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Rocca: incontenibile commozione all’uscita del feretro di Andrea Bruno


Difficile, se non impossibile, descrivere la commozione provata dai circa 4 mila presenti al funerale di Andrea Bruno. Lacrime, dolore e sofferenza nei volti di migliaia di persone, riunitesi questa mattina nella chiesa Czestochowa, per dare un ultimo saluto al giovane la cui vita è stata stroncata troppo presto.


Una chiesa troppo piccola quella di Rocca, per contenere tutti gli amici, i parenti e i conoscenti di Andrea, il giovane ucciso lunedì mattina con cinque coltellate. Ed infatti, i più, sono rimasti fuori sfidando il maltempo, davanti la chiesa, dove si scorgevano striscioni con frasi alla ricerca di riscatto, nel momento probabilmente più brutto per una intera comunità come – “Nessuno può fare tutto, ma tutti possiamo fare qualcosa” o ancora “adesso vai e colora il Paradiso di nero”-esposti dagli amici di Andrea, che ancora oggi non riescono a comprendere la ragione di questa triste morte.


Una comunità quella di Capri Leone, che stamattina si è fermata ed ha ascoltato con commozione le parole dell’omelia, l’appello del Sindaco Grasso ai giovani e le testimonianze degli amici. Al termine del rito religioso, quando sui gradini è riapparsa la salma del giovane meccanico, sono stati centinaia i palloncini lasciati volare verso il cielo e numerosi i motori rombanti delle macchine, accesi dagli amici di Andrea, che come lui condividevano la passione delle automobili. Amici e giovani che sono stati i protagonisti indiscussi di questa giornata triste e sconvolgente.

Due ragazzi, Andrea e Sebastian, che erano stati anche amici, come testimonia la foto sopra scattata nel 2010. Due vite spezzate senza ragione. Sebastian Oriti, accusato dell’omicidio, si trova da lunedì nel carcere di Gazzi. La procura gli ha contestato il reato di omicidio di primo grado, ovvero aggravato della premeditazione e dai futili motivi.

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