Archeoclub - locandina Il mistero e la fedepp

L’ARCHEOCLUB FESTEGGIA IL 25° ANNO DI ATTIVITA’

Questo pomeriggio, alle ore 18:30, presso la sala conferenze “Tano Cuva” del Centro Culturale A.Librizzi,  l’Archeoclub d’Italia, nell’ambito del 25° anno di attività dell’associazione, presenterà le sue due ultime edizioni: “IL DONO -Raccolta di documenti intorno a Maria SS. di Capo d’Orlando” – a cura della Sede Archeoclub d’Italia di Capo d’Orlando – 2a edizione aggiornata, e “Documenti sulla STORIA RELIGIOSA di Capo d’Orlando” – autori Benedetto Lupica e Antonino Culò. Relatore sarà don Pio Sirna.

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Al centro della vita religiosa e civile di Capo d’Orlando, il Santuario della Madonna sul monte custodisce la memoria e la devozione di un popolo che si radica attorno al piccolo e prodigioso simulacro di Maria SS.ma.

Secondo la tradizione esso fu recato in dono nel 1598 dal monaco S. Conone Navacita, patrono di Naso, in seguito ad alcune apparizioni che avrebbero portato nel giro di qualche anno alla costruzione del Santuario sul sito che fu già del Castello medievale, a presidio del traffico marittimo del sottostante Tirreno e a protezione del villaggio di Capo d’Orlando.

Il racconto è stato tramandato nei secoli e arricchito dalla devozione popolare, a volte finendo per mescolare storia e leggenda; e lo dimostra il fiorire di una vera e propria letteratura sul Santuario, sul simulacro e sui prodigi ad esso legato.

Tale letteratura prende probabile avvio con l’opera di Ottavio Gaetani del 1644 (Raguagli delli ritratti della Santissima Vergine Nostra Signora più celebri, che si riveriscono in varie Chiese dell’Isola di Sicilia) e prosegue nei secoli, vedendo l’impegno di storici, sacerdoti e cronisti che hanno cercato di raccontare, con ossequio devoto, la storia di un popolo legato a Maria e che ha sofferto per il furto sacrilego dell’immagine avvenuta nel 1925.

Nella lunga teoria di questi letterati si inserisce lo sforzo umile e modesto di un sacerdote nasitano, Camillo Crimi (1844-1897), che sul finire della vita scrisse su un canovaccio già noto una Storia del Santuario, pubblicata a puntate su “Il Tindari”, periodico cattolico che per alcuni anni a cavallo tra XIX e XX secolo costituì il bollettino ufficiale della diocesi di Patti.

I numeri di questo giornalino risultavano fino a poco tempo fa essere introvabili e soltanto una recente acquisizione da parte della Biblioteca del Seminario Vescovile pattese ha potuto restituire alla lettura questo testo. Per una comprensione significativa del posto occupato dal Santuario della Madonna nella storia orlandina, oltre ad alcune ipotesi sull’origine “francescana” della devozione, sono stati portati alla luce alcuni documenti inediti sulla vicenda religiosa locale tratti dall’Archivio Storico della diocesi. Anche se non numerosi essi permettono di fare chiarezza per esempio sui lavori di rifacimento che nel tempo hanno interessato il Santuario, sulle feste centenarie del 1899 che qui si svolsero, sulla costruzione della Chiesa di Porto Salvo, sul rapporto tra il clero di Naso e quello di Capo d’Orlando, sul ruolo svolto dai sacerdoti fratelli Merendino e sull’organizzazione delle attività pastorali nelle contrade.

La pubblicazione de “Il Dono” e di “Documenti sulla storia religiosa orlandina; il Santuario della Madonna e il manoscritto di Camillo Crimi” aggiungono dunque un importante tassello alla storia di Capo d’Orlando e del suo territorio, e ben si prestano ad essere piattaforma per altre auspicabili ricerche.” – Don Benedetto Lupica.

 

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