comizio librizzi

C. d’Orlando: una piazza gremita ha ascoltato l’opposizione


Un piazza Matteotti, a Capo d’Orlando, colma di gente ha ascoltato le parole dei consiglieri comunali di minoranza Trusso, Micale, Gemmelaro, Sanfilippo (in ordine di intervento) e del loro candidato a Sindaco alle ultime amministrative Salvatore Librizzi.

Numerosi gli argomenti trattati dall’opposizione che, con chiarezza e senza fronzoli, ha illustrato la loro attività svolta nei primi 18 mesi di mandato e gli sprechi perpetrati, secondo la minoranza, dall’amministrazione Sindoni.

Giuseppe Trusso ha concentrato il proprio intervento principalmente sulle aliquote IMU che rimangono, a Capo d’Orlando, grazie ad una tempestiva loro segnalazione, le più basse per quanto riguarda la prima casa. Secondo il giovane professionista farebbe piacere a tutti non pagare le tasse, ma l’attenzione nei confronti del bilancio comunale deve rimanere sempre alta. Non sono mancate le stoccate contro il metodo adottato dall’attuale amministrazione nella gestione dei fondi comunali e soprattutto, secondo sempre Trusso, sulla ingiustificata differenza nel pagare le fatture dei fornitori. “Perché ci sono professionisti che devono attendere più di 36 mesi per riscuotere dal Comune quanto dovuto mentre per altri le fatture vengono addirittura pagate nell’arco di pochissimi giorni”.

Alessio Micale ha centrato il suo intervento principalmente sullo spreco di denaro pubblico che, secondo il giovane consigliere, l’amministrazione continua a perpetrare. Qualche esempio. Le biciclette acquistate per il bike sharing acquistate più di mille euro quando invece al pubblico sono vendute poco più di 250,00€. Micale ha anche parlato del progetto di riqualificazione del lungomare Andrea Doria. “Ci hanno voluto far credere che il ritardo dei lavori era dovuto all’arrivo dell’estate mentre invece c’era il progetto completamente sbagliato”. Secondo Micale, infatti, la regione Sicilia aveva già inoltrato una comunicazione all’amministrazione comunale dove venivano indicate numerose mancanze progettuali, come lo studio idrogeologico, la consistenza argillosa non verificata ed altro ancora. Quindi il progetto anche se definitivo, per il Comune, non era finanziabile perché carente ed ecco la rapida variante nascosta, secondo Micale, ai cittadini.

Gaetano Gemmellaro ha parlato delle contrade e della loro importanza fondamentale. Trascurate secondo il consigliere di minoranza eletto nella lista “Democratici per Capo d’Orlando” nonostante le promesse elettorali. E proprio la realizzazione di una struttura intestata all’associazione il “Tartarughino” è stata trattata nel corso del dibattito ribadendo i costi che graveranno sulle spalle dei cittadini per una mancata programmazione e soprattutto per, secondo sempre l’opposizione, favorire associazioni nate all’improvviso proprio subito dopo la scorsa campagna elettorale, gestita da amici e parenti di questa amministrazione.

Gaetano Sanfilippo non le ha mandate a dire. Se i suoi colleghi erano stati chiari e precisi con numeri e carte alla mano, il decano della politica orlandina ha inferto forse le frecciate più pesanti all’attuale amministrazione. Il suo accorato intervento ha interessato numerosi aspetti. Dalle presunte “parentopoli” all’interno del Comune agli sprechi che il Sindaco e la sua giunta continuano a perpetrare ai danni della collettività. Grande importanza è stata data al porto di Capo d’Orlando ancora fermo al proprio destino. “Nonostante il voto all’unanimità dell’intero consiglio comunale, quindi anche con il nostro voto, e ad un anno dalla firma con il presidente Lombardo, ancora tutto tace” secondo Sanfilippo. Promesse non mantenute e spese assolutamente pazze. L’ex PDL ha anche parlato delle casette di natale, del trenino acquistato dal Comune, della struttura sportiva di Pissi e, con numeri e dettagli, di tutte quelle iniziative che non “fanno onore ad un paese come Capo d’Orlando, deturpato del suo passato politico e culturale”.

Ha chiuso i lavori un vibrante discorso di Salvatore Librizzi. Il candidato a sindaco alle ultime amministrative ha toccato numerosi punti destando particolare attenzione i dati e le curiosità relative all’acquisto del trenino. Sembra infatti, secondo Librizzi, che lo stesso proprietario del mezzo, costruito nel lontano 1998, avesse deciso di dismetterlo a fine stagione estiva. Una decisione scaturita dal funzionamento ormai vetusto del mezzo di trasporto “turistico”. Nonostante ciò il comune lo ha acquistato per 60mila euro compresa IVA. “Perché questa spesa decisamente non necessaria per un mezzo che non vale nemmeno un sesto di quanto valutato?”. Ma soprattutto continua Salvatore Librizzi come è possibile destinare un dipendente comunale alla guida di tale mezzo che però non dispone della patente DK, necessario per il trasporto di persone? Casa albergo anziani, porto, imu, lungomare, ato, insomma Librizzi sembra non aver trascurato nessun aspetto della vita politica orlandina attuale dimostrando attenzione e partecipazione.

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