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Brolo: Maria Ricciardello replica: “Sono un Presidente del Consiglio diplomatico”

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Io sono un Presidente del Consiglio democratico….. fa male chi non rispetta e non accetta le regole, peggio chi lancia accuse inutili“. Esordisce così Maria Ricciardello, Presidente del Consiglio Comunale brolese, che non ci sta ad essere tirata nella ridda di accuse post consiglio comunale. “Sono l’insieme dei comportamenti individuali che determinano la crescita delle coscienza democratica” – afferma lapidaria la Ricciardello.

L’opposizione non ha fatto sconti e l’ha accusata di aver levato la parola, anzi di aver imbavagliato, il consigliere comunale Scaffidi, impedendo di parlare. “Un’accusa pesante – dice il Presidente – ma sono confortata dal parere del segretario generale dell’ente, notaio della seduta consiliare, totalmente infondata”. “Sono un presidente democratico – dice – e lo faccio interpretando i regolamenti dell’ente ed il mio codice etico morale e personale, ho un concetto democratico che viene da lontano, e svolgo il mio ruolo senza spirito di appartenenza,  e non per difendere interessi né elettorali né precostituiti. Per questo rigetto ogni accusa anche quella di agire nell’ottica di appartenenza ad  un unico gruppo consiliare“. L’amministratore e l’ufficio di presidenza del consiglio comunale deve tenere un comportamento tale da stabilire un rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini e amministrazione, tra gruppi consiliari e presidenza, ed io come amministratore, come persona, come donna, con l’esperienza maturata in più di vent’anni di incarichi amministrativi, ma anche per il mio ruolo d’insegnante,  opero con imparzialità, assumendo le decisioni nella massima trasparenza a tutela della pubblica amministrazione, dei consiglieri comunali e dei cittadini – e continuando – Questo non esclude che come  amministratore non devo far osservare e praticare, in aula, a tutti, un comportamento consono al proprio ruolo sia nell’ambito istituzionale, sia nell’espletamento del proprio mandato“. E aggiunge: “Più precisamente, escludendo quanto concerne la pubblica e normale conflittualità dialettica, per evitare che si assumano atteggiamenti irrispettosi delle idee e delle opinioni di tutti gli amministratori e i rappresentanti politici. Questo ovviamente non vuol dire non favorire la più ampia libertà di espressione, ma evitare toni e linguaggio che sottintendano messaggi di aggressività e di prevaricazione, che a volte anche una minoranza, può svolgere nei confronti di una maggioranza o vicevera. Ma soprattutto – dice ancora il Presidente – devo far rispettare le regole“.

E proprio su questo Maria Ricciardello torna in merito al consiglio comunale scorso quando si dibatteva sulla commissione d’indagine relativa ai conti economici dell’ente. “Non entro qui nel merito se bisognava istituire o meno quella commissione, una proposta voluta, nel rispetto dei ruolo dall’opposizione, ma prendo atto delle motivazioni che hanno portato al voto contrario del gruppo di maggioranza e soprattutto dal risultato del voto. Un’espressione libera e democratica.. e bisogna rispettare il volere di una votazione. Ho dato la parola nei tempi e nei modi previsti a chi ne aveva il diritto ed il potere. Ho ascoltato e fatto parlare tutti, sino alla dichiarazioni di voto. Le riprese tv parlano chiaro, sono la prova provata, lampante, inconfutabile di quanto accaduto – e sono visionabili in rete in streaming -. Dopo la dichiarazione di voto, che concludeva il dibattito, da parte del capogruppo d’opposizione, Irene Ricciardello, si doveva andare direttamente al voto“. Quindi dice ancora la Ricciardello. “La richiesta d’intervento del consigliere Scaffidi – invitato in precedenza a parlare per ben due volte – era, a quel punto, era fuori luogo, fuori tempo. Intralciava i lavori d’aula, potrebbe configurasi anche come ostruzionismo. Volendo il consigliere Scaffidi avrebbe potuto parlare, anche al posto del suo capogruppo, e nessuno gli e lo avrebbe potuto impedire… scelte“.

Quindi il Presidente del consiglio comunale brolese dice ancora: “E voglio aggiungere che ho impedito, sempre nel rispetto del regolamento e nella stessa seduta,  gli interventi degli assessori Enzo Di Luca e Carmelo Gentile. Quindi la gazzarra in aula, e quanto dopo fatto e dichiarato.. è un attacco alla democrazia, anzi intimidire la democrazia, non rispettare i ruoli, Questo non vuol dire che l’opposizione non può dire la sua, contestare la maggioranza, ma ciò bisogna farlo senza alzare cortine fumogene, illuminare falsi bersagli, creare il caos, istituzionale e politico“. E conclude “Quindi respingo le accuse, non è urlando che si dà democrazia al paese, ma lavorando giorno per giorno, nelle regole e per le regole, nell’interesse del paese, rispondendo ai Cittadini, aprendo alla trasparenza uffici e procedure, senza commissioni o controllo, ma in maniera matura come fa l’amministrazione brolese“.

 

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