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Sant’Angelo di Brolo: Emergenza rifiuti, Caruso “per sostenere la causa bisogna dire la verità”

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In ordine alla crisi del sistema dei rifiuti che continua ad attanagliare la Sicilia in generale, e il territorio dell’AtoMe1-2, interviene il sindaco di Sant’Angelo di Brolo : “prima di tutto esprimo solidarietà ai lavoratori, che per un periodo così lungo, hanno continuato ad offrire la propria prestazione senza percepire la dovuta e legittima retribuzione”.

Per cercare di trovare una soluzione al problema, però, – precisa Caruso – la prima cosa da fare, come avviene per curare una malattia, è quella di individuare una diagnosi precisa. Diagnosticare un patologia sbagliata, non consente di fare la cura giusta da somministrare al malato”.

Le notizie e le dichiarazioni fatte da taluni, non so se per ignoranza o per altro, sono fuorvianti e inaccettabili. E’ stato detto – continua il primo cittadino – che i sindaci non hanno sborsato un solo centesimo. Se ai lavoratori e all’opinione pubblica si raccontano queste menzogne, non si fa un buon servizio alla causa ma, semplicemente, si tira in ballo il soggetto sbagliato, che sulla vicenda non ha alcuna responsabilità”.

Prima di tutto – sottolinea Caruso – bisogna chiarire che i debiti sono dell’Ato e non dei Comuni. E, pur essendo soci, non si può generalizzare, perché nella vicenda ci sono responsabilità diverse, soprattutto quando alcuni, forti della maggioranza azionaria che detenevano, assumevano decisioni non condivisibili, mentre altri, come il mio Comune, subivano scelte scellerate. Va detto, inoltre, che i sindaci non hanno alcun potere perché, da una lato la competenza é dei consigli comunali, dall’altro, chi deve emettere gli atti sono i funzionari. E a questi ultimi non si può chiedere di fare provvedimenti illegali. Chi fa disinformazione, peraltro, non dice che i comuni sono terzi pignorati con provvedimenti emessi dall’Autorità giudiziaria che, qualora pagassero aggirando la Società d’Ambito, commetterebbero, non solo un reato civile, ma anche penale”.

Va detto  inoltre che, – continua il sindaco – fino al 31 dicembre 2011 la competenza a riscuotere è stata dell’Ato e che l’obbligo di sussidiarietà da parte degli enti soci, può essere attuato solo dopo che il soggetto legittimato alla riscossione, ha esperito tutti i tentativi per incassare le somme dovute dai cittadini. Questo, purtroppo non risulta essere avvenuto. Va chiarito, infine, che le campagne promosse da tutti coloro hanno disorientato i contribuenti, istigandoli a non pagare, anche quando la tariffa era, ed è, dovuta,  sono alla base del disastro finanziario in cui versa l’Ato”.

Bisogna riportare il dibattito nei canoni della verità, – conclude Caruso – togliendolo dal pettegolezzo e dalla disinformazione perché, così facendo, non si aiutano i lavoratori, ma si fomenta una protesta che può essere autolesionista. Infatti, com’è avvenuto, con certe azioni irresponsabili, le maestranze sono state spinte a compiere atti penalmente rilevanti che, oltre che nei loro confronti, rischiano di procurargli anche la beffa”.

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