’allenatore ci siamo mossi sul mercato, rivoluzionando la squadra. Abbiamo preso giocatori di esperienza come Privitera, Orioles e Frassica e il portiere Pandolfo dal Catania proprio l’ultimo giorno di mercato. Chi sa di calcio capirà che non è facile vincere un campionato in queste condizioni. Solitamente bisogna creare dei cicli per cominciare ad ottenere risultati di una certa caratura. Noi invece abbiamo raggiunto dei livelli altissimi nonostante cambiamenti repentini ed è quindi una nota di merito. Certo, in futuro se non si opera bene il tutto ci si può ritorcere contro ma noi stiamo già lavorando per la prossima annata, cercando di creare un’ossatura che possa garantirci stabilità negli anni, a partire dalla stagione 2013/2014».

L’ex attaccante del Modica ha poi parlato del suo rapporto con il tecnico Raffaele e delle responsabilità che adesso si trovano a condividere: «Con il mister siamo amici da tantissimi anni. Abbiamo giocato insieme all’Igea Virtus tante stagioni fa. Siamo rimasti sempre in contatto fuori dal campo e abbiamo sempre avuto pensieri simili dal punto di vista calcistico. Ora abbiamo tante responsabilità, andremo ad affrontare un campionato di Serie D portando l’Orlandina in giro per il sud Italia. Speriamo di riuscire con lui e il presidente a far conoscere questa squadra a tutti, destando impressioni positive, in campo e fuori».

Si è poi passati a discutere di futuro a breve termine: «Abbiamo già stilato con il mister un programma, anche dal punto di vista del mercato, che partirà alla fine del campionato per completarsi totalmente entro gli ultimi giorni di giugno. Ad inizio agosto partirà la preparazione e noi vogliamo farci trovare pronti. Anche il presidente è entusiasta del progetto, anche se vorrebbe avere un maggior riscontro da parte del pubblico orlandino. Qualcosa sembra inizi a muoversi anche in tal senso. Domenica al “Micale” ci sarà una grande festa per la promozione, speriamo che la gente accorra numerosa per condividere con noi questa gioia».

Facendo un tuffo nel passato, Marco ha ripercorso passo per passo la sua carriera da calciatore: «Ho cominciato col Savoia del direttore Lo Monaco. Avevo diciassette anni. Ammetto che non ero fortissimo ma ero motivato, determinato e voglioso di far bene. Con queste qualità sono riuscito a ritagliarmi spazi importanti tra i professionisti per quasi tutta la carriera. Ho girato l’Italia: Pisa, Juve Stabia, Licata, Foligno, Gela, Siracusa, Modica. Devo dire che a Foligno mi sono trovato davvero benissimo. Ho realizzato 22 reti e sono stato premiato anche dalla “Gazzetta dello Sport” per la mia prolificità. Ho toccato quota 150 gol ufficiali, mi sono fermato alla C1 ma credo di aver fatto il massimo per quelle che erano le mie capacità tecniche. Ho passato anche qualche periodo difficile, come a Palma Campania, in C2. Io sono di Torre Annunziata, quindi ero vicino casa. Ma questo non mi ha aiutato a calarmi in una realtà molto piccola, soprattutto dal punto di vista delle idee calcistiche. L’ambiente per un calciatore è un fattore determinante al fine di poter rendere al massimo delle proprie potenzialità».

Il ds paladino ha poi chiuso parlando di come è arrivato a Capo d’Orlando e di come si è ambientato in questo nuovo paese: «Quest’anno la mia stagione era cominciata con gli scarpini ai piedi, a Modica. Non è però stata un’esperienza felice per svariati motivi. A novembre, poi, ho ricevuto la chiamata dal presidente Romagnoli con la proposta di rivestire il ruolo di direttore sportivo per l’Orlandina e ho colto la palla al balzo. Credo fosse il momento giusto e il posto giusto per cominciare a svolgere questo compito. Tra l’altro, ogni fine stagione con il mister ci sentiamo per confrontarci sulle rispettive annate, quindi lui sapeva come la pensavo su tante questioni. Ho cercato di dargli una mano visto che ad un certo punto della stagione Beppe si è ritrovato a dover gestire troppe cose, anche di scrivania, che portavano via del tempo alle questioni di campo e che non gli competevano. Ora vivo a Barcellona, ho messo su famiglia e sono felice di essere stato adottato dalla Sicilia, terra che amo e in cui mi trovo a meraviglia».

Umiltà e applicazione, dunque, gli ingredienti per la ricetta del direttore sportivo perfetto secondo Marco Cirillo. Un uomo di campo e di calcio dalla grande esperienza che al primo anno da dirigente è riuscito a mettere lo zampino nella storica promozione dell’Orlandina Calcio in Serie D. Le responsabilità in questo lavoro non mancheranno di certo ma il ragazzo di Torre Annunziata ha già dimostrato di avere le spalle larghe ed è pronto a scrivere altre esaltanti pagine del calcio orlandino con il solito spirito e la solita dedizione alla causa.

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