conferenza stampa

Milazzo: Pino e Ass. Midili, cause del disseto “dieci anni di cattiva gestione politica”

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A distanza di tre mesi dalla dichiarazione di dissesto, il sindaco, Carmelo Pino e l’assessore alle Finanze, Giuseppe Midili hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato tutti gli altri esponenti della giunta – per fare il punto della situazione ed informare la comunità sulle cause che hanno determinato il dissesto che – è stato precisato – “non è da imputare ai cittadini, per lo più ignari di quanto si consumava all’interno del Palazzo, bensì a dieci anni di cattiva gestione della politica”.

E’ stato l’assessore Midili a riferire in modo circostanziato, col supporto della documentazione, il percorso che ha portato al default il Comune, che “ha rappresentato non una scelta di questa Amministrazione, bensì una necessità”. “Pur tra tutte le difficoltà riscontrate – ha detto Midili – nel marzo dello scorso anno siamo riusciti a ricostruire la situazione mettendola su carta nella “Relazione economico finanziaria dell’Ente” che abbiamo trasmesso a tutti gli organi deputati ai controlli e che ha determinato quell’ispezione regionale che poi ha certificato il dissesto del Comune di Milazzo”.

L’assessore ha sintetizzato in otto punti quelli che rappresenterebbero violazioni nei bilanci del Comune mamertino: “l’utilizzo costante del servizio economato per spese eccedenti i vincoli di bilancio, che ha portato al pagamento senza il rispetto dell’ordine cronologico dei fornitori; la mancata applicazione del disavanzo di amministrazione, il mantenimento in bilancio di residui di dubbia esigibilità ed inesistenti; il reiterato utilizzo e quindi distrazione di somme nel bilancio con vincolo di destinazione; l’utilizzo sistematico del servizio conto terzi ai fini dell’elusione del Patto di stabilità interna e del rispetto del costo del personale; l’omissione degli indicatori finanziari ai fini di eludere l’individuazione di Ente strutturalmente deficitario; l’assenza di controllo sui danni erariali derivanti dai debiti accumulati per il servizio di raccolta rifiuti e conferimento in discarica (7 milioni e 800 mila euro in appena quattro anni di attività) ed ancora nomine dirigenziali fatte senza tenere in conto né i vincoli di legge, né i vincoli di bilanci. In alcuni casi anche senza i titoli necessari”.

Si era creato una sorta di “sistema Milazzo” dove sono stati favoriti solo coloro che erano vicini ai politici” – ha concluso Midili”. “La malapolitica è il frutto di scelte e gestioni dissennate ed irresponsabili – ha aggiunto il sindaco Carmelo Pino – che perpetrate e reiterate nel tempo hanno inesorabilmente portato al collasso dell’Ente. Siamo perfettamente consapevoli che la scelta di prendere le distanze da quanti a diversi livelli hanno condiviso e taciuto irregolarità nei conti pubblici e persistenti violazioni di legge, ci rende facile bersaglio di detrattori abili e consumati, professionisti della macchina del fango. Ma proprio questa consapevolezza ci rende più determinati e motivati nel proseguire un cammino irto di ostacoli, rischi, fatiche sovraumane, ma che sarà ricompensato dalla rinascita certa e duratura della nostra amata città. E questo avverrà sotto un duplice profilo politico e civile. Siamo tutti i giorni costantemente impegnati a rendere testimonianza personale che è finito il tempo degli sprechi e dei divertimenti; che non c’è più spazio per allegre complicità che determinarono elargizioni a pioggia ad associazioni o gruppi vicini agli amministratori di turno, regola che vale anche per il personale dipendente: ciò che conta è la meritocrazia e questo aspetto soltanto sarà oggetto di valutazione”.

In questi tre anni – ha proseguito  il sindaco – abbiamo operato in situazioni veramente indescrivibili come se fossimo sempre in combattimento in zone calde (Afghanistan). Un Comune martoriato dalle bombe dell’indifferenza e dell’ignavia mentre negli anni passati si predisponevano allegramente ordinanze sindacali di ufficiale di governo in modo continuativo per oltre un miliardo e mezzo delle vecchie lire da far rabbrividire persino i funzionari dei Paesi Arabi che si affacciano in questi giorni a vivere i primi segni della democrazia. Ma lo ribadisco: la malapolitica non ci appartiene. Non è nel Dna di questa Amministrazione, non siamo complici di quanti hanno più o meno consapevolmente nascosto il marcio che infestava il buon funzionamento della macchina amministrativa. Ora siamo tutti, in quanto cittadini, chiamati ad essere sentinelle attente a tutelare il “risveglio” di questa Comunità; vigili e pronti a respingere qualsiasi attacco subdolo o premeditato finalizzato a minare la credibilità di un estenuante lavoro di bonifica dei conti, nonché di assoluta trasparenza amministrativa che stiamo portando avanti con coraggio e tenacia”.

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