Brolo: post conferenza stampa. Ecco la risposta del sindaco

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Dopo la conferenza stampa svolta stamani dal gruppo di minoranza “Uniti per Brolo”, il sindaco Salvo Messina, replica al dossier presentato dai cinque consiglieri a cittadini e giornalisti. Il primo cittadino brolese si difende e difende l’esecutivo da lui guidato, si dichiara pronto ad accogliere l’insediamento di una commissione d’inchiesta e sulle sue dimissioni, richieste dai consiglieri di minoranza, fa sapere che arriveranno solo se saranno i cittadini a chiederlo.

Ecco la nota del sindaco di Brolo Salvo Messina.

“In merito alla conferenza stampa di stamani posso solo fare alcune considerazioni di natura politica, amministrativa e personale.

La prima, nel sentire parlare di denunce, di reati penali, di tacciare di nefandezze gli amministratori, e tra le righe assessori, funzionari e chi ne vuole più ne metta, mi sembra di essere tornati indietro di decenni.

Sento un clima politico pesante, e non mi stupirei, come al tempo, di veder circolare lettere anonime, dello stampo di quelle che con profili falsi circolano sulla “rete”.

Sotto il profilo amministrativo questa conferenza non dice nulla di nuovo, nulla che i cittadini non sapessero e che è stato oggetto di un comunicato, il mio, di qualche giorno fa.

Nessun problema sull’istaurasi di una commissione d’inchiesta.

Nessun problema sulla conoscenza degli atti.

In poco meno di otto mesi, registriamo 90 accessi agli atti, circa 40 interrogazioni, altre 12 note, ed ancora una frequenza quotidiana al protocollo, e tantissimi “risposte” a domande orali fornite dagli Uffici ai consiglieri d’opposizione … nulla da nascondere.

Mi duole vedere dipinto il comune, quasi fosse l’unico in Sicilia, come una sorta di “fantomas” un ladro che ruba, che fa bella vita, che non paga i creditori, che fa debiti, scialaquando i soldi pubblici.

E’ un azzardo che pagheremo caro.

Se si leggono i dati dell’Anci Sicilia e Nazionale siamo in un folto gruppo di comuni isolani quasi il 90% che soffre di questa “malattia”.

Posso assicurare ai cittadini che non ci sono state mai distrazioni di somme e dico questo senza sottrarmi alle mie responsabilità senza scaricare colpe su altri, senza voler nasconder il sole con un dito … abbiamo difficoltà, stiamo pianificando la massa del debito, pagheremo tutto .. come quel debito contratto con L’IRPEF per il 2009 per il quale – chechè ne dica il potere ispettivo dell’opposizione – abbiamo compensato con il credito d’iva, e come rateizzeremo il resto, senza affanni, come vuole la legge.

Le mie dimissioni.

Solo se lo chiederanno i cittadini.

Non sono uno struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, per non vedere i problemi, e ripeto mi assumo le responsabilità del caso, ma non accetto lezioni da chi eticamente, politicamente, culturalmente non ha la maturità per impartirle.

E poi i bilanci….

A parte quello del 2012 votato da questa amministrazioni, di quelli precedenti che dire.

Che sono stati tutti approvati dal revisore, che molti sono stati votati dai consiglieri Ricciardello ed Scaffidi Lallaro che oggi tuonano contro le loro regolarità e legittimità ?

Delle due una.

O erano accecati dal sogno di entrare in maggioranza, in giunta, quindi distratti, leggeri, miopi, da non vederne gli errori,  oppure quei bilanci erano esatti, corretti, giusti ….

Nessuna responsabilità per i dipendenti o per chi deve avere le ritenute versate.

Si parla di dissesto del comune dal 2001, ricordo e rileggo quanto scriveva al tempo Nuccio Ricciardello, Carmelo Occhiuto e poi a seguire gli altri … erano i tempi di Laccoto, poi della mia sindacatura.. tutto è andato avanti … sembra quasi che parlar di dissesto alla fine porta bene … continuatelo a fare, noi operiamo, sicuri di essere nel giusto, confrontandoci con gli uffici dell’erario con i responsabili della corte de conti con il nostro revisore dei conti, con gli uffici …e poi per il dissesto dell’ente … sono usciti recentemente i dieci parametri che condizionerebbe e posizionerebbero l’ente in questo ambito .. vedremo, insieme, e poi si vedrà”.

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