monastra comizio 03

La tua opinione: Nino Monastra, colpito da “demolizione d’ufficio”, attacca


A scrivere è Nino Monastra che, come già anticipato nel servizio precedente, ha ieri sera voluto esprimere la propria opinione improvvisando un comizio in Piazza Matteotti a Capo d’Orlando, seguito peraltro da tante persone, e oggi scrivendo alle redazioni delle testate giornalistiche orlandine. Tema della discussione, naturalmente, la vicenda delle delibere di demolizione d’ufficio, emesse dal Comune e che vede tra i primi colpiti lo stesso Monastra. Di seguito la “sua opinione”:

“Ho scoperto di essere un abusivo ma sono ugualmente felice.

L’Amministrazione comunale di Capo d’Orlando, finalmente, si è decisa a combattere seriamente l’abusivismo edilizio nel nostro paese. E’ una notizia che fa senz’altro piacere a tutti quei cittadini onesti che abusivi non sono mai stati, e sicuramente un po’ meno a tutti quelli che di solito amano essere più furbi degli altri. Ma è davvero così che vanno le cose? Sembrerebbe proprio di no, infatti, nelle prime 18 delibere di giunta, tranne qualche caso, l’ufficio tecnico (il geom. Gianfranco Timpanaro) ha redatto una classifica speciale e cioè di partire dai poveri disgraziati, cioè da coloro che hanno realizzato delle abusive opere modeste, per un mero bisogno personale, ed esattamente dalle povere catapecchie, qualche garage, dei magazzini e depositi agricoli di vario genere, salvando, speriamo solo per il momento, coloro che invece con l’abusivismo hanno fatto fortuna e soldi a palate nel nostro paese speculando alla grande, poiché, forse, qualche occhio è stato chiuso troppo benevolmente da chi negli anni passati, e parlo di decenni e decenni, era preposto a vigilare. Fatto sta’ che a pagare sono coloro che davvero non hanno rovinato non solo la skyline del nostro paese edificando fuori misura e cubature di interi attici, trasformandoli da larghi balconi in terrazze coperte di veri lussuosi appartamenti in barba alle previste regole del regolamento edilizio comunale. C’è chi si è fatto ville con piscine con lottizzazioni abusive, chi addirittura, si dice, qualcuno ha previsto persino una pista per l’atterraggio di elicotteri nel proprio feudo (abusivo) dove dovevano esserci invece solo magazzini ad uso agricolo. Le indagini sono in corso e la gente onesta aspetta fiduciosa che si faccia verità vera. Intanto incominciano a pagare i proprietari delle case Gescal di via Antonello da Messia – Andrea Doria, fino a Trazzera Marina dove i “nemici” storici dell’amministrazione, dopo il taglio delle palme sul marciapiede devono essere puniti… prima degli altri e anche in barba alle sentenze di assoluzione “per non aver commesso il fatto” cioè non aver realizzato nessuna opera abusiva, da parte del tribunale di Patti, con le motivazioni del giudice del processo la dott.sa Anna Imparato. Non voglio metterla sul personale, e ancor meno entrare nel merito di coloro che sono stati raggiunti come il sottoscritto dal provvedimento della Giunta, decretando di fatto demolizioni che mai prima d’ora sono avvenute nel nostro paese, a parte l’unica e celebre del magazzino in Pietra della ditta Maurizio Micale, voluta dal Sindaco Sindoni come reprimenda nei confronti di chi si era permesso di mettere in dubbio il suo potere assoluto.

Personalmente, per quanto riguarda il sottoscritto, farò valere nelle sedi istituzionali più opportune e competenti, il rispetto delle sentenze dei tribunali, a mio favore, che non sono inferiori alle delibere di giunta dell’amministrazione Sindoni, ma bensì viceversa, impugnando altresì le stesse, visto le tante inesattezze contenute e i gravi errori di forma che ne decretano oltre la nullità anche la incapacità totale di chi ha provveduto ad emanare la stessa delibera di giunta. L’amministrazione orlandina c’ha provato già in precedenza con il sottoscritto denunciandolo per un presunto falso “passo carrabile”, smentita a sua volta dalla esistente autorizzazione mediante delibera di giunta, rilasciata sia al sottoscritto che a nome dell’anziano genitore; adesso ci riprova con l’abusivismo di ben 23 metri quadrati di un esiguo deposito per attrezzi agricoli costruito nel lontano 1954 dal nonno Galipò Antonino, ristrutturato nel 1990 dai miei genitori, per come risultante persino in una prima aerofotogrammetria del comune di Capo d’Orlando. Evidentemente o qualcuno non sa fare bene il proprio lavoro all’interno dell’ufficio tecnico comunale, non sapendo nemmeno dove cercare le carte, oppure si potrebbe configurare una vera ed accertata apposita malafede per recare un danno voluto appositamente all’immagine sia mia che della mia onesta famiglia che non permetterò mai che essa venga scalfita da chi si sente il padrone assoluto del nostro paese dal 1994 ad oggi”.

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