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La tua opinione:”La scienza è MERITOCRAZIA e la POLITICA deve essere DEMOCRAZIA”

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Una calda mattina di fine marzo suggella il vero inizio  di Primavera,  Villa Piccolo  ospita Antonino Zichichi; forse non è superfluo ricordare, che nel 1965 l’Illustre personaggio siciliano, ha lavorato presso il CERN di Ginevra,  dirigendo brillantemente  il gruppo di ricerca  e che, legatissimo alla sua terra, ha fondato ad Erice Il centro di cultura scientifica “Ettore Maiorana”. La relativa fondazione, comprende numerose scuole postuniversitarie in diversi campi della ricerca scientifica moderna.

Scapigliata, bianchissima pettinatura, sguardo penetrante e intenso, sorriso accattivante, disponibilità, facilità di comunicazione priva di qualsiasi sovrastruttura, sono gli elementi che caratterizzano uno scienziato dall’animo semplice. Zichichi conquista il pubblico immediatamente  e fa sorridere tutti quanti quando afferma che un giorno l’analisi del cervello sarà considerata naturale e farà parte del  passaporto di ogni uomo.

La scienza nel suo rigore logico, sceglie METODI per finalizzare l’uso della ragione alla ricerca della verità   e in tutti i modi sperimenta strade per risolvere problemi. E’ stato interessante apprendere che in America, particolari studi, rivolti alla esplorazione del   cervello sono riusciti a dimostrare che ogni settore di questo misterioso e affascinante organo umano sviluppa particolari attitudini secondo naturali predisposizioni.

Zichichi ha manifestato quindi, il suo pensiero di uomo, suggerendo  ai presenti di lasciare liberi i propri figli nelle le loro scelte, assecondando così, le loro  inclinazioni. Attraverso un divertente racconto legato alla sua infanzia, ha spiegato che non tutti digeriscono lo stesso cibo e che di conseguenza,  bisogna sempre cercare il modo per riuscire ad attuare percorsi congeniali e coerenti con il proprio essere.

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Ha trattato la delicata e spinosa questione del nucleare, parlando dei centri di risonanza magnetica ed ha spiegato l’importanza del sapere e della curiosità. Lo scienziato desidera trovare risposte ma deve possedere oltre al rigore logico doti umane: intuito, fantasia, creatività e soprattutto amore per la conoscenza.

Non bisogna sottovalutare il compito della DIVULGAZIONE, trasmettere cioè le teorie alla comunità in modo chiaro e inequivocabile,  per contribuire a migliorare la qualità della vita. Lo scienziato afferma che la modestia non esiste quando si deve difendere il proprio lavoro e precisa che come dichiarava Fermi la scienza è fondata sulla MERITOCRAZIA, a differenza della politica, che deve essere  basata sulla DEMOCRAZIA.

Zichichi afferma che il cataclisma del nostro tempo è una vera e propria HIROSHIMA CULTURALE,  la cultura moderna infatti, schiacciata dallo strapotere dei media, appare distratta e quasi sempre ignora  le conquiste scientifiche mentre, necessario e  straordinariamente interessante,  sarebbe attuare percorsi    specifici per incontrare uomini che hanno fatto avanzare la conoscenza, innescando fondamentali  fenomeni di crescita e di rinnovamento.

Lo scienziato, introduce a questo punto  Archimede, questa straordinaria figura spesso dimenticata, il simbolo del più grande uomo che abbia usato il cervello dall’alba della civiltà a Galileo  Galilei. Ho pensato a questo punto, ad alcuni piccoli volumi  acquistati per mio figlio molti anni fa, credo siano ancora in edicola, si intitolavano “Invenzioni ed Inventori”, ad  Archimede era dedicato il primo dei volumi.

Belle pagine illustrate, impreziosite da semplici ed originali disegni accompagnati da efficaci descrizioni, raccontavano la vita  e le opere dei più grandi scienziati. I libri presentati come un intelligente gioco,  riuscivano ad attivare un emozionante cammino dentro il progresso dell’uomo.

Riempimmo la casa di invenzioni, leve, piccole catapulte, balestre, minuscoli sottomarini … tutto  seguendo il sano  convincimento che: ”se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo” (Munari). Gli  studi di Archimede approfonditi e complessi  rimasero poco diffusi fino al XVI secolo, quando un  nuovo sviluppo delle scienze, consentì finalmente di comprenderne il valore.

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”Datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo!” Questa frase del celebre inventore indica tutta la   forza vitale del suo pensiero. Zichichi, a questo punto,  invita i giovani a seguire Archimede nelle sue teorie più affascinanti,  invitandoli ad abbracciare la ricerca scientifica scegliendo sempre un “METODO” RIGOROSO che consenta  l’osservazione, la domanda, la formulazione di ipotesi, la verifica e la sperimentazione.

Coinvolge il pubblico l’illustre personaggio  e scivola con delicatezza verso una delle questioni  più controverse e laceranti: il rapporto tra scienza e fede; tratta l’argomento con estrema naturalezza e quasi per sdrammatizzare parla del suo antitetico rapporto con Margherita Hack evitando di citare Piergiorgio Odifreddi e le polemiche che tra l’altro hanno accompagnato il suo  libro: “Galilei, Divin Uomo”.

Con estrema semplicità lo scienziato, afferma di essere cattolico poiché la religione cattolica ha dedicato la massima attenzione alla sfera trascendentale e credere in Dio, appare  più logico e scientifico che credere nel nulla. Introduce quindi, la figura di Galileo Galilei  ed afferma  che “il padre della scienza moderna” come riconobbe il Papa Giovanni Paolo II era un “Sincero credente” e considerava la scienza uno straordinario strumento per svelare i segreti del creato.

Il libro della natura scritto in lingua matematica, manifesta le impronte di Dio, ”né la scienza né la logica permettono di concludere che Dio non esiste … nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e scientifico di colui che crede”. Affermazioni  importanti  che percorrono strade  illuminate, perché considerano scienza e fede come doni di Dio, mentre la più grande conquista della logica matematica appare l’infinito.

A questo punto Zichichi dedica alcune riflessioni alla astrologia,  affermando la totale mancanza di fondamento scientifico;  ricordo  dunque  una vecchia e divertente intervista al fisico Tullio Regge il quale affermava:  ”non credo all’astrologia perché so l’astronomia, mi colloco dunque fuori dallo zodiaco, sono un Orso Maggiore.”

La scienza è quindi l’unico strumento che l’uomo possiede per  dimostrare, con i fatti, che la natura è un libro scritto secondo un preciso disegno, che nessun scienziato potrà mai capire a fondo …  Riflettendo sulle parole di Zichichi, riesco a comprendere meglio il significato della frase di Giovanni Paolo II riportata a Roma nella cupola della Basilica di S. Maria degli Angeli e Martiri: ”La scienza ha radici nell’immanente ma porta l’uomo verso il trascendente”.

Riesce a rincuorarmi Zichichi perché mi rassicura sui limiti dell’uomo, anche la scienza dunque, si arrende di fronte alla superiorità intellettuale del Creatore. So bene che questa tesi ha suscitato scalpore e non è stata da tutti condivisa, ma io la trovo affascinante perché mi regala  una speranza , mi avverte che chi ha fede può considerarsi fortunato: ”… La scienza non ha mai tradito il SUO PADRE. Essa ha scoperto nell’immanente nuove leggi, nuovi fenomeni, inaspettate irregolarità, senza però mai scalfire, anche in minima parte, il Trascendente”.

pubblico

Parole che comunque sia, invitano ad una severa ed attenta  riflessione;  sin da piccola ho provato disagio ed anche timore nei confronti di chi crede di sapere tutto e pur di non manifestare le proprie debolezze porta avanti  le sue tesi spacciandole per infallibili.

Zichichi  inoltre,  rivolge  un pensiero anche al Papa Benedetto XVI, definendolo un grande teologo, mentre a proposito del nuovo Papa Francesco, si   sofferma  sulla sua ormai chiara esigenza di un nuovo atteggiamento nel segno evidente del RELIGIOSAMENTE CORRETTO,  nel coraggioso tentativo di arginare il pauroso deragliamento di valori etici e morali nella crisi del mondo contemporaneo.

Tutto ciò mi sembra perfettamente condivisibile del resto in pochi giorni e in pochi ma importanti  gesti,  Papa Francesco ha dimostrato la sua grandezza. Dietro  il suo semplice “BUONASERA”,  si annida una  efficace e straordinaria strategia comunicativa vicina ad ogni essere umano.

Trovo naturale ringraziare la Fondazione Piccolo per  l’opportunità offerta alla Comunità, un bel momento dedicato al pensiero razionale ed irrazionale continuando a seguire un già tracciato cammino di conoscenza.

Sabato sono arrivata a Villa Piccolo trafelata e fiduciosa, ero convinta che, superando antiche e sterili polemiche, questa volta la famosa  “spinta di Archimede”, sarebbe riuscita veramente a spingere le istituzioni verso l’alto con voluminosa  forza, proporzionale alla bellezza dell’evento, ma ancora una volta sono stata smentita dai fatti.

Peccato, neanche lo scatto veloce della CATAPULTA è riuscito a lanciare da parte delle Istituzioni, nei confronti di Zichichi un messaggio di benvenuto, sarebbe stato un momento di cordiale accoglienza, dimostrativa di una nuova e  apprezzabile volontà di collaborazione, l’inizio cioè, di una nuova PRIMAVERA.

Tutto ciò nel segno del POLITICAMENTE CORRETTO e ancor di più dell’UMANAMENTE ed ETICAMENTE  AUSPICABILE. Come già è stato annunciato e scritto, il consigliere di minoranza Alessio Micale, è stato nominato referente e coordinatore  nelle relazioni della Fondazione  famiglia Piccolo di Calanovella con le varie associazioni operanti nel territorio, nella convinzione che un rapporto realmente collaborativo possa produrre, sia pure nelle difficoltà del momento,  copiosi frutti.

alessio villa piccolo

Ad  Alessio, giovane e promettente politico  che conosco e stimo,  mi permetto di ricordare la vite di ARCHIMEDE: un ingegnoso meccanismo che permise agli antichi di far salire acqua dai fiumi, elemento indispensabile per la vita umana; altrettanto importante il principio di una leva semplice: ”La Manovella”. La forza esercitata sulla manovella si trasmette all’asta. Tanto più lungo è il braccio della manovella, tanto più facilmente si può far girare l’asta.

Mi auguro con tutto il cuore che la politica mostri in futuro maggiore lungimiranza, perspicacia e sensibilità, l’arte, la scienza e più in generale la cultura, non regalano la felicità, ma certamente CONTRIBUISCONO a MIGLIORARE  LA QUALITA’ DELLA VITA.

Maria Grazia Librizzi

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