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C. d’Orlando: Sindoni su Porto, Villa Piccolo e ACIO

Torna ospite di Radio DOC, il Sindaco di Capo d’Orlando, Enzo Sindoni, intervistato questa mattina da Antonio Puglisi nel programma “Cu c’è, C’è”, in onda dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 9.

A distanza di qualche mese il primo cittadino torna a parlare ai microfoni di Radio DOC, rispondendo e rilanciando su alcune questioni, quali i lavori del Porto, la bagarre con la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e l’ACIO.

PORTO : L’ultima volta che Sindoni è stato ospite di Radio DOC, aveva affermato che se i lavori del porto non fossero partiti entro il 31 dicembre si sarebbe dovuto riflettere sul da farsi e trovare delle soluzioni alternative. Purtroppo a metà gennaio sembra che la situazione sia ancora in fase di stallo.

“ La mia fiducia rimane inalterata, però qualche novità sulla questione del Porto, c’è. Ieri abbiamo avuto una lunga riunione a Palermo. La conferenza Stato – Regioni è a lavoro per determinare se i fondi Jessica possano configurarsi come aiuti di Stato. Bisogna sciogliere questo nodo perché i 13 milioni si concretizzino. Cosa succederà se non dovessero esserci questi 13 milioni? Di certo i lavori partiranno comunque, ma con un piano finanziario diverso, cioè quello originario. La realtà è che al 18 gennaio, ci viene chiesto di attendere dalle 6 alle 9 settimane per avere una risposta al riguardo. Questo non possiamo che accettarlo. Mi allontano anche da quella che era e resta la mia determinazione, ovvero quella di, eliminato ogni ostacolo presunto o parziale, chiedere conto in maniera vibrata e pubblica all’Ati, quindi alle aziende che compongono il consorzio che si è aggiudicato i lavori pubblicamente, delle modalità con le quali intendono avviare i lavori. Sono davvero rammaricato e dispiaciuto, ma sono con altrettanta intensità pronto all’impegno e al lavoro affinché si possa partire. Certamente non staremo due mesi con le mani in mano, perché intanto io voglio che questo piano finanziario che potrebbe in alternativa avere reviviscenza sia sul tavolo ed avere le assicurazioni ufficiali dall’Ati che in ogni caso intenderà procedere. Anche perché se così non fosse, ci sono stati al tempo anche altri partecipanti e tanti ricorsi perché l’opera era appetibile e c’era chi voleva realizzarla. Al tempo stesso, dobbiamo dire ad onor del vero, che oggi sulla procedura non si può contestare nulla alla ditta. Dico purtroppo, perché se no avrei sicuramente contestato.”

Guardando il porto dalla Nazionale, in questi giorni, si nota l’estrema difficoltà nell’uscire..

“ Abbiamo incontrato ieri i responsabili del club Nautico, perché non voglio spendere un solo euro in più per il dragaggio che sarebbe comunque necesario. Sarà sufficiente smontare una quindicina di metri del pontile che va verso la lingua di sabbia. Ne abbiamo convenuto con i pescatori la scorsa settimana al porto quando ci sono stato insieme all’Arch. Valenti, e ha convenuto con noi anche l’Ing. Lo Presti, al quale mi sono rivolto per attivare questi lavori.”

FONDAZIONE PICCOLO: Ultimamente è scoppiata una polemica tra l’Amministrazione e la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. In quanto Sindaco di Capo d’Orlando, rimane convinto della risposta data all’appello lanciato dalla Fondazione perché se ne scongiurasse la chiusura?

“ Non solo rimango convinto di quanto ho scritto nel comunicato, ma colgo l’occasione per rilanciare nei contenuti aggiungendo anche qualche elemento. Io capisco i problemi di Villa Piccolo, anche perché, per come viene gestita – appunto come un circolo di nobili – sicuramente quando non ci si occupa della parte gestionale e si vanno a fare i conti, i soldi non li troveranno mai. Avendo nella loro storia costruito tutto nel parlarsi addosso, nel guardarsi allo specchio vantando questo primato di non si sa cosa.. non si sono preoccupati di curarsi di fare di quella opportunità della Fondazione impresa – e se non fai impresa i soldi non ti arrivano -. Fino alla fine degli anni 90, c’era ogni anno un pezzetto di agrumeto da vendere o buttare via.. Lo dico con cognizione di causa poiché ho avuto conoscenza diretta degli atti della Fondazione, per ragioni diverse.”

“Vendevano un pezzo di terra, incassavano tot milioni e per quell’anno erano apposto, finito l’anno ne vendevano un altro pezzo e ricavavano altri soldi, fin quando non sono finiti i pezzi..”

“La Fondazione Piccolo è quella che mi ha costretto ad andare in tribunale quando insieme ad un mio amico, Mario Giuffrè, andai a tagliare la catena con la quale avevano chiuso il Centro di Recupero dell’AIAS, a suo tempo, perché gli davano fastidio le macchine che passavano nel piazzale davanti alla Villa e che non potevano usare l’altra strada perché, loro, l’altra strada privata, che si era dissestata, non la riparavano. E’ questo il concetto per il quale io dico tutto quello che ho detto. Chiederei ai ragazzi.. quanti di loro conoscono la Fondazione, la sua storia e il patrimonio letterario e culturale si cela al suo interno.. di certo non lo sanno. Nel 1995 quando io iniziai a parlare con loro chiedendo che la Fondazione si aprisse al pubblico, la risposta fu “guarda che qui non siamo al bar o alla società sportiva”, e poi il commento che circolava era “Sindoni è un villano di Piana”. Quando chiesi spiegazioni, non perché fossi offeso, più che altro perché mi stupiva questo collegamento mio con i villani e la Piana, mi fu detta una cosa che io non sapevo, da uno dei “nobili” della Villa, ovvero che una parte di piana, un piccolo terreno, era chiamato “Sindoni”, perché il padre di mio nonno aveva comprato questo terreno e lo coltivava. Mi conosci e sai quanto questa cosa mi possa rendere orgoglioso, ma questa persona mi ha lasciato intendere che l’interlocuzione con questi signori non poteva esserci. Questa è la ragione per cui dopo tanti anni siamo riusciti a ottenere un membro dell’Amministrazione all’ interno del consiglio della Fondazione, a cui io non ho mai partecipato nominando subito Marco Bertolani, perché da “villano di Piana” non volevo creare quel disagio.”

“Nel comunicato, questi “signori”, si sono permessi di nominare Il Circuito del Mito, ecco, su questa rassegna di manifestazioni sta indagando la magistratura di Palermo per tutto ciò che ci stava dietro. Nessuna manifestazione del Circuito del Mito è stata autorizzata e loro se le hanno fatte – se le hanno fatte – non possono oggi dire che ci sono 60, 70 mila euro di iniziative che non possono essere pagate dal Circuito perché sta indagando la magistratura e quindi chiedere un contributo straordinario. Voglio dire: “Amico mio, questo tempo è finito!” A Capo d’Orlando quando il Presidente Romeo è venuto a trovarmi parlandomi della convenzione scaduta, – e nonostante la scadenza noi avevamo fatto l’impegno spesa di 15mila euro anche per l’anno successivo – affinchè si chiarissero i rapporti o il Comune non avrebbe più avuto rapporti con la Fondazione, io ci ho messo tre secondi, testimone Salvatore Monastra, ho detto che non c’era nessun problema, ho chiamato l’ufficio di Ragioneria e ho fatto disimpegnare i 15 mila euro di quest’anno e per quanto riguarda il nostro personale, gli articolisti, da martedì non ci saranno più e dal martedì non ci sono più stati. Quindi, ognuno si prende ciò che si merita.”

“Poi, la cosa drammatica è che la loro risposta è stata quella di chiudere perché a detta loro la mia risposta era un fatto personalistico. Ma perché personalistico? Voglio la Fondazione io?”

“Questo atteggiamento non è una rivalsa personale. Nel 2001, ho fatto una delibera istituendo come sede di rappresentanza del Comune la Villa Piccolo, ho firmato una convenzione nel 2006, ho dato soldi nel 2003, nel 2006, 2007,2008,2009, 2010,2011, in quanto Sindaco di questo Comune, ho firmato da 12 a 15 convenzioni per mandare il nostro personale lì, ho fatto interventi straordinari con il personale del comune, ho fatto interventi personali sulla strada famosa dalla quale nacque la questione di cui sopra, quindi figuriamoci, ho indicato quel fatto per dimostrare al contrario di come da parte loro ci sia il convincimento nobiliare, elitario che il loro interlocutore non sia degno di parlare, mentre invece è l’esatto contrario. Mancando di rispetto a me, in questa maniera, tu manchi di rispetto a tutta la comunità, e mi fai capire che tu con la comunità non hai niente a che fare.”

“Se tu vuoi chiuderti in te stesso, e sarebbe legittimo se fossi un privato, poi non puoi lamentarti di non avere amici. Ma siccome non sei un privato e quel patrimonio non appartiene a te, ma appartiene a tutti, tu devi metterlo a disposizione degli altri. Finirai, poi, per esempio come l’ACIO.”

“Sono sicuro che per quanto riguarda la Fondazione, se avessimo proposto anziché di affidare la gestione della Villa gratuitamente al Comune,  che il Comune avrebbe comprato la Fondazione un pezzetto alla volta sarebbero stati felici. Così almeno avrebbero continuato ad utilizzare i soldi per le loro spese ordinarie che non sanno garantirsi in maniera diversa, evidentemente.”

ACIO:  “L’altro giorno ho vissuto un’esperienza incredibile. Sono stato a Barcellona Pozzo di Gotto, per il ventennale dell’omicidio Alfano, c’era il mondo, ma non c’era l’ACIO. Mi sono vergognato e mi sono reso conto che evidentemente fuori da Capo d’Orlando o fuori dai personalismi di Grasso, l’ACIO non rappresenta nulla. Mi sono sentito ferito, perché dell’ACIO io ho indicato i valori e li ho approvati anche nello statuto del nostro Comune. L’ACIO,la Fondazione Piccolo, hanno dei doveri verso la comunità e a questi dovrebbero adempiere, ma non lo fanno.”

Questa intervista può essere riascoltata nella sua versione integrale collegandosi alla pagina internet di Radio DOC al seguente indirizzo:

http://www.livestream.com/radiodocfm/video?clipId=pla_e9ad0ba3-d58a-496c-872d-4ccc42aa149f

 

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