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C. d’Orlando: porto, tutto fermo, Federico scrive a Crocetta sui fondi pubblici ma quelli privati?


Francesco Federico, presidente della società “porto turistico S.p.A.”, ha inviato un accorato appello al presidente della Regione, Crocetta, per istituire un tavolo tecnico al fine di non perdere i finanziamenti pubblici che hanno visto un blocco con la riunione dello scorso 17 gennaio a Palermo.

Federico si riferisce, nello specifico, ai famosi fondi “Jessica” che però, come più volte dichiarato anche dal Sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni, possono essere utilizzati soltanto in aggiunta a fondi privati messi sul piatto. Per intenderci, se il privato sborsa una determinata cifra per la realizzazione dell’opera, a questa viene aggiunta, in percentuale, quella dei fondi pubblici e non può essere diversamente. Al momento il piatto piange.

La lentezza burocratica ha certamente fatto il suo. Più di 500 autorizzazioni sono state chieste al Comune che sembra aver adempito al proprio compito. Ma tornando a Federico dichiara inoltre che “Nel corso della riunione svoltasi a Palermo il 17 gennaio scorso- scrive il presidente della Società- gli uffici competenti non sono riusciti a trovare una soluzione nonostante fossero a conoscenza della questione dal mese di agosto.”

Abbiamo contattato l’ufficio relazioni con il pubblico del Dipartimento Regionale Programmazione, dove nei fatti si è svolta la riunione. Operativamente sono stati invitati tutti i comuni ammessi a finanziamento con la graduatoria della linea d’intervento 3.3.2.5 sulla portualità turistica, tra i quali anche Capo d’Orlando. La Commissione Europea ha, nei mesi scorsi, chiesto conto e ragione di questo genere di finanziamenti invitando le Autorità di Gestione dei programmi FERS 2007 – 2013 ad effettuare uno screening dei progetti inseriti nei P.O. suscettibili, così dichiara il Dipartimento programmazione, di contenere Aiuti di Stato e di avviare le procedure previste per la normativa europea in caso di esito positivo. In parole povere la domanda che si pone la Commissione Europea è: “Un finanziamento pubblico può finanziare un rischio imprenditoriale privato?”.

Altra domanda che però poniamo noi è: si parla tanto e soltanto dei fondi pubblici, ma i circa 30 milioni di finanziamento privato dove sono? Senza quelli sul piatto sembra inutile parlare di altro, come ad esempio, dei fondi Jessica, per il motivo prima descritto.

 

Sull’apporto finanziario da parte dell’ATI, pari a 28 milioni di euro, i consiglieri comunali dei “Gruppi Librizzi Sindaco” e Democratici hanno chiesto notizie documentali all’amministrazione e all’A.T.I. sia in consiglio comunale del 21 ottobre (quando si è votato l’accordo di programma) sia con due successivi atti ispettivi. Risposte nessuna.

L’impressione dalle parole del presidente Federico è quella che si stia cercando di scaricare responsabilità ad altri, in questo caso alla burocrazia regionale, che in ogni caso, come già detto, ha messo del suo.

Un dato sembra certo, dalla firma alla sala consiliare tra Regione, con Raffaele Lombardo, e Comune con Enzo Sindoni sono passati un anno e quattro mesi, ma nulla si è mosso. Da famoso “D-DAY”, altra inaugurazione dei lavori del porto, più di due anni ma tutto rimane ancora fermo. Dalla data fissata di conclusione dei lavori in 30 mesi si è passati a fine 2015 (quindi i mesi diventano 50).

 

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