NASO: RICORDATO PIPPO LIUZZO


A 2 anni dalla sua prematura scomparsa, in occasione del suo 54° compleanno, parenti e amici hanno voluto ricordare, riunendosi nella Piazza Lo Sardo di Naso, il caro avvocato Pippo Liuzzo. I familiari hanno organizzato, grazie al patrocinio del Comune di Naso e dell’Associazione Teatro-Cultura “Beniamino Joppolo” di Patti, un concerto di musica jazz a cura del gruppo “Duo Jazz”, formato dal musicista Franco Caliò al pianoforte e dal polistrumentista Pippo Crimi alla chitarra.

Un momento del concerto in ricordo dell'avvocato Pippo Liuzzo

Improvvisamente scomparso per un attacco cardiaco nella notte del 18 maggio 2009, gli amici hanno ricordato ieri sera, durante la manifestazione dal titolo “Oggi come ieri: ricordando Pippo Liuzzo”, la vita intensa di un uomo ed un legale unico, strappato agli affetti della madre Lina, la moglie Lucia, le figlie Marialuisa e Lina, la sorella Marilena e i parenti e gli amici tutti ad appena 51 anni, lasciando un incolmabile vuoto. L’avvocato Liuzzo, quotatissimo penalista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti (collaborava con la Gazzetta del Sud), presidente della Camera Penale di Patti (intitolata alla sua memoria), era anche presidente del comitato festeggiamenti di San Cono, Patrono di Naso, il centro di origine tanto amato da Pippo, nel quale usava trascorrere le ferie. Per amore del suo paese aveva proposto la propria candidatura a sindaco alle elezioni amministrative del maggio 2007, annunciando il fallimento dell’amministrazione Emanuele, nei fatti rimossa dalla carica lo scorso anno. Una campagna elettorale di certo non semplice per Pippo, durante la quale aveva subìto minacce, ma aveva continuato a testa alta, da grande uomo qual era, per la sua strada, fiero come sempre di lottare per la verità e la giustizia.

La Piazza gremita

Il cognato Gino ha voluto ricordare Pippo con la poesia “L’amico che dorme”, di Cesare Pavese:

“Che diremo stanotte all’amico che dorme?
La parola più tenue ci sale alle labbra
dalla pena più atroce. Guarderemo l’amico,
le sue inutili labbra che non dicono nulla,
parleremo sommesso.
La notte avrà il volto
dell’antico dolore che riemerge ogni sera
impassibile e vivo. Il remoto silenzio
soffrirà come un’anima, muto, nel buio.
Parleremo alla notte che fiata sommessa.
Udiremo gli istanti stillare nel buio
al di là delle cose, nell’ansia dell’alba,
che verrà d’improvviso incidendo le cose
contro il morto silenzio. L’inutile luce
svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti
taceranno. E le cose parleranno sommesso”

Pippo Liuzzo
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