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Sant’Angelo di Brolo: RSA, Caruso “ottimista sul futuro della struttura santangiolese”

Il sindaco, Basilio Caruso, ha incontrato il Direttore dell’Asp 5 di Messina, Manlio Magistri, per capire le intenzioni dell’Azienda Sanitaria rispetto all’apertura della Residenza Sanitaria assistita del luogo.

Durante l’incontro il Direttore Magistri ha illustrato le ragioni che lo hanno portato a revocare gli atti adottati dal suo predecessore, “perché non avrebbero prodotto convenienza al sistema sanitario, mentre con le nuove procedure, già avviate, ci sarà un miglioramento della qualità dei servizi ed una maggiore efficienza”.

“Il fatto importante che mi fa essere ottimista – ha detto il primo cittadino – é che l’apertura della Rsa di Sant’Angelo consente, al Sistema sanitario, di avere una significativa razionalizzazione della spesa, perché i risparmi che produrrà la Residenza sanitaria rispetto ai costi della ospedalizzazione, sono enormi (intorno ad un terzo rispetto ai normali ricoveri). Non si spiegherebbero le ragioni per le quali la struttura debba restare chiusa, impedendo così di risparmiare circa 10 mila euro di denaro pubblico al giorno”.

“La Corte dei Conti e la Regione – continua il Sindaco – dovrebbero chiedere ai predecessori del dott. Magistri perché nel 2004 l’Asp ha speso oltre 2 miliardi per adeguare l’edificio e fare il cambio di destinazione d’uso, senza poi procedere alla sua apertura. Né si può giustificare la mancata apertura con il fatto che al suo interno é stato, temporaneamente, allocato il Centro di accoglienza richiedenti asilo, perché la stessa a suo tempo é stata individuata dal Ministero, proprio perchè perché non era utilizzata”.

“Oggi – conclude il Caruso – ciò che mi interessa é avere la possibilità di potere guardare avanti con ottimismo, perché l’apertura della Rsa, per ragioni economiche, prima di tutto interessa l’Asp. Poi la comunità, il comprensorio e la migliore qualità dei servizi, saranno effetti virtuosi prodotti da tale saggia e conveniente scelta. Se l’Asp non ci darà certezze e continuerà con la solita melina, chiederò al Ministero della Giustizia il cambio di destinazione d’uso per adibire l’edificio per altre finalità. L’unica cosa che non consentiremo è che si lasci in disuso, anche per rispetto al tanto denaro pubblico speso che diventerebbe sperpero””.

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