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Milazzo: Pino “l’ospedale di Vaccarella appartiene al Comune e ai milazzesi”

A distanza di pochi giorni dalla notizia della mancata vendita dell’immobile situato nel quartiere marinaro, il sindaco, Carmelo Pino,  comunica che l’Amministrazione ha presentato un ricorso straordinario alla presidenza della Regione per dirimere una volta per tutte la controversia legata alla legittima proprietà da parte del Comune.

“In questi anni,  tutti coloro che ci hanno preceduti nell’amministrazione della città – spiega Pino –  non hanno, purtroppo, seguito la questione con la giusta attenzione e soprattutto producendo quella documentazione che ritengo sia fondamentale per affermare la titolarità del bene. Questa Amministrazione invece è particolarmente attenta alla tutela del proprio patrimonio immobiliare e soprattutto di quei beni che sono beni simbolo della città di Milazzo, come nel caso dei Molini Lo Presti che siamo riusciti a salvare dalla svendita. Adesso l’obiettivo è quello di acquisire la certezza della proprietà anche del vecchio ospedale di Vaccarella (nella foto sotto), come peraltro emerge da molte carte”.

Il primo cittadino ricorda, inoltre, “che dopo la pronuncia del giudice del tribunale che ha rimandato ogni determinazione al presidente della Regione, tutto si è bloccato. L’allora presidente Lombardo non si è espresso, nessuno ha sollecitato alcunché e così la Regione ad un certo punto l’ha ritenuto bene del proprio patrimonio mettendolo all’asta”.

“Ma le cose – precisa Pino – non stanno affatto così come si evince dalla documentazione venuta fuori grazie all’attento e scrupoloso lavoro del rinnovato Ufficio di gabinetto. Infatti oltre alla richiesta delibera Potestarile del 1930, sono venuti fuori altri atti come un approfondimento dell’ex direttore dell’ospedale, Ernesto Buzzanca dal quale si evince che comunque l’ospedale nuovo di Grazia era pienamente funzionante a partire dal 1972. Ma c’è di più. Alla data della prima riforma sanitaria (1978) tutti i beni furono trasferiti ai Comuni e non al Servizio sanitario nazionale e solo nel 1992, in occasione della seconda riforma sanitaria le Asl acquistano personalità giuridica e quindi possono essere titolari di beni patrimoniali”.

“Ogni indagine sulla proprietà, – sottolinea Pino – dunque, andrebbe riferita a questa data e non al 1978 e pur tuttavia l’ex ospedale di Vaccarella  non è stato mai di proprietà dell’azienda sanitaria. Infatti è dimostrabile che inizialmente il bene appartenesse alla Congregazione di carità (in epoca precedente la nostra Costituzione l’attività sanitaria era considerata attività di assistenza e beneficenza) che per la parte più ampia e antica l’aveva già destinato ad ospedale civico, mentre per la parte aggiunta successivamente, in origine utilizzata come orfanotrofio, era stato già disposto dalla testatrice originaria che cessato lo scopo, dovesse fungere anche da ospedale quale ampliamento della parte già esistente. Tutti questi beni, ex lege, furono trasferiti ai Comuni negli anni Sessanta in occasione della soppressione degli Enti comunali di assistenza (Eca)”.

“Altro aspetto che è stato oggetto di approfondimento da parte del mio Ufficio – continua Pino – è stato quello dell’utilizzo del bene. Dalla chiusura dell’ospedale (1972) di fatto l’Asl ha abbandonato totalmente l’immobile al suo destino, utilizzando solo parzialmente e in modo discontinuo la parte successivamente aggregatasi. Peraltro nel ’92 la stessa risultava  gestita dall’Aias, associazione privata e non struttura pubblica. Ma la cosa che ritengo determinante è la mancata destinazione a presidio sanitario dell’immobile che preclude all’Asp ogni rivendicazione sulla proprietà. In tal senso conforta un parere dell’ufficio legislativo e legale della Regione che nel 2003 si è occupato di una problematica analoga, sancendo la necessità di un atto formale del Comune per destinare il bene a presidio sanitario. Atto che nel nostro caso, fortunatamente non c’è stato”.

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