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Milazzo: presentato “Football Clan”, l’ultimo libro del magistrato Cantone

Ha avuto luogo, presso palazzo D’Amico, su iniziativa del Leo club di Milazzo, la presentazione dell’ultimo libro del magistrato napoletano, Raffele Cantone, “Football Clan”, scritto con il giornalista Gianluca Di Feo.

Ai lavori, introdotti dal presidente Sara Utano e moderati dall’avv. Angelo Siracusa è intervenuto anche il sindaco, Carmelo Pino, che ha sottolineato l’importanza dell’evento e la presenza di una personalità particolarmente impegnata nella difesa della legalità e nella lotta alla mafia.

Il sindaco ha ricordato che in passato il dottor Cantone aveva pubblicato un altro importante volume “ Gattopardi”, scritto sempre in conversazione con il giornalista dell’Espresso Di Feo. «Un libro nel quale – ha detto Pino – il dottor Cantone, con il suo stile incisivo e diretto, guida il lettore nello scenario delle mafie di oggi: non più “coppola e lupara”, ma “agenzie di servizi” che molti, tra imprenditori, politici e professionisti scelgono liberamente di contattare e di farci affari. Una mafia in giacca e cravatta, quella di gattopardi che si muovono tra collusioni e connivenze, alla ricerca di vantaggi e favori».

Con Football Clan invece Cantone ricostruisce i rapporti tra mafia e pallone rivolgendo un garbato atto d’accusa a un sistema così indulgente con se stesso da chiudere sempre gli occhi davanti a contaminazioni sempre più evidenti.

Nel corso del dibattito l’avv. Siracusa si è invece soffermato sugli aspetti oscuri connessi alle vicende calcistiche degli ultimi anni, a causa dei quali sono stati messi in discussione i valori sociali di questo sport e la sua stessa credibilità.

«Il calcio è un’industria, un mezzo di potere e di mobilità sociale», ha detto nel suo intervento il dottor Cantone,  citando Messi, Cassano, Insigne, venuti da periferie povere e diventati ricchissimi, o il caso di Berlusconi, divenuto noto soprattutto grazie al Milan. «E, attorno ad esso – precisa Cantone – ruota un volume d’affari che è stato per molto tempo sottovalutato».

Tra i ricordi personali e i dati scottanti della cronaca, il magistrato ha quindi passato in rassegna gli episodi che più hanno fatto male al calcio, come la “scalata sporca” alla Lazio che ha coinvolto il campione Giorgio Chinaglia, al centro di una sua inchiesta.

«L’antidoto esiste – ha concluso il magistrato – a patto di stigmatizzare sul piano sociale i fenomeni criminali nel calcio e affrontarli con responsabilità e coraggio: una vera e propria terapia d’urto per prevenire gli illeciti, rendere più efficienti i sistemi di indagine e meno indulgenti le punizioni».

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