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Palermo: grande “rivoluzione” Crocetta. Commento del presidente Ricevuto

E’ una vera è propria “rivoluzione” quella portata avanti dal Presidente della Regione Crocetta. Come già riferito, in un nostro articolo precedente, è stato approvato dalla giunta regionale, il disegno di legge, che prevede la sostituzione delle Province con i liberi consorzi di Comune, già configurati dallo Statuto regionale. Un passaggio che si integrerà con la riforma dei rifiuti e dell’acqua per rimodulare le competenze dei consorzi.

«Le rotazioni riguarderanno anche il dipartimento Rifiuti – precisa Crocetta – Ieri sera abbiamo vagliato un “pacchetto Tsunami”. Non solo la riforma delle Province con la creazione di liberi Consorzi (popolazione di almeno 150mila abitanti). Gli attuali capoluoghi di Provincia resteranno comuni capofila del consorzio. Possono essere costituiti anche nuovi consorzi, su richiesta dei Comuni. A patto che, oltre ai 150mila abitanti siano in territorio contiguo e l’uscita da un consorzio non faccia decadere l’altro. Verranno costituite anche le aree metropolitane di Palermo, Messina e Catania, che costituiscono da soli un Consorzio».

«In termini di budget – prosegue il Presidente della Regione – significa che una serie di competenze saranno trasferite ai Comuni e alla Regione. Il personale verrà spostato, oltre che ai Consorzi anche a Comuni e Regione. Questa riforma dovrà essere accompagnato da quelle dei rifiuti e dell’acqua».

Tra gli altri interventi previsti dalla riforma Crocetta ha annunciato i “Trinacria bond”: «abbiamo istituito i Trinacria bond. Si tratta di una cosa prevista dallo Statuto. Noi viviamo la tragica situazione dei creditori che non riusciamo a pagare, e i limiti del patto di stabilità. Emettiamo i Trinacria bond, che sono buoni emessi dall’Irfis e avranno come garanzia il patrimonio degli enti che abroghiamo. Quei beni verranno trasferiti a un ente regionale. Non meno di cinquecento milioni di euro. Stiamo valutando se l’operazione sarà di cinque i dieci anni. L’Irfis farà da ‘gestore del fondo’ e farà da veicolo al l’emissione dei bond. Sono soldi che non saranno ricompresi nel Patto di stabilità. Pagare cinquecento milioni per i creditori significa rilanciare le imprese. Abolita la Cris e anche l’Ircac, le cui competenze passeranno all’Irfis».

«Abbiamo abolito il Cda dell’Istituto zooprofilattico e del Cefpas –spiega ancora Crocetta – verranno coordinati direttamente dall’assessorato Salute. Aboliamo tutti gli Iacp. La gestione verrà affidata ai Comuni».

Novita anche nei corsi di formazione: «col nuovo anno non si potranno iniziare nuovi corsi Oif. A volte ci sono con un solo studente che costano trecento mila euro. Ci pare troppo. Gli enti di formazione faranno altro. Ma noi non possiamo dare loro una formazione dequalificata. Andranno a scuola, e noi vogliamo proteggere i ragazzini dalla dispersione scolastica. Questo è diventato un ghetto però poveri siciliani».

Un commento a questa “grande rivoluzione” firmata Rosario Crocetta giunge dal presidente della Provincia, Nanni Ricevuto: «così come sono  gli enti Provincia non hanno motivo di esistere perché, soprattutto negli ultimi tre anni, il continuo taglio ai finanziamenti ci ha permesso di fare poco e niente. Sono assolutamente d’accordo che sono. Ma perché cancellarle, ho i miei dubbi»

Precisa  Ricevuto: «si doveva procedere,secondo me, a  rimodure ed al contempo riorganizzazione lei competenze invece che sopprimere totalmente gli enti. Determinati servizi dovranno essere resi lo stesso. Pensiamo alla manutenzione delle strade, all’edilizia scolastica, alla gestione del patrimonio immobiliare, pensiamo soprattutto ai dipendenti che non possono certo essere né soppressi né cancellati con un colpo di spugna».

«Questi servizi – precisa il Presidente Ricevuto –  dovranno essere finanziati ugualmente, i lavoratori reimpiegati e stipendiati, dunque probabilmente sarebbe stata più opportuna una riorganizzazione generale. Forse si abbatteranno i costi della politica, ma basterà questo?».

«C’è chi mi chiama “esodato” – dice ironicamente Ricevuto – io invece preferisco pensare che sono (sarò) l’ultimo Presidente della Provincia».

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