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Stromboli: la “quiete dopo la tempesta”. Rimane lo stato d’allerta

Dati rasserenanti giungono, negli ultimi due giorni, dalle reti di monitoraggio. Il flusso lavico lungo la Sciara del Fuoco, infatti,  è apparso non più alimentato e in continuo raffreddamento.

Dalla serata di venerdì scorso, 18 gennaio,  anche i parametri dell’attività esplosiva sono rientrati sui valori tipici della normale attività stromboliana.
Per quanto concerne le deformazioni del suolo, non si registrano variazioni significative a livello di edificio vulcanico, né della Sciara del Fuoco, ma permane una velocità di deformazione alta della zona craterica sommitale, sebbene in netta diminuzione rispetto ai giorni scorsi.

Proseguono, certamente, sull’isola le attività di manutenzione delle stazioni di monitoraggio e dei sistemi di allertamento, nonché le attività previste dal Piano d’emergenza.

Il Centro Funzionale Rischio Vulcanico del Dipartimento continua nell’attività di sorveglianza, sia attraverso i Centri di Competenza (INGV e Università di Firenze), che attraverso proprio personale presente sull’isola. “Nonostante la costante attività di monitoraggio – dichiarano gli esperti – lo Stromboli è caratterizzato da attività continua e persistente che può dar luogo a variazioni repentine non prevedibili”.

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