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Castel di Lucio: rinnovato ogni anno il tradizionale pranzo di San Giuseppe, “i Virgineddri”

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A testimonianza di un paese che non dimentica la sua storia e che riesce a mantenere vive tutte le tradizioni che lo contraddistinguono, anche quest’anno hanno avuto luogo i cosiddetti “Virgineddri”, pranzo preparato in onore di San Giuseppe. La tradizione sembra affondare le proprie radici nel lontano Medioevo, quando i nobili locali preparavano dei ricchi banchetti per la gente più povera del paese, invitando come commensali 13 bambini, da qui il termine “virgineddri” ovvero i vergini.
A Castel di Lucio, paese ricco di trazioni e cultura, anche questa usanza si è tramandata nel tempo segnando una delle festività più sentite nel piccolo centro nebroideo. Per molto tempo e fino ad un periodo non molto lontano erano le famiglie, come privati, che organizzavano il tradizionale pranzo di San Giuseppe presso le proprie abitazioni, pranzo caratterizzato da pasta e fagioli, cardi, finocchi e baccalà fritto. A motivarli una grazia ricevuta o la speranza di un’intercessione da parte del Santo. Ad essere invitati tutti gli abitanti del paese, e in questo caso si parla di “virgineddri a porti aperti”, oppure familiari, amici e vicini, quindi i più intimi, e in questo caso si parla di “virgineddri a porti chiusi”.

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Suggestive le tavolate allestite per un’intera popolazione, a capo delle quali si predispone un altare con l’immagine della Sacra Famiglia, una sorta di tavola apparecchiata anche per il Santo, dove prima di dare inizio al tradizionale pranzo, si sistemano tutte le portate destinate, come vuole la tradizione, a San Giuseppe.
Una giornata di festa e di gioia per chi ha vive nel cuore queste tradizioni e la fede nel Patriarca San Giuseppe. Ad allietare la giornata la banda musicale che senza sosta intona festose armonie.
Da qualche hanno a questa parte sempre meno le famiglie castelluccesi che hanno avuto la possibilità di rinnovare la tradizione. Ed è stato questo il motivo per il quale l’amministrazione comunale, con a capo il primo cittadino Giuseppe Franco, si occupata di organizzare la manifestazione, mettendo a disposizione personale e materie prime. “L’impegno di tutti- ci racconta il Sindaco- è stato però sempre quello che nel caso in cui si presentasse una famiglia disponibile ad organizzare la tavolata per tutto il paese, noi come amministrazione avremmo ovviamente ceduto il posto.”

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Quest’anno il tradizionale pranzo di San Giuseppe è stato organizzato dal comune in collaborazione con la Proloco. Nello specifico la Proloco ha provveduto alla parte economica mentre il comune ha messo a disposizione i locali del centro Polivante “Giuseppe Regina” e le risorse umane, mentre sono stati anche diversi i singoli cittadini che hanno offerto alcuni prodotti per realizzare le portate, quali ad esempio cardi e finocchi raccolti rigorosamente nelle campagne del luogo. Un bell’esempio di sinergia tra le parti, come lo ha definito Franco, quello della collaborazione tra enti locali e associazioni che mirano alla promozione del territorio, una collaborazione, quella tra amministrazione e Proloco, vista dal Sindaco come un ottimo risultato che può andare solo a vantaggio della comunità tutta.
L’auspicio del primo cittadino è quello che questa voglia, della popolazione castelluccese, di mantenere vive le tradizioni sia duratura nel tempo, al di là di quelle che saranno le amministrazioni che si succederanno alla guida del paese.

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