MAL D'AMORE PP

La tua opinione – Pedalare è salutare, leggere… fondamentale

Una Domenica caratterizzata da una gioiosa atmosfera, un numeroso gruppo di cittadini accomunati dal desiderio di trascorrere qualche ora in serenità, lontano da problemi e preoccupazioni,  si è riunito per una salutare pedalata. Simpatiche, originali e colorate magliette in bianco, rosso e verde recano la scritta: “Ci sono girate le ruote”, un modo leggero e ironico, per comunicare una certa forma di dissenso e disapprovazione verso alcuni provvedimenti, tra cui, l’ordinanza relativa alla rimozione forzata, con relativo sequestro di vecchie bici ritenute abbandonate.

Pedalare aiuta a sprigionare energia e grandi benefici ritrovano il corpo e la mente, in particolare, quest’ultima, liberata da affanni quotidiani, può abbandonarsi a qualche costruttiva riflessione. Piazza Matteotti ore 10.00, raduno dei partecipanti, mattinata splendida, caldo fuori stagione, una vera estate di S. Martino, saluti cordiali, scambio di  battute, foto di gruppo, e poi via “a piedi” lungo tutta l’isola pedonale.

Il viaggio in bici, inizia da piazza Garibaldi, il gruppo procede quindi, fino al Cavalcavia e qui una fermata obbligatoria, per qualche maliziosa e dissacrante foto ricordo. A proposito del CAVALCAVIA,  non desidero affatto soffermarmi sulla qualità dell’intervento e sulla possibilità di una vera  riqualificazione, anche perché, vorrei evitare pericolosi processi di strumentalizzazione, tuttavia, credo che non servano titoli e specifiche lauree, per commentare tra l’altro, la piccola sconsolata, fontanella, che così miniaturizzata non riesce a trovare la forza per essere realmente considerata una vera metafora di acqua fresca e pulita.

La pedalata intanto continua … squillo di campanelli, sotto il balcone del consigliere comunale Gaetano Sanfilippo,  nessuno inchino, solo un saluto per richiamare la sua attenzione, un piccolo gesto,  in segno di affetto ed amicizia. A dire il vero, la targa in via Nino Bixio, coperta da una nuova scritta, su un foglio traslucido, mi costringe  ad  una riflessione, ma intanto, maldestramente, vengo superata da un gruppetto di rumorose e festanti piccole bici, li seguo con lo sguardo e penso un pò intenerita, che gli adulti in genere, con benevolenza, ai bambini sono disposti a  perdonare tutto … o quasi.

Il gruppo, continua intanto il suo cammino e raggiunge  il lungomare; certo, in alcuni tratti,  la pedalata risulta particolarmente difficile ed anche pericolosa, ma seguendo la “REGOLA”, si cerca di camminare all’interno della pista ciclabile, quasi interamente ricoperta di sabbia. Devo ammettere  che in questi punti,  sarebbe  stato particolarmente utile, trovarsi in compagnia di esponenti della maggioranza,  soprattutto per poter dimostrare sul campo, le difficoltà ed anche per condividere, una volta tanto, qualche  fatica; tutto ciò, sarebbe certamente servito anche a stancarsi meno. Purtroppo nessuno di loro ha raccolto l’invito, sarà per la prossima volta.

Di sicuro, poteva essere una buona occasione per discutere le ragioni di un certo malcontento e chissà, forse si sarebbero trovate anche convincenti e persuasive risposte. L’Istituto Tecnico Merendino, carico di antichi ricordi, l’area dell’ ex  Samps, e il  palazzetto dello Sport, hanno suscitato  ancora, qualche ironico e sagace  commento. Sarebbe stato interessante raggiungere anche S. Gregorio, anche lì sarebbe stata proficua  qualche riflessione, ma l’ora già abbastanza tarda non  ha consentito questa tappa. Si  Rientra dunque a Piazza Matteotti  e si firma  una petizione  in cui viene richiesta la rettifica della ordinanza di cui si è già detto.

Con un affettuoso saluto  tra tutti i partecipanti e la promessa di incontrarsi presto,  si conclude la mattinata.  La pedalata è stata certamente una  valida opportunità per far sentire una voce, che avrebbe avuto piacere di confrontarsi con altre voci, nella convinzione che accettando passivamente qualunque decisione, si finisce per svilire qualsiasi principio di attiva partecipazione, procurando laceranti processi di deterioramento della DEMOCRAZIA. Ma al solito, gli interlocutori  risultano assenti, rimane quindi, lo spirito critico e la palese mancanza di dialogo, caratterizzata dalla ostentata negazione.

Spero che non venga ritenuto criticabile il desiderio di non adeguarsi necessariamente alla omogeneità, soprattutto quando quest’ultima, si ritiene piuttosto contestabile. Sono sinceramente convinta, che sguardo e parola producano insieme interessanti effetti, il silenzio invece, realizza solo assenza e incomunicabilità.

In una società proiettata ormai, verso ogni forma di integrazione, appare veramente anacronistico rimanere a guardare, valutando se sia il caso o meno di intervenire. In certi momenti, ho l’impressione che, questo paese somigli ad una casa piena di suppellettili e oggetti di arredamento, che servono solo a mascherare crepe e lesioni sempre più evidenti.

Una particolare e bella mattinata di festa, che sembra già lontanissima e quasi surreale. Già proprio così… ma nella vita si sa… ci sono GIORNI e… GIORNI. A questo proposito, avrei proprio desiderio di ricordare che, almeno in certe occasioni, si potrebbe evitare di fare riferimento a  scenari che prefigurano conflitti e divisione sociale e sarebbe anche eticamente più corretto ed umanamente più condivisibile evitare sprezzanti appellativi riferiti a diversi schieramenti politici,  parlando piuttosto di PERSONE che,  secondo le proprie legittime convinzioni,  cercano di esercitare il principio della cittadinanza attiva.

Questa splendida giornata  si chiude con  una serata veramente speciale:  la presentazione del libro “Mal d’amore” della giovane scrittrice Alba Caliò.  Nulla di scontato, niente di rigidamente programmato, arrivo alla Biblioteca e credo di aver sbagliato luogo, mi sembra di trovarmi in un originale loft, un incontro informale tra giovani amici, splendidi tutti quanti! Un drink, un aperitivo e il libro esposto con la sua sorprendente copertina, caratterizzata da colorati, intriganti e significativi cuoricini.

Alba, radiosa come sempre, accoglie i suoi ospiti, in un ambiente completamente trasfigurato: atmosfera familiare, il piacere di un incontro condiviso, un piacevole scambio tra amici. Nulla di noiosamente stereotipato; Alba ancora, una volta, è riuscita a sorprendermi, lo aveva già fatto, qualche tempo fa, quando aveva preparato per mio figlio, uno stravagante cuscino personalizzato di colore giallo intenso: non a caso, vi era rappresentato un enorme cavolfiore con cravattina, intento a suonare la batteria, tutto simpaticamente  completato  dall’ironica  scritta: ”The broccols band”.

Quanto mi ha fatto sorridere questa straordinaria ragazza! La scruto attentamente Domenica, maschera bene la sua emozione e con cordialità e disinvoltura, discute  intrattenendo  i suoi ospiti e affrontando i temi del suo libro. Si tratta di 4 racconti, che si leggono in un colpo solo, 4 storie amare che con leggerezza e intelligente ironia, costringono alla riflessione anche i cuori più aridi e riluttanti.

”…C’è troppo silenzio qui. Non mi piace il silenzio mi rende inquieta. Si sentono troppi rumori nel silenzio … Io ho molta paura del silenzio. Se non hai nessuno con cui parlare, la vita diventa un soliloquio. La conversazione, invece distrae …”

“Ogni mattina innaffio il mio orto. Strappo via le foglie secche, sistemo le piccole canne che sorreggono le piante e ogni tanto ci parlo…”

“Non riesco più a sentire l’odore del silenzio, forse funziona come i profumi, e una volta che ti abitui non li senti più…”

 Sono parole del racconto “Maison de fous”, sono frasi che mi stanno particolarmente a cuore, per motivi… del tutto personali. Solo qualche tempo fa, la mia casa era caratterizzata da un continuo, chiassoso, giovane vociare, tutti quanti insieme Alba, Davide, Sara, Fabrizio, Salvo, Claudia Alessio, …restavano intere serate a discutere, dibattere, argomentare, decidere, ripensare, … rullini in ordine sparso, CD, e DVD, macchina fotografica, cavalletti, e steadycam sempre pronti e poi … quanto mi faceva arrabbiare quella camera oscura sempre in agguato!

Quando ripenso a quelle sere, ho come l’impressione, di non aver saputo abbastanza apprezzare la felicità, momenti di autentica gioia, era la vita che esplodeva con tutta la sua straordinaria forza ed il suo tumultuoso vigore. Questa serata speciale mi  fa stare veramente bene,  apprezzo il libro e tutto ciò che è stato costruito intorno ad esso.

Mi piace proprio  tutto, le foto di Sara, Maria Luisa, Moreno e Alba … le grandi scritte sui muri, che riportano passi dei racconti, la scrivania per le dediche, i pensieri da spedire … Tutto mi  sembra nuovo, originale e soprattutto autentico. Vera e palpitante, soprattutto l’emozione di Alba e del prof. Cono Messina, che in modo del tutto informale, legge in compagnia dell’autrice alcune significative pagine del libro.

Tutto ciò, con sottofondo musicale, mentre lo schermo  proietta immagini e filmati realizzati da questo fantastico gruppo, che tanto mi ricorda le incredibili avventure di Dorothy e dei suoi stravaganti compagni di viaggio. Mi viene in mente infatti, uno splendido classico per ragazzi, che attraverso il racconto di un mondo magico e colorato, narra la storia di uno strampalato e formidabile gruppo, legato da profonda e sincera amicizia, pronto ad affrontare mille peripezie, per riuscire a raggiungere la terra del mitico “Mago di Oz”.

A questo punto, desidero rivolgere un affettuoso pensiero a Davide Cuscunà, sempre disponibile e pronto con caparbietà  a raggiungere gli obiettivi prefissati. Che piacere, poi rivedere  anche “Mariannina”, l’arzilla nonnina diventata  famosa  negli spot elettorali del candidato a Sindaco Renato Mangano. Incontro anche Giacomo Miracola e con sincerità mi complimento con lui, ho apprezzato particolarmente alcuni, tra gli eventi, organizzati alla Pinacoteca Comunale.

Vorrei viverla più spesso una  serata così,  ho avuto proprio l’impressione  di risentire alcune  giovani “VOCI”, così ricche e cariche di atmosfera familiare. Prima di andare via, mi accorgo che al muro, sono affisse alcune cassette per la posta; mi ritorna alla mente una frase scritta da Alba, qualche sera fa, nella sua bacheca di facebook : “Mira alla luna e se la manchi … ci sono sempre le stelle”

Per questa promettente e fresca scrittrice, tenace e volitiva e per tutti i giovani come lei, l’ augurio forte e sincero di poter realizzare ogni desiderio del cuore. Forza ragazzi, continuate con fiducia e coraggio il vostro cammino, coltivate le vostre passioni e soprattutto non mollate, lasciate sempre aperte le vostre valigie dei sogni  mettendovi in gioco senza paura.

A volte, le stelle, possono rivelarsi più ambite della stessa luna, afferratele con grinta e  determinazione, riscoprendo tutta la loro bellezza, potrete in tal modo, svelare la loro scia luminosa anche a chi non ha saputo mettersi in gioco. Il vostro coraggio e i vostri sacrifici serviranno a regalare speranza di futuro.

 

Maria Grazia Librizzi.

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