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“AMIANTO NELLA CONDUTTURA DI ACQUA”


“L’amianto è un minerale molto diffuso in natura e largamente utilizzato in passato, fino a quando non ne è stata accertata la sua pericolosità per la salute delle persone e per l’ambiente”. Così esordisce il consigliere comunale Carmelo Galipò nell’interrogazione presentata al sindaco Enzo Sindoni. In particolare, il consigliere eletto nella lista “insieme per cambiare” punta l’attenzione sul “cemento amianto” di cui sono fatti i tetti in eternit, le vecchie cucce dei cani, i vecchi serbatoi dell’acqua, dall’amianto friabile delle guarnizioni e dei materiali utilizzati per l’isolamento termico delle tubazioni.
“L’amianto diventa pericoloso, scrive Galipò” solo quando le sue fibre si disperdono nell’aria. La forma friabile è quindi molto più pericolosa della forma compatta che rilascia fibre solo se lavorata con attrezzi meccanici o se deteriorata dal tempo e delle intemperie. Quindi una copertura in eternit in buono stato di conservazione non rappresenta un pericolo per la salute”. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione del consigliere Galipò:

  • è dovere morale di ogni cittadino, prima ancora che degli amministratori, perchè previsto tra l’altro nello statuto del Comune di Capo d’Orlando, porre in essere tutti gli strumenti atti ad eliminare quelle condizioni create artificialmente, che possono essere nocive per la salute pubblica;
  • lo statuto comunale tra gli altri articoli recita: “il Comune di Capo d’Orlando, si impegna a garantire il diritto alla salute di ogni cittadino”;
  • nel territorio comunale, insistono ancora molte strutture, non solo nelle campagne, adibite nella maggior parte dei casi a deposito, con le coperture in eternit (cemento-amianto);
  • l’ Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1986 sancisce che l’esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria va evitata in quanto causa di cancro; ergo che l’inevitabile deterioramento di detto materiale e per l’obsolescenza dello stesso e a causa dell’azione di agenti esterni come pioggia, urti, precipitazioni atmosferiche, costituisce le fattispecie di cui sopra;
  • con la legge 257/1992 sono state vietate in Italia l’estrazione, la commercializzazione e la produzione di amianto o di prodotti contenenti amianto; questo materiale presente ancora in molti edifici, deve essere messo in sicurezza oppure essere rimosso e smaltito seguendo particolari procedure;
  • purtroppo, dati scientifici dimostrano che a Capo d’Orlando c’è un altissimo tasso di malattie tumorali; negli ultimi anni, aimè, sono deceduti in tanti compaesani, tra ragazzi e adulti senza discriminazione d’età; proprio perché le succitate malattie non hanno alcun rispetto per nessuno, colpiscono senza indugi;
  • a tal fine bisogna necessariamente ed a tutti i costi mettere in atto tutte le forme di prevenzione possibili e cercare di eliminare qualsiasi possibile causa di tali malattie;

premesso e considerato quanto sopra e ritenuto quantomai urgente bonificare le aree del territorio comunale dov’è presente l’eternit, (cemento – amianto)

interroga la S.S. Ill. ma per sapere,

  • se è stata effettuata negli anni attività ispettiva e di bonifica sul territorio comunale, e se si, conoscerne i risultati;
  • perché ancora oggi la conduttura dell’acquedotto comunale, dove scorre l’acqua che arriva nelle nostre case, è quella in cemento amianto, nonostante qualche anno fa siano stati eseguiti i lavori per la sostituzione della vecchia conduttura con la posa di quella nuova;
  • qual’è lo stato delle cose, e quale iniziative intende intraprendere la sua amministrazione per l’attivazione della nuova conduttura;  
  • se non ritiene opportuno verificare oggi, con l’ausilio dei vigili urbani, il territorio, al fine di individuare tali materiali, controllarne lo stato e sottoporre l’eventuale area a bonifica, intervenendo in danno ai proprietari, se questi ultimi non ottemperano, attraverso le speciali procedure previste nella succitata normativa;
  • se non ritiene opportuno istituire un numero verde, presso la sede dei vigili urbani dove anonimamente cittadini potranno denunciare la presenza di eternit;
  • se non ritiene opportuno contribuire in percentuale col bilancio comunale allo smaltimento e alla bonifica delle aree, premiando quei cittadini che autonomamente comunicheranno il possesso di tali materiali attraverso la stipula di apposita convenzione con società specializzate;
  • se non ritiene opportuno porre in essere queste misure attraverso un’ordinanza sindacale, in attesa che il Consiglio comunale possa approvare un regolamento, che punisca i trasgressori costringendoli al pagamento di multe;
  • se non ritiene opportuno proporre ai Sindaci dei Nebrodi l’emanazione della stessa ordinanza, così da raggiungere nell’arco di un breve periodo risultati soddisfacenti che ci permetteranno di eliminare una possibile causa di malattie mortali.

Si richiede risposta scritta ed iscrizione all’o. d g. del prossimo Consiglio comunale.

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