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Stromboli: occhi e strumenti tecnologici puntati sul vulcano. La Protezione Civile “nessun allarmismo”

E’ proseguita per tutta la notte  l’eruzione del vulcano; nella mattinata il flusso lavico è diminuito leggermente dai crateri ma ad aumentare, ora, sono le frane e, pertanto, si teme un crollo del costone della Sciara del fuoco. Dopodomani, giovedì 17 gennaio, il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, insieme ai rappresentanti della Protezione civile e dell’Ingv, incontrerà gli abitanti dell’isola alquanto preoccupati.

“Non abbiamo chiuso occhio – commenta un abitante raggiunto telefonicamente – la voglia sarebbe quella di scappare ma qui abbiamo le nostre cose e non possiamo andarcene”.  Tanti i commenti come questi tra i residenti.  Dall’Istituto di Geofisica e vulcanologia di Catania, comunque, il direttore, Domenico Patanè, contattato dall’Adnkronos, fa sapere che “continuiamo a seguire costantemente l’evoluzione con i nostri sistemi di monitoraggio. Nelle ultime ore si è registrata una diminuzione del tremore vulcanico dopo l’intensificazione di ieri e questo potrebbe portare ad un regresso dell’attività”.

Parole rasserenanti giungono anche da Piergiorgio Scarlato, ricercatore dell’Ingv, responsabile dei laboratori di geofisica e vulcanologia di Roma e membro del comitato operativo nazionale Protezione civile contattato da MeteoWeb. “Nell’isola sarà organizzato un presidio stabile, sia con personale dell’Ingv che della Protezione civile – dichiara Scarlato –  in modo da rafforzare il monitoraggio. La popolazione  può stare tranquilla. Tutto è sotto controllo. Al momento nessun allarmismo. Noi siamo più che preparati. Si tratta di un’eruzione abbastanza normale. Abbiamo una certa ri-alimentazione dal basso del condotto vulcanico e un innalzamento del magma che tracima dal cratere, con esplosioni di energia limitata. Nessuno può dire con certezza quando finirà”.

 

 

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