Genitore Angelo

Messina: Truffa ai danni dell’Impdap, 12 arresti

Nelle prime ore di stamani la Sezione P.G. della Polizia di Stato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina ha dato esecuzione all’Ordinanza di Applicazione di Misure Cautelari nei confronti di 12 soggetti responsabili di associazione finalizzata alla truffa ai danni dell’INPDAP di Messina ed a numerosi istituti finanziari per un totale di 260mila euro.

Le dodici persone raggiunte dall’ordinanza di misura cautelare sono tutte indagate come membri di un’organizzazione dedita ad una serie di truffe a partire dal settembre 2009 ai danni dell’INPDAP di Messina per l’erogazione di pensioni di reversibilità in assenza dei necessari presupposti, nonché ai danni di istituti finanziari per l’erogazione di finanziamenti con cessione del quinto delle pensioni.

Gli agenti hanno provveduto ad eseguire la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di: Angelo Genitore, di 56 anni, vero capo e organizzatore dell’associazione criminale, Rosario Grasso, di 57 anni, Mario Miceli, di 43 anni e Nicolina Buda, di 49, tutti e tre partecipi con il ruolo di beneficiari di pensione di reversibilità senza titolo e di un finanziamento con cessione del quinto della stessa pensione e di delegati alla riscossione di altre pensioni erogate senza titolo.

Figura chiave dell’organizzazione è Angelo Genitore, dipendente dell’INPDAP di Messina, che è riuscito ad aggirare il sistema interno che eroga le pensioni di reversibilità. Convinceva infatti i futuri complici a presentare false autocertificazioni che attestavano rapporti di coniugio del tutto inesistenti con defunti pensionati del cui decesso egli era a conoscenza grazie al ruolo interno alla Pubblica Amministrazione.

Avendo libero accesso ai dati, infatti, Genitore selezionava i pensionati deceduti non coniugati, così da avere la certezza che l’emolumento del pensionato dopo il suo decesso potesse essere riscosso dal falso coniuge senza il rischio di creare duplicati e di incorrere nei reali coniugi del defunto.

I soggetti beneficiari delle fittizie posizioni pensionistiche non solo erano legati tra loro da rapporti di parentela o amicizia, ma avevano perfetta contezza del meccanismo truffaldino grazie al quale percepivano la pensione di reversibilità di un perfetto estraneo spacciandosi per falsi coniugi.

La truffa prevedeva sempre lo stesso meccanismo e persino l’erogazione del denaro dagli stessi uffici postali.
La seconda parte della truffa prevedeva poi la stipula di contratti con numerose finanziarie con finanziamenti e relativa trattenuta di un quinto sulle singole rate della stessa pensione di reversibilità. Il coinvolgimento di tutti gli indagati e complici rendeva anche questa seconda fase ben oleata e garantita dal controllo interno all’INPDAP e dall’abuso di potere operato dal capo dell’organizzazione.

Il danno patrimoniale alla Pubblica Amministrazione causato dai soggetti arrestati oggi ammonta a circa 105.000 euro mentre quello apportato alle società finanziarie raggiunge la somma di circa 155.000 euro.

La misura degli arresti domiciliari è stata comminata nei confronti di:
Antonina Miceli, 51 anni, Mara Gazzignato, 43 anni, Francesca Mangiapane, 49 anni, Simonetta Oco, 64 anni, Domenica Oliveri, 57 anni, Carmelo Iaria, 77 anni, Tommasa Bonna, 62 anni e Maria Cucinotta, 52 anni.

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