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Patti: conferenza stampa in Procura. Dalla “captatio benevolentiae” al voto di scambio

Si è tenuta oggi alla Procura della Repubblica di Patti la conferenza stampa esplicativa circa i dettagli dell’operazione denominata “Fake” che stamani ha scosso il mondo politica e della formazione nebroidea.

Il Procuratore della Repubblica, Rosa Raffa, coadiuvata dalla Dott.ssa Rosanna Casabona, da un esperto team tra Magistrati e Sostituti e con l’aiuto del Commissariato di Polizia di Patti, guidato dal Commissario Salvatore Ceraolo Spurio, dopo significativi controlli a campione ha sancito l’esistenza di reati imputabili al voto di scambio e alla truffa nei confronti di alcuni enti pubblici, tra cui l’Assessorato alla formazione della Regione Sicilia. 156 gli indagati, tra i sottoposti a misure cautelari restrittive, spicca anche il vicesindaco di Patti Cisco Gullo, padre della neo eletta deputata Maria Tindara Gullo. I comuni coinvolti sono, oltre quello di Patti, Giosa Marea, Oliveri e Montagnareale.

Dopo la segnalazione da parte di uno zelante giornalista pattese è partita l’inchiesta della procura, incentrata soprattutto sull’attività dei candidati alle ultime elezioni comunali del comune di Patti, quelle del 2011. A insospettire gli inquirenti, continui e reiterati cambi di residenza, circa 80, veicolate su immobili del comune pattese. Le località scelte per la residenza hanno indirizzato in maniera illuminante le indagini, poichè si trattava di zone balneari o bed&breakfast ancora in via di sistemazione. Oltre ai cambi di residenza pilotati, è stata accertata la compravendita del voto attraverso il pagamento di alcune bollette agli elettori indagati e attraverso il più spicciolo scambio voto-banconota. Come ha sottolineato il Procuratore Rosa Raffa, dalla semplice captatio benevolentiae si è arrivati alle minacce e al tono intimidatorio di alcune intercettazioni.

Tra gli indagati oltre ad alcuni volti noti della politica pattese, spiccano inoltre elettori, professori e corsisti partecipanti ai corsi di formazione regionale. Le indagini, partendo dal voto di scambio hanno seguito poi un secondo filone incentrato sulla falsificazione di alcuni corsi di formazione.

Uno scenario inquietante dunque, che punta i riflettori su due grandi problematiche, lo sfruttamento della formazione in Sicilia come arricchimento di pochi e la libera scelta elettorale. Le indagini sembrano essere ancora aperte a possibili risvolti e nuovi scenari che potrebbero profilarsi dopo gli interrogatori che avverranno nei prossimi giorni.

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