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C. d’Orlando: presentato esposto contro i lavori sul lungomare Andrea Doria. “Sono abusivi”.


Presentato ieri un esposto dettagliato presso la procura della repubblica di Patti, tramite il comando della guardia di finanza di Capo d’Orlando e la capitaneria di porto di Sant’Agata Militello, e per conoscenza alla polizia municipale di Capo d’Orlando, relativo ai lavori in corso sul lungomare Andrea Doria. Secondo l’esposto/denuncia, promosso da un orlandino con tanto di reportage fotografico, i lavori sono eseguiti in maniera abusiva in quanto in corso di realizzazione su spazio demaniale. Il Comune di Capo d’Orlando è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per far sconfinare i lavori sulla spiaggia, di pertinenza demaniale? Questa la domanda che si pone il cittadino paladino nell’esposto che di seguito riportiamo integralmente:

Il sottoscritto …., cittadino Italiano nato a Capo d’Orlando il ../../…., con residenza nello stesso Comune di nascita in Via …………………….n. …, Informa e Comunica a codesta spettabile Procura della Repubblica di Patti, quanto segue:

  • che, attualmente, a Capo d’Orlando, da alcune settimane, sono in corso d’opera i lavori di risistemazione del lungomare Andrea Doria, nel tratto stradale che va dalla punta del faro fino a Piazza Caracciolo ed oltre per un tratto di circa 300 mt. dell’arteria viaria di proprietà della provincia di Messina, e che il progetto di riqualificazione sia stato redatto dall’ufficio tecnico comunale di Capo d’Orlando.
  • che tali lavori, a giudizio dello scrivente, e vale a dire nello specifico la costruzione del nuovo muro di cinta della carreggiata stradale (ben oltre circa 1,50 mt. con balaustra sporgente di circa altri 1,20 mt.) è stato edificato direttamente sull’area demaniale marittima, vale a dire ben oltre l’esistente vecchio muro di cinta del lungomare che ne delimitava di fatto il confine dalla spiaggia restringendola altresì giusto in un area dove l’erosione marina ha causato ingenti danni alla stessa a causa delle forti mareggiate di questo inverno.
  • che secondo quanto previsto anche dall’art. 55 del codice della navigazione vigente, cioè di nuove opere in prossimità del demanio marittimo, “[I]. L’esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare è sottoposta all’autorizzazione del capo del compartimento [16, 1161 n. 2]. [II]. Per ragioni speciali, in determinate località la estensione della zona entro la quale l’esecuzione di nuove opere è sottoposta alla predetta autorizzazione può essere determinata in misura superiore ai trenta metri, con decreto del Presidente della Repubblica, previo parere del Consiglio di Stato. [III]. L’autorizzazione si intende negata se entro novanta giorni l’amministrazione non ha accolta la domanda dell’interessato (2). [IV]. L’autorizzazione non è richiesta quando le costruzioni sui terreni prossimi al mare sono previste in piani regolatori o di ampliamento già approvati dall’autorità marittima. [V]. Quando siano abusivamente eseguite nuove opere entro la zona indicata dai primi due commi del presente articolo, l’autorità marittima provvede ai sensi  dell’articolo precedente.
  • che l’esecuzione di tali opere fisse realizzate in cemento armato (vedere foto allegate), secondo l’art. 54 del codice della navigazione vigente, si configurano come delle vere e proprie “occupazioni e innovazioni abusive” che prevede, “[1] Qualora siano abusivamente occupate zone del demanio marittimo o vi siano eseguite innovazioni non autorizzate, il capo del compartimento [16] ingiunge al contravventore di rimettere le cose in pristino entro il termine a tal fine stabilito e, in caso di mancata esecuzione dell’ordine, provvede di ufficio a spese dell’interessato [84, 1161 n. 1].”.
  • che altresì, secondo il Consiglio Stato sez. VI 27 dicembre 2010 n. 9408, prevede che, “L’esercizio del potere di autotutela demaniale previsto dagli art. 54 e 55, c. nav. non incontra limiti temporali in alcuna disposizione legislativa.  Poiché, a norma degli art. 54 e 55 citati, è un atto dovuto l’ordine di  rimettere le cose in pristino, se siano abusivamente occupate zone del demanio marittimo o vi siano eseguite innovazioni non autorizzate, le censure di eccesso di potere sono inammissibili, non essendo configurabili allorquando il provvedimento impugnato non è il risultato di valutazioni discrezionali.”. Per quanto il sottoscritto scrivente porta a conoscenza, nella qualità di semplice cittadino desideroso che venga applicata la legge chiede alla Procura della Repubblica di Patti

di disporre i necessari controlli per accertare se sono state acquisite le relative e necessarie  “autorizzazioni e concessioni” varie presso le competenti autorità marittime, per il rilascio del permesso ad edificare sul demanio marittimo regionale, di tutte le opere previste dal progetto di riqualificazione redatto dall’ufficio tecnico comunale di Capo d’Orlando e di perseguire a termini di legge le eventuali violazioni e inadempienze commesse per il mancato controllo durante l’esecuzione da parte dello stesso .

(clicca qui per vedere tutte le foto relative ai lavori sul lungomare Andrea Doria)

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