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Milazzo: rapido e vivace “scambio di opinioni” tra Pergolizzi e Midili

C’è un clima politico molto vivace all’interno di Palazzo dell’Aquila nonostante l’avvenuta  dichiarazione dello stato di dissesto. Oggetto di un “botta e risposta”  tra il Presidente del Consiglio, Rosario Pergolizzi e l’Assessore alle finanze, Pippo Midili, è la  richiesta alla Regione delle somme del fondo di rotazione da parte di quest’ultimo.

Questa richiesta, secondo Pergolizzi  è “ridicola e tardiva”;  scrive, infatti:  “ritengo ridicolo l’intervento dell’assessore Midili di chiedere le somme alla Regione, oltreché tardivo come al solito, visto che il sottoscritto ha già presentato tale richiesta lo scorso 31 dicembre. E’ vergognoso  poi che chieda l’assegnazione delle somme facendo espresso riferimento alla legge 213 del 7 dicembre 2012, ovvero quella legge chiamata “SalvaComuni” che i consiglieri comunali hanno richiamato per l’adesione con la delibera del  22 dicembre e che l’assessore, assieme al sindaco e al segretario generale ha cercato di contrastare in tutti i modi ritenendola non attuabile per il Comune di Milazzo.

“Affermazioni, queste, – precisa Pergolizzi – ribadite anche in una conferenza stampa successiva nella quale si è arrivati persino ad accusare i consiglieri di danno patrimoniale. Se non fosse che ci troviamo di fronte a una situazione drammatica con conseguenze pesanti per i cittadini, ci sarebbe da dire che al peggio non c’è mai fine”.

Non passa molto tempo e  giunge, inevitabilmente, la risposta da parte delll’Ass. Midili: “spiace dover per forza di cose entrare sempre in una polemica che certamente ha stancato i cittadini e che sta, ad onor del vero, stancando anche me. Ribadisco che il Presidente del Consiglio Comunale continua a non comprendere, a questo punto volutamente, quello che si dice e si scrive. Il suo gioco di ingarbugliare le lingue e di dare tinte fosche a tutto ciò che proviene dall’Amministrazione mi ha sinceramente creato forti sensi di nausea”.

“Il contributo richiesto alla Regione – continua Midili – in base alla Legge n.1 del 09/01/2013( siccome lui è in anticipo, ha richiesto il contributo prima ancora della pubblicazione e dell’entrata in vigore della Legge Regionale) , prevede espressamente somme a favore dei Comuni dichiarati dissestati( art. 5 comma 9) e lo prevede nella misura dell’80 per cento di quanto previsto dalla legge 213/2012 che, a differenza di quanto cianciato dal Presidente del Consiglio comunale, non solo prevede somme per i comuni che richiedono la salva dissesto ma anche per i Comuni dichiarati dissestati”.

“Di vergognoso in tutta questa vicenda gattopardiana – aggiunge Midili – ci trovo il fatto che il Presidente del Consiglio continua a  dire che la salva comuni era a beneficio dei cittadini e della città. Cosa c’è di buono per i cittadini nel subire l’aumento massimo delle tasse per 10 anni e non per cinque? Cosa c’è di buono per i cittadini nel non poter ricevere più somme di denaro per investimenti pubblici per i prossimi dieci anni? Cosa c’è  di buono per i cittadini nel vedere i propri debiti continuare a crescere ed i propri beni depredati a somme irrisorie? Cosa c’è di buono per i cittadini nel vedere le assunzioni bloccate per i prossimi dieci anni? Cosa c’è di buono per i dipendenti comunali nel vedere tagliate le retribuzioni di somme consistenti?”

“Sono interrogativi che meritano una risposta precisa e non evasiva – precisa l’assessore alle finanze – come sempre fa, da parte del Presidente del Consiglio. Ci dia riferimenti normativi che dicano il contrario oppure, per il bene della città, taccia di fronte a simili vergogne a cui lui ha assistito da parte politica attiva e che invece io, insieme ad altri 32mila cittadini abbiamo subito passivamente. Prima di essere buoni amministratori bisogna essere buoni cittadini. Io, per il bene della città, ho sempre pagato i miei tributi,  lui può dire lo stesso?”

“Lo invito a rispondermi alla presentazione pubblica del movimento non partitico Movimento per Milazzo del prossimo 31 gennaio – conclude Midili –  che lancio per chiamare a raccolta chiunque abbia motivo di ritenersi parte attiva di un cambiamento che è iniziato da due anni e mezzo e che a causa del gioco dei cappucci si vuole a tutti i costi fermare”.

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