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Sant’Agata M.llo: il M° Giorgio Albertazzi incanta al Cineteatro “Aurora”

“Beh a pensarci bene il rapporto con il corpo e l’anima, si questo rapporto … eh sì … c’è un momento nella vita in cui corpo ed anima vanno insieme, sembra che l’uno segua l’altro. Poi c’è un tempo però in cui il corpo e l’anima non vanno più cosi d’accordo, entrano in una specie di conflitto”. Con queste parole ha dato inizio, seduto su una panca, in una scenografia dai toni del rosso, il grande maestro Albertazzi, al suo spettacolo che per circa un’ora e mezzo ha entusiasmato i tanti presenti al Cineteatro Aurora.

Lo stesso maestro prima dello spettacolo, visibilmente sereno e gioioso, ma anche provato, naturalmente dalla sue veneranda età (ad agosto compirà 90 annui), ha incontrato la stampa presso Palazzo Fortunato ubicato dietro la piazza Vittorio Emanuele. Durante l’incontro con i giornalisti, alla presenza dell’Ass. al turismo sport e spettacolo, dott. Antonio Scurria, Albertazzi ha spiegato che il titolo della sua opera non è un omaggio a Puccini. Spiega il maestro: “il titolo nella locandina  «Puccini vissi d’arte e d’amore» è un titolo primitivo. Il vero titolo della mia opera è «Puccini e il canto parlato».

 

“Ci sono diversi tipi di teatro, – continua Albertazzi – quello di rappresentazione, d’intrattenimento, classico, romantico e poi quello che ho fatto io che è il teatro d’autore. Non è un omaggio a Puccini ma una specie di riflessione, però divertente, anche, su Puccini, l’ultimo Puccini quello ricoverato a Bruxelles malato di cancro alla gola. Ho pensato  prendiamo due cantanti, un tenore e un soprano e tre donne delle tante della vita di Puccini … ogni opera di Puccini si ispira ad una donna della sua vita, questo non succede solo a Puccini; è cosi c’è una ispirazione, una sorta di complicità, di avventura, la donna è musa per l’artista”.

Durante una piacevole intervista Albertazzi ha confidato che la sua più grande soddisfazione in campo artistico “è  l’Amleto fatto Londra nell’anno shakespeariano –  quando c’erano quattro Amleti in tutto il mondo”.

Anche per i politici, il maestro ha una parola, un suggerimento: “Il teatro è un termometro. Il politico dovrebbe per conoscere il paese seguire una compagnia per accorgersi che c’è un differenza enorme, una cosa impressionante da paese a paese”.

A chi vuole cimentarsi, specie ai giovani, che hanno intenzione di fare gli attori suggerisce il maestro “ fare l’attore  è una gioia, devi farlo perché ti diverte. Se lo fai per avere successo in genere non arriva”.

 

Ritornando allo spettacolo, Albertazzi, dopo aver diretto seduto in platea (vedi foto sopra) le ultime prove, dalle 21, 15 con Emy Bergamo, Stefania Masala e Giovanna Cappuccio hanno dato vita ad un  mix di musica e parole, di lirica e prosa, di monologhi, etc.. Emozionanti gli ascolti di celebri “arie” tratte dai capolavori pucciniani eseguite da Fabiola Trivella (soprano), Maria Carfora (soprano) e Jeon Sangyong (tenore) da dietro ad una tenda al centro della scenografia (vedi foto sotto).

Soddisfatto l’Ass. Scurria “ è un onore per noi avere questa sera un artista di tale spessore; il maestro Albertazzi, di fama internazionale, ci ha davvero emozionato”. Il buon esito della manifestazione, che ha riscosso un notevole successo, si deve, a Massimo Costantino (nella foto in basso accanto ad Albertazzi) della “Rumore Music & Concerts”, agenzia esclusivista di Albertazzi, che ha organizzato con l’Amministrazione Comunale, tale evento.

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