Brolo: l’azienda del Sindaco era sotto il mirino del racket. Convalidati 3 dei 4 arresti, ma l’ACIB?


Ancora nessuna attestazione di solidarietà né ufficiale né pubblica da parte dell’associazione dei commercianti brolesi né al sindaco né all’Elettrosud, l’azienda colpita dalle attenzioni del racket.

Dal punto di vista procedurale intanto con l’accusa di tentata estorsione in concorso ai danni di una impresa – in un primo tempo si era omesso il nome dell’azienda oggi è notorio a tutti che si tratta dell’Elettrosud della famiglia Messina – il Gip di Patti, dopo aver sentito tre dei quattro fermati dai carabinieri della compagnia di Patti, ha concesso gli arresti domiciliari a Giosuè Pino, 18 anni, di Brolo, difeso dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello, mentre ha confermato la detenzione per gli altri tre  Placido Fava, 18 anni, originario di Polistena (Rc), residente a Mazzarrà Sant’Andrea e Antonino Salamone, 20 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto.

Il quarto ragazzo, minorenne, è sempre rinchiuso nel centro di prima accoglienza di Messina, è di Mazzarrà Sant’Andrea per il quale procede la Procura presso il Tribunale dei Minori di Messina

Il gruppo si è trovato imbrigliato nella rete tesa dai carabinieri della compagnia pattese, diretta dal tenente Lorenzo Buschittari,  che è scattata attraverso un’importante operazione, condotta nell’ambito delle attività volte al contrasto del fenomeno estorsivo nel comprensorio.

I militari, dopo giorni di appostamento li hanno arrestati mentre si accingevano a lasciare una busta con richieste di denaro e minacce insieme ad un contenitore con materiale infiammabile di fronte all’azienda brolese.

Un’azione di controllo e di indagine complessa,  dove ognuno ha fatto la sua parte, dalla denuncia ai controlli, dagli accertamenti all’operazione in contrada Sirò di Brolo che ha consentito di bloccare tempestivamente anche i due giovani che si erano dati alla fuga.

Sul punto, il Consiglio Comunale, consapevole dei fatti, dei nomi, delle persone, dell’azienda coinvolta, dopo ampio dibattito, aveva espresso, lunedì scorso, in maniera unanime, con i Capigruppo Consiliari solidarietà all’azienda oggetto di estorsioni.

Solidarietà e denuncia del gesto era stata sottoscritta anche dall’associazione Sak Be che con un secco “noi non ci stiamo” ha perfettamente sintetizzato la denuncia sociale sul fenomeno delinquenziale.

Questo il documento:

“Noi non ci stiamo e rifiutiamo fermamente che possa esistere la possibilità dell’idea che ciò che è successo sia normale o da sottovalutare- scrivono quelli della Sak Be – In merito al tentativo di estorsione sventato un paio di giorni fa a Brolo, intendiamo quindi esprimere, oltre la solidarietà dovuta alle vittime di questo riprovevole avvenimento, il nostro fermo rifiuto alla turpe prospettiva di un territorio che si vuole debba convivere giocoforza con le logiche di prepotenza e sopraffazione, anticamera tipica dei fenomeni malavitosi.

Quel che è successo a contrada Sirò supera enormemente la soglia di tolleranza per chi intende che sia fondamentale progredire pari passo nella sfera materiale ed in quella della dignità fatta di convivenza,  rispetto e giustizia.

Il nostro pensiero e la nostra vicinanza va quindi alle vittime dell’estorsione, agli imprenditori come ai lavoratori dello stabilimento, che dall’ignobile gesto potevano vedere leso il diritto al sostentamento delle proprie famiglie, quindi alle Forze dell’Ordine che con l’esercizio rigoroso della loro missione hanno evitato con anticipo  che si potessero porre sotto ricatto le esistenze di così tante persone.

Vicende come queste, in un periodo di recrudescenza del fenomeno mafioso e malavitoso, debbono convincerci a non abbassare la guardia in tema di legalità ed, anzi, a far mancare la terra sotto i piedi a questa vergogna.

Sappiamo come iniziano e come si sviluppano questi fenomeni, sappiamo che la coscienza civile è essenziale per contenerli, vogliamo fermamente che siano debellati”.

E lascia perplessi in tanti, e non solo a Brolo, – in queste giorni, e ne sono passati diversi – l’assenza di un documento pubblico e ufficiale dell’Acib, l’associazione dei commercianti e degli imprenditori brolesi, sull’argomento, sui fatti, sull’azione dei carabinieri.

Infatti l’Acib è  vicina alle associazioni antiracket siciliane, ne fa parte, ed è sempre in prima linea, al pari di tanti altri sodalizi locali e non, nel denunciare, nell’essere vicina, nel solidarizzare con gli imprenditori coraggiosi che denunciano, con le imprese colpite dalle attenzioni malavitose, con le forze dell’ordine.

Il sindaco durante la seduta consiliare, denunciando il fenomeno inquietante che riemerge dopo anni ha ringraziato Carmelo Ioppolo – attuale presidente dell’Acib, per la vicinanza e la solidarietà, ma poi tornando sull’argomento ha anche, senza fare riferimenti specifici, evidenziato che sono cose distinte la solidarietà personale dagli atti pubblici che hanno un “peso” ed un “valore” leggibile a 360°- e questi ancora non ci sono -.

In quell’ambito Salvo Messina aveva anche espresso la sua opinione in merito ad alcuni post sulla più o meno gravità del fenomeno estortivo registrato a Brolo, con un amaro commento “se siamo arrivati che ci sembra eccessivo elogiare le forze dell’ordine…io credo che forse dovremmo fare tutti una riflessione“.

Intanto si è svolta in Prefettura a Messina, due giorni fa, una riunione, presenti  i responsabili delle Forze di Polizia e presieduta dal Prefetto Stefano Trotta, alla quale hanno presenziato i Sindaci di Montalbano Elicona e di Brolo.

Incontri separati tesi a valutare la situazione inerente la sicurezza e l’ordine pubblico.

Nel primo comune riflettori puntati sull’ omicio del giovane Di Stefano Nicola.

Per quanto concerne Brolo, ovviamente, si è parlato dei furti, della microcriminalità e del tentativo di estorsione all’Elettrosud.

In entrambi i casi, alle istituzioni locali è stato manifestato pieno sostegno e massima attenzione, sia dal Prefetto che dalle Forze dell’Ordine che avevano testimoniato anche con la loro presenza durante i lavori del consiglio comunale brolese, lunedì scorso, le loro attenzioni e la loro presenza sul territorio .

Tornando alla mancata solidarietà pubblica è importante ricordare quanto scriveva in un comunicato stampa ufficiale, l’amministrazione comunale brolese, nell’occasione dei vent’anni della costituzione dell’associazione dei commercinati brolesi, allora voluta da Cono Speziale, Linda Marino, Paolo Bonina e dallo stesso Franco Messina, oggi ai vertici dell’Elettrosud.

“E’ un impegno concreto – diceva Salvo Messina – fatto di lavoro quotidiano, di piccoli passi per creare cultura democratica, e d’impresa e guardando a ritroso, quei tanti piccoli passi, ci si accorge della tanta strada fatta, spesso insieme con quest’amministrazione che è stata attenta e collaborativa con questa associazione divenuta baluardo contro la lotta al racket ed all’usura, al punto che si è anche costituita parte civile in tanti processi penali.. un esempio che certamente ha lasciato il segno”.

Ed in quell’occasione Carmelo Gentile, oggi vicesindaco ed allora assessore allo sviluppo economico del Comune rammentava “in un momento come questo è importante far sentire a quest’associazione diretta da Carmelo Ioppolo il calore di una comunità che crede nei valori democratici e vuole, unita, la crescita del paese”.

Importante sottolineare che l’associazione in questi anni ha creato attività di formazione non solo per i suoi aderenti, ha promosso incontri sociali e culturali, sviluppato mostre e fiere per la promozione del comparto impreditoriale e commerciale del luogo, favorito incontri con i giovani su temi legati alla mafia, all’impegno sociale, effettuato presidi contro il racket; fatto rete con le istituzioni per favori l’accesso al credito.. una strada vincente per sconfiggare la piovra dell’usura.

 

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