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S. Stefano: emergenza rifiuti, intervista al sindaco Re


Da qualche settimana è esplosa anche a  Santo Stefano Camastra l’emergenza rifiuti. Terrificante lo scenario al quale si assiste camminando per le vie del paese, dove in ogni angolo si trovano cumuli di immondizia. Rifiuti sparsi per le vie cittadine  e l’isola ecologica, poco distante dal centro abitato, dove si trovano ancora i vecchi e cari cassonetti dell’immondizia, trabocca di spazzatura di ogni genere.

Inutile dire che il buon senso civico, da parte di tutti i  cittadini,  sia venuto del tutto a mancare. Giusto il fatto che  le famiglie non possono tenere i cumuli di spazzatura a casa, o visto il periodo, sotto l’albero di natale, ma è anche vero che sarebbe bastato un po’ di buon senso e di educazione per evitare quest’immagine sporca di un paese che potrebbe solo vantare bellezze.

Note oramai le drammatiche vicende dell’Ato e soprattutto dei lavoratori che non percepiscono stipendio oramai da 6 mesi. Con loro, l’amministrazione comunale del paese delle ceramiche si dichiara pienamente solidale, comprensivi nei confronti di una protesta estrema, che a dovuta ragione hanno messo in atto.

Ne abbiamo parlato con il primo cittadino Francesco Re.

Come si sta cercando di far fronte a questa situazione di stallo che si è venuta a creare oramai da parecchie settimane?
“L’amministrazione comunale di Santo Stefano di Camastra, al pari delle altre amministrazioni coinvolte in queste problematiche deve immediatamente dare una risposta all’emergenza sanitaria che si è venuta a creare per i cittadini. Siamo stati alla Regione, al competente Dipartimento per i rifiuti e abbiamo formulato una proposta che vogliamo portare avanti con il consenso e la condivisione di tutti i sindaci dell’Ato Me1 coinvolti nell’iniziativa di protesta. Una proposta che noi riteniamo possibile, che se immediatamente sposata dagli altri sindaci potrebbe presto  sbloccare questa situazione di emergenza”.

In cosa consiste questa nuova proposta?
“I commissari liquidatori dell’Ato Me1 dovranno accertare  per ogni comune ricadente all’interno della loro giurisdizione qual è la situazione debitoria e creditoria  e, nel caso specifico del comune di Santo Stefano è creditore per circa 1.700.000 euro nei confronti dell’Ato. In seguito si dovranno compensare i debiti e i crediti, si dovrà fare la cessione dei crediti che l’Ato dice di vantare ai singoli comuni i quali andranno a curare gli incassi.  I comuni, acquisita la cessione del credito, potranno tranquillamente scrivere in bilancio lo stesso e così potranno avanzare richiesta di anticipazione alla Regione, così come previsto dalla recente circolare num 2.  Una volta acquisita la disponibilità di accedere alle somme stabilite in bilancio da parte dei comuni che ne fanno richiesta, le somme potranno essere trasferite all’Ato con vincolo prioritario di destinazione di pagamento delle maestranze, in modo tale da poter dare ai lavoratori coinvolti una risposta immediata e risolutiva”.

Decade quindi il progetto SRR che è naufragato ancor prima di partire, in quanto sembra che il comune di Santo Stefano non abbia preso parte al primo incontro che si è tenuto?
“Noi,  insieme ad altri colleghi sindaci, abbiamo convenuto di non prendere parte a un’operazione di costituzione delle SRR che sarebbe stato un atto reputato inutile.  C’è una volontà forte da parte delle amministrazioni  di riappropriarsi della gestione di un servizio demandato a terzi, non dimenticando il fatto che questi  terzi hanno clamorosamente fallito l’obiettivo. Quindi perché mai andare a riproporre un carrozzone come sarebbe stato le  SRR?  Noi vogliamo  superare la stagione dei carrozzoni. Vogliamo un servizio di raccolta rifiuti che non vada  più a ricadere sulle tasche, già gravate da tante imposte e tasse, dei cittadini stefanesi  ma in generale dei  siciliani, per sostenere i costi eccessivi della mala politica”.

C’è quindi la possibilità di vedere consorziati i comuni del territorio?
“Prima che venisse meno il governo Lombardo, nel’ultima stagione in cui eravamo un giorno si e l’altro pure vessati da sollecitazioni prodotte dallo stesso governo  per procedere rapidamente alla costituzione delle SRR, unitamente ad altri comuni della valle dell’Halesa, avevamo prodotto un progetto alternativo di raccolta, di conferimento, di spazzamento per le nostre realtà urbane. Pensiamo che da quel progetto si possa ripartire allargandolo a quanti volessero sposarlo. Era un progetto che aveva come obiettivo studiato quello di abbattere i costi di un servizio eccessivamente oneroso, che da quando è stato trasferito dai comuni all’Ato ha visto triplicare i costi a carico dei cittadini.  Era ed è un progetto che tende ad un abbattimento consistente dei costi, che tende a  porre in essere anche una migliore qualità del servizio. Credo che da quel progetto dovremmo ripartire e credo che sull’iniziativa che a suo tempo avevamo prodotto vi sia la ferma e convinta convergenza degli altri sindaci”.

Un appello vuole fare ancora il Sindaco Francesco Re al Governatore della Sicilia Crocetta: credo che la strada tracciata da lui sia una strada giusta, gli Ato  devono chiudere e devono chiudere entro il 31 dicembre, deve finire questa esperienza fallimentare. Credo che sia giusta la strada indicata dal presidente di riassegnare il ruolo e le competenze ai comuni. Presidente è ora che dagli annunci si passi alle vie normative e legislative. Ci attendiamo che in maniera consequenziale al suo annuncio giusto e opportuno faccia seguito quanto prima da parte sua e da parte dell’Assemblea Regionale un provvedimento di legge correlato che dia gambe a quella che è stata una proposta e un’idea sacrosanta da condividere.

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