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C.d’Orlando: “al tempo della crisi” la parola ai commercianti. Nostro sondaggio.

Di recente i ragazzi del Forum dei Giovani hanno presentato un dossier inerente la situazione commerciale delle attività della PMI ( Piccola e Media Impresa) del centro Paladino.Ultimamente sono stati inoltre rilasciati i dati turistici del mese di Dicembre dall A.A.S.T.

Abbiamo voluto continuare ad affrontare con serietà l’argomento ed a tal proposito, abbiamo intervistato dei commercianti Orlandini, titolari di alcune attività storiche, che hanno negli anni potuto osservare il cambiamento sviluppatosi a livello economico e tecnologico. Le categorie commerciali selezionate per il sondaggio sono state varie: gioiellerie, negozi d’abbigliamento, librerie, negozi di giocattoli , bar.

Abbiamo chiesto ai commercianti di fare un confronto fra la situazione economica odierna e quella degli anni in cui hanno avviato la loro attività, chiedendo anche un parere sull’istituzione del Centro Commerciale Naturale e sugli incentivi che gli Enti Locali dovrebbero riconoscere agli esercizi commerciali. Il sondaggio, inoltre, è volto anche a verificare se Capo d’Orlando continua ad essere il punto di riferimento economico e commerciale dell’hinterland, così come lo è stato in passato, nonché a constatare il livello di informatizzazione degli operatori commerciali in riferimento all’ambito delle nuove tecnologie di comunicazione, promozione e di marketing.

Secondo i commercianti intervistati l’attuale fase economica è piuttosto diversa da quella degli anni ’80, e molti di essi ammettono di avere serie difficoltà nel mantenere un precario equilibrio economico. Le cause principali di questo rallentamento dell’economia del paese, al di là della crisi economica , non solo nazionale, ma anche mondiale, risiedono in particolar modo nel costo degli affitti spesso troppo alto, che rappresenta gran parte delle spese di gestione di un esercizio commerciale a cui si aggiungono le spese per il personale, energia elettrica, telefono e tasse varie. Ad aggravare questa situazione si aggiunge anche la difficoltà economica di molte famiglie e/o potenziali clienti che hanno ridotto le spese a quelle effettivamente necessarie concentrandole al periodo degli sconti e delle promozioni.

Fino a qualche anno fa, Capo d’Orlando, oltre ad essere un attivo centro culturale, era un vero e proprio punto di riferimento commerciale della provincia in quanto rappresentava l’alternativa e la varietà delle proposte commerciali. Con il tempo, però, anche altri centri della provincia hanno incrementato le loro attività commerciali contribuendo alla diminuzione del movimento economico verso il nostro centro. In effetti, adesso il nostro paese, che prima aveva quasi l’esclusiva su alcuni tipi di attività commerciali, si è visto affiancare, se non quasi superare, da paesi vicini quali Brolo e Sant’Agata Militello, che piano piano sono diventati dei punti di riferimento per i loro abitanti e per quelli vicini.

Molti commercianti hanno, inoltre, lamentato la poca tolleranza degli ausiliari del traffico in merito alle soste sui parcheggi a pagamento. Secondo, gli intervistati, il sistema attuale non favorisce i clienti delle attività, perché hanno sempre i minuti contati e la paura di trovare una multa al loro ritorno. Suggeriscono, quindi, degli incentivi anche in questo settore, magari con l’istituzione di una sosta di “cortesia” che dia alle persone almeno 15 minuti di tempo compiere i loro acquisti ed evitare così una multa più o meno elevata.

Altro elemento critico per i commercianti, alla luce dei dati disponibili online, è la scarsa capacità di sapersi adeguare al mercato globale. Pochissimi approfittano di servizi online come Groupon. Ebay, Ebay Annunci, per incrementare le proprie vendite . La situazione si complica se guardiamo ai servizi di prenotazione online come Booking.com et similia. Forse perché la categoria ha un età media troppo alta, forse perché ci si fida ancora poco del settore delle vendite via internet , gli unici adeguamenti sono quelli che derivano da imposizioni legislative o dettati dalle grandi aziende commerciali.

Chiara Lazzaro – Edoardo Lipari

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