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Milazzo: questione GAC, per il sindaco Pino “dai consiglieri tanta falsità”


“La bocciatura della delibera di adesione al Gruppo di Azione costiera (Gac) “Golfo di Patti” non ha determinato solo la perdita del finanziamento europeo di 2 milioni e 100 mila euroo, ma rischia di avere ripercussioni su tutti gli altri 7 Comuni del comprensorio che assieme alla Provincia, all’Università, all’Ispra e al Conisma, oltre che ai privati, avevano costituito tale organismo per ottenere attraverso la comunità europea finanziamenti futuri ben più consistenti e che riguardano un settore come quello della marineria fortemente penalizzato”.

Il sindaco Carmelo Pino ritorna sulla questione Gac, sia per replicare alle ultime dichiarazioni del consigliere Roberto Mellina, sia soprattutto per ribadire la disponibilità a riproporre in aula la delibera chiedendo al consiglio comunale un “atto di responsabilità”. “Quanto avvenuto nell’ultima seduta del consiglio è stato grave – prosegue Pino – in quanto non permettendo a Milazzo di aderire si fa saltare l’intero Gac. Nella fase istruttoria che ha permesso di ottenere il finanziamento di oltre due milioni, la presenza della nostra città (sede di Capitaneria di porto) è stata infatti fondamentale per rispettare quei requisiti previsti dal bando. Senza Milazzo, quindi il “Golfo di Patti” sarà escluso dai beneficiari del finanziamento a favore di un altro Gac che non era entrato in graduatoria. Il danno riguarderà dunque tutti i Comuni. E tutto questo per un atteggiamento a dir poco incomprensibile da parte di alcuni consiglieri comunali. Il Sindaco al riguardo sottolinea che “non c’era una sola ragione, se non l’ostruzionismo che finisce per ripercuotersi sulla collettività, per non approvare questa delibera. Ma di quali approfondimenti parla Mellina? La proposta di delibera, trasmessa al Comune l’8 novembre è stata inoltrata alla presidenza del consiglio dopo quattro giorni (sabato e domenica compresi) e nelle diverse sedute di commissione l’assessore Midili ha relazionato con chiarezza anche sulla quota di 2500 euro per la costituzione del Gac  che avremmo dovuto versare a fronte di un finanziamento già deliberato dalla Comunità europea e dalla Regione siciliana.

Il consigliere Mellina in quella sede non ha fatto domande ma anzi ha apprezzato la bontà del progetto. Cosa gli è successo poi in Aula? E oggi perché parla di Consorzio, visto che si tratta di un Gac che è ben altra cosa? Sa il consigliere Mellina cosa sono i Gruppi di azione costiera? E’ falso poi quando afferma che 180 mila euro su 450 assegnati al Comune di Milazzo sarebbero stati destinati ad incarichi. Quella somma – rientrante nella progettualità approvata dalla Comunità europea – si riferisce infatti al finanziamento nella sua interezza e quanto alla scelta delle professionalità questa è già avvenuta non “intuitu persone” come nel passato, penso ad Agenda 21, ma individuando persone talmente competenti da farci ottenere il massimo punteggio previsto dal bando comunitario. Cose facilmente verificabili per chi, e un consigliere dovrebbe farlo, legge il progetto allegato alla delibera. Se lo avesse fatto Mellina avrebbe evitato di dire altre inesattezze a proposito delle finalità del progetto e del mancato inserimento dell’associazione marinara dei pescatori “Nino Salmeri”. Tutti i pescatori professionisti della città di Milazzo sono abbondantemente rappresentati all’interno della componente privata del Gac.

Quanto infine al collegamento tra somme per aderire al Gac e mancati soldi per evitare il pignoramento dei conti correnti postali, anche questo è falso, in quanto l’Amministrazione, pur non avendo le risorse, si è costituita tramite il proprio ufficio legale, contestando l’impignorabilità prevista dalla legge di quelle somme, tant’è che il giudice si è riservato, sbloccandone altre. Quindi basta con le false notizie finalizzate solo a gettare discredito su questa Amministrazione.

Sul Gac – conclude Pino – proprio per il senso di responsabilità che ci contraddistingue, sono comunque pronto a riproporre la delibera, nell’auspicio che l’Aula, altrettanto responsabilmente, corregga un errore grave che rischia di avere ripercussioni pesanti oltre che per il nostro Ente, anche per tutti gli altri Comuni aderenti a tale progettualità comunitaria”.

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