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DISSESTO. “MISURE CORRETTIVE” APPROVATE DAL CONSIGLIO COMUNALE. CINQUE CONSIGLIERI SONO CONTRARI. LE MOTIVAZIONI.

Il Consiglio Comunale ha approvato con 14 voti favorevoli, 5 contrari ed un astenuto la proposta di delibera presentata dal consigliere, Franco Cusumano, per l’avvio di un Piano di risanamento dell’Ente finalizzato ad evitare il dissesto. Ventotto misure correttive da attuare nell’immediato per salvare il Comune dal default.

La proposta ha ricevuto il parere negativo, sia sotto il profilo contabile che tecnico da parte del segretario comunale Massimo Gangemi, mentre i revisori non si sono espressi.

Dopo il dibattito della scorsa settimana, il presidente ha messo in votazione la proposta di delibera. Hanno votato a favore i consiglieri Mellina, Maisano, Capone, Doddo, Busacca, De Gaetano, Scicolone, Saraò Orazio, Bagli, Napoli Santo, Cusumano, Andaloro,De Pasquale e Pergolizzi; astenuto Antonino Napoli; contrari Gitto, Foti, Cento, Messina e Saraò Santi Michele.

“Quelle misure correttive sono assolutamente insufficienti ad evitare il dissesto del Comune di Milazzo. Per di più quella proposta di delibera contiene i pareri negativi sia sotto il profilo legale che contabile, sia degli stessi revisori dei conti che hanno rilasciato un parere che nella sostanza va considerato contrario”.

Ad affermarlo i cinque consiglieri comunali (Cento, Gitto, Saraò, Foti e Messina) che hanno inteso “per dovere di corretta informazione nei confronti dei cittadini” chiarire la ragione del loro voto contrario alla proposta di delibera presentata da un gruppo di consiglieri (primo firmatario Franco Cusumano) finalizzato ad evitare in extremis il default del Comune di Milazzo e approvata a maggioranza.

“L’ipotesi di dissesto finanziario – spiega il consigliere Filippo Cento – non è una questione di opportunità politica, ma una fattispecie disciplinata dalla legge e nello specifico dall’art. 244 del Tuel. Non bisogna però – particolare rilevante – dimenticare che il dissesto del Comune di Milazzo è stato conclamato anche dalla Corte dei Conti la quale ha invitato ufficialmente e con una procedura ad hoc, il Consiglio Comunale ad esprimersi in tal senso qualora non fossero pervenute anche in extremis delle manovre correttive degne di tal nome e quindi da essere prese in considerazione e non semplici proposte che gli stessi Revisori hanno giudicato apprezzabili nell’intento ma non valutabili in termini di impatto economico. Ecco quindi che non avrebbe avuto senso votare un provvedimento contenente misure correttive insufficienti, che a nostro avviso avrebbe solo un evidente intento dilatorio con ulteriori ripercussioni negative su una situazione particolarmente grave, anzi insostenibile”.

 

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