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Sant’Agata M.llo: presentato “Arnobio di Sicca. Difesa della vera religione contro i pagani”

Ha avuto luogo, sabato scorso 29 dicembre, alle ore 18,30, presso la sala dei Principi al Castello Gallego, la presentazione, in occasione della donazione alla Biblioteca Comunale, del testo curato dal noto e stimato sacerdote salesiano, don Biagio Amata.

A coordinare la presentazione, il prof. Salvatore Di Fazio. Prima dell’intervento del curatore, don Amata, il sindaco di Sant’Agata, dott. Bruno Mancuso, ha rivolto un saluto ai convenuti esprimendo la sua gratitudine verso don Amata, “stimato studioso, rettore emerito dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, illustre concittadino”. Dopo il saluto del sindaco, e l’introduzione da parte del coordinatore, prof. Di Fazio, ha preso la parola l’Ordinario dei Licei, prof. Andrea Sollena.

Il testo curato da Don Amata riporta l’opera apologetica di Arnobio il Vecchio retore di Sicca. La posizione isolata di Arnobio nell’ambito delle tensioni e dei dibattiti della Chiesa precostantiniana e prenicena, le circostanze straordinarie che 1’autore stesso volle porre a radice della propria conversione, hanno sovente orientato gli interpreti a considerare il pessimismo della grande apologia come il frutto di una disperazione assolutamente biografica, esistenziale, malamente trascinata verso uno spicciativo e risolvente accesso ai sicuri approdi della salvezza cristiana. La stessa esiguità di notizie su Arnobio, sui suoi contatti e principalmente sul suo itinerario culturale precedente la conversione, ne hanno rimpicciolito il profilo di testimone del tempo.

Al contrario, questo retore così singolare sia nel proporsi non come un intellettuale di sintesi ma di rottura, sia nello stringere una verità che conosce imperfettamente, rappresenta in modo assai realistico quel processo di massiccia trasmigrazione verso il cristianesimo che si è abituati a seguire solo attraverso le parabole esemplari e conclusive di protagonisti pienamente coscienti delle implicazioni insite nelle loro scelte: Clemente di Alessandria o Agostino, per fare due nomi e indicare, all’ingrosso, due estremi temporali.

E in una prospettiva più concentrata sull’approfondimento dell’itinerario missionario e pastorale della Chiesa, illustra con significativa chiarezza le ragioni seminali di una cultura mai completamente cristianizzata e dunque il ciclico emergere, in essa, di tensioni antagonistiche rispetto alla Fede.

Tutto ciò è tanto più vero proprio perché la periclitante teologia arnobiana, laddove quasi paolinamente propone una distanza incolmabile tra l’infinita grandezza di Dio e la miseria della condizione umana, in realtà finisce quasi fatalmente, a motivo di un’iterata e ‘comoda’ opzione apofantica, col determinare una frattura non ricomposta tra gli ordini della Grazia e della natura.

Presenti all’evento diversi sacerdoti: l’arciprete di Sant’Agata M.llo, padre Daniele Collovà, l’arciprete emerito, Mons. Antonino Spiccia, Mons. Mario Ranieri, Cappellano Militare, padre Stefano Brancatelli, sacerdote santagatese ed il salesiano, don Enrico Frusteri, diacono.

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