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La tua opinione: “La Fondazione Piccolo va difesa comunque ..”


E’ doveroso partecipare al confronto di questi giorni tra la Fondazione e l’Ente locale, a mio parere dai toni troppo vivaci, per spendere dei pensieri, delle parole che abbiano solo il significato e il fine di “costruire” e credere ancora!

Mio nonno, Dott. Casimiro Coniglio, quando ero ancora un bambino mi raccontava che andava con il calesse alla villa a visitare la baronessa, era infatti il medico di fiducia della famiglia e trovava in quel luogo magico, in quel parco incantato un laboratorio permanente, un cenacolo culturale, un contenitore di svariati interessi: arte,fotografia,botanica,musica,esoterismo,letteratura,filosofia.

Affiorano ancora alla mia mente quei racconti di mio nonno e oggi a mente fredda credo che dove regna la cultura un nuovo mondo ci viene svelato ; infatti “la nostra mente è come un paracadute , è libera solo se è aperta”.

La fondazione Piccolo di Calanovella  è stata e resterà per sempre un perenne baluardo di quella cultura liberale che resterà nella storia di un giovane comune come quello  Orlandino. Mi basterà citare alcuni grandi uomini :  Tomasi di Lampedusa, Basilio Reale,  Sicari,  Piero Milio, Piero Fagone, Natale Tedesco, Vittorio Sindoni, Bent Parodi, che presentò pochi anni fa nel parco letterario della Fondazione il suo volume “Guida ai Nomi”, raffinata ricerca etimologica partendo dal sanscrito ,dal greco, dall’aramaico, pregevole fatica di un uomo di cultura . Non posso certo dilungarmi in questa citazione di uomini e fatti che sono entrati nel cuore di ogni Siciliano.

Non mi resta in ultimo che lanciare  una proposta : come ci insegna la storia che è “magistra vitae” agli uomini non serve dividersi in diatribe estenuanti ma occorre incontrarsi con un solo obbiettivo comune : le sorti di questa nostra terra. Per poter dare lustro ad una Fondazione già famosa che non potrà mai essere avulsa dalla contestualità , bisogna al più presto inserirla in un organico progetto culturale che la proietti in ambito nazionale ed europeo. La fondazione è e resterà sempre patrimonio di tutti così come voleva la “nobile” famiglia Piccolo. Concittadini non ci resta che collaborare per renderla viva , un patrimonio fruibile a partire dalle nuove generazioni.

Randazzo Mario

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