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Sant’Agata M.llo: conferenza sul bullismo al 2° I.C. “G.Marconi”

Alla presenza attenta ed interessata degli alunni della scuola secondaria di 1° grado dell’I.C. n° 2 “Marconi”, ha avuto luogo, sabato scorso, presso l’aditorium della Scuola Marconi, la conferenza sul tema “il Bullismo” tenuta dal dott. Antonio Osnato, Sostituto Procuratore Generale della Corte d’Appello di Palermo.

Il relatore è stato affiancato dal tenente dei carabinieri Francesco Mazzuoccolo, responsabile del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sant’Agata Militello. A ricevere l’illustre ospite la prof.ssa Concetta Damiano, collaboratrice del dirigente scolastico, prof. Antonino La Mancusa. Ha moderato l’interessante incontro la prof.ssa Lucia Di Fazio. Presente, inoltre, lo stimato critico letterario, prof. Salvatore Di Fazio.

 

Il magistrato ha aperto l’incontro affermando che “il bullismo è l’anticamera della delinquenza; che tra le cause scatenanti del fenomeno ci sono, da una parte, il buonismo e il permissivismo delle famiglie, dall’altra i messaggi diffusi dai media e l’influenza negativa di videogiochi violenti. I genitori non sanno dire di no ai loro figli; hanno perso autorevolezza. Molti genitori, poi, non solo accontentano in tutto i figli, ma li «giustificano», definiscono «ragazzate» veri e propri episodi di bullismo”.

“I mass-media – continua il dott. Osnato – ci bombardano quotidianamente di notizie che hanno per protagonisti giovani che esercitano la loro violenza distruttiva nei confronti sia delle persone che delle loro cose, che minacciano un coetaneo con coltellini o altri oggetti pericolosi, che compiono molestie o abusi sessuali. La scuola, nella maggior parte dei casi, non è coadiuvata dalle famiglie; sempre più spesso viene accusata dai  genitori, i quali condannano i professori per via di brutti voti, punizioni, sequestri di cellulari. Gli insegnanti tentano di imporre regole ma non ci riescono perché all’interno delle famiglie non esistono più regole. Come non esiste più la parola ubbidienza. Se prima famiglia e scuola collaboravano offrendo lo stesso modello educativo. Adesso non è più cosi”.

Il tenente dei carabinieri Francesco Mazzuoccolo, nel suo intervento ha ribadito l’importanza di “affrontare con i ragazzi – coinvolgendo le famiglie – questa tematica. Le statistiche dicono che i ragazzi che sono protagonisti di episodi di bullismo hanno più probabilità di prendere una strada sbagliata una volta adulti ed entrare nel mondo della delinquenza”.

Ha aggiunto, inoltre, il tenente, “che il Web alimenta la diffusione del bullismo perché è diventato una squallida vetrina di violenza e di degrado; circolano spesso in rete video girati da ragazzi in classe o a casa di una aggressività assurda e immotivata. Spesso le vittime di giochi crudeli e stupidi o di vere e proprie violenze e aggressioni fisiche sono coetanei portatori di handicap, compagni di altro sesso, ragazzi più piccoli o incapaci di difendersi”.

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