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Giammoro: grido d’allarme ex-dipendenti Aicon

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Un altro appello da parte di chi si trova a vivere il tremendo dramma  della disoccupazione. Questa volta giunge accorato da parte degli ex lavoratori Aicon che dopo il fallimento della società si sono ritrovati “in mezzo ad una strada”.

I lavoratori sperano nella possibilità di qualche imprenditore che abbia voglia di rilanciare la produzione di yacht di lusso e sfruttare la loro professionalità. Ma dopo alcune voci, a volte anche sommesse, adesso, tutto tace. Loro però continuano a sperare ed a confidare in qualcuno che ascolti e accolga il loro grido di rabbia e disperazione.

Pertanto, gli ex dipendenti hanno scritto una lettera, ennesima richiesta d’aiuto. “Non vogliamo impietosire nessuno, siamo consapevoli che troppi sono nella nostra critica situazione, per questo adesso cerchiamo e chiediamo il buonsenso nel risolvere i problemi individuali che affliggono ogni singola famiglia degli ex Lavoratori Aicon”. L’appello è rivolto al Prefetto Trotta, al Presidente della Regione Crocetta, a dirigenti della  fallita Aicon Yachts spa, alle varie Istituzioni.

I lavoratori chiedono il blocco dei pignoramenti che pian piano stanno toccando tutti: “con tre anni di ammortizzatori sociali a basso reddito o si sfama la propria famiglia o si pagano tasse e mutuo. Stiamo parlando di pignoramenti prossimi con date certe e no di ipoteche, la situazione è drammatica e disperata non lasciateci da soli con questo peso che giorno dopo giorno diventa un macigno che ci schiaccia fisicamente e psicologicamente, con tutti i rischi che la mente umana possa sopportare”.

Convocateci nei vostri uffici  – continuano nella lettera – per risolvere almeno in parte i tanti problemi presenti, un tavolo per discutere, per gettare magari idee nuove per ritornare a lavorare. Siamo pronti e disposti ad essere impiegati nel sociale, come protezione civile e altri Enti no profit a servizio della comunità dove necessita manualità e intelletto, non vogliamo fare i parassiti dello Stato”.

Facciamo in modo che lavoro, giustizia e buonsenso camminino di pari passo per il bene di tutti – concludono gli ex dipendenti Aicon – Il nostro fallimento familiare è il vostro fallimento Istituzionale, non dimenticate”.

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