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A LIETO FINE LA LUNGA STORIA DELL’ECOGRAFO


Dopo sei lunghi anni di attesa finalmente il Consultorio Familiare di Santo Stefano di Camastra ha nuovamente un ecografo.

La storia comincia nel dicembre del 2006 quando la struttura inizia a fare i conti con la mancanza di un macchinario senza dubbio importante per alcune indagini diagnostiche. Inutili le richieste all’Azienda  Sanitaria provinciale di Messina, che non si è di certo mobilitata per la sostituzione del macchinario. Il Consultorio Familiare, diretto dal dott. Antonio Oriente e da un’equipe di specialisti qualificati , in tutti questi anni ha continuato a svolgere con professionalità e impegno il proprio lavoro, rimanendo funzionale ed efficiente per tutti i servizi che gli assistiti necessitavano. Unico inconveniente, di non poco conto, il fatto che per un’ecografia, il largo bacino di utenza che gravita attorno alla citata struttura, doveva far ricorso o al Consultorio di Acquedolci o al presidio ospedaliero di Mistretta, mettendo in conto anche,  le spesso lunghe liste di attesa. Il disaggio maggiore ovviamente per le gestanti, che necessitano  di interventi più tempestivi.

Così a partire dal 2009 alla causa del Consultorio Familiare di Santo Stefano inizia ad essere riconosciuto il giusto peso. Fu così che l’allora  consigliere comunale Fausto Pellegrino, oggi consigliere provinciale, inizia ad interessarsi al caso e con lui anche l’associazione “Andrea Finocchiaro Aprile” presieduta dalla dott.ssa Silvana Tarallo, associazione della quale lo stesso Pellegrino fa parte. Dopo una prima mobilitazione nata in seno al consiglio del comune di Santo Stefano, si richiese anche l’intervento della Procura della Repubblica di Mistretta. Inutili i continui solleciti al direttore generale dell’Asp e le promesse di una quasi immediata risoluzione del problema.

Oggi, come afferma lo stesso Pellegrino, “il profumo delle prossime elezioni” ha probabilmente risvegliato gli animi. “È scandaloso- afferma ancora il consigliere provinciale – come per avere un diritto sia stato necessario medicare come gli accattoni. Del resto l’ecografo è  uno strumento necessario se si pensa che le nostre donne erano costrette ad andare a peregrinare per la Sicilia per un diritto dovuto. Per questo oggi noi ridiamo un servizio ai nostri cittadini e alla stessa struttura”.

Soddisfatto per il risultato raggiunto anche il responsabile del Consultorio Familiare il dott. Oriente, il quale non ha mancato di evidenziare come la mancanza dell’ecografo in tutti questi anni, abbia avuto dei risvolti negativi in termini di utenza, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Il fatto che i pazienti da sempre siano stati abituati a poter contare su determinate prestazioni, dall’ecografia ginecologia a quella mammaria, ha ovviamente contribuito a far diminuire il numero di utenti che si rivolgeva alla struttura, ma l’ostacolo più grande è stato senza dubbio quello apportato alla stessa equipe medica, come sottolinea ancora il dottore Oriente, in merito alla qualità delle risposte che si riuscivano a fornire agli assistiti.

Tutto è bene quel che finisce bene! Anche se, l’apparecchiatura in questione non è nuova di zecca, ma è del 2008 e come ci spiega il medico è al limite di quelli che sono gli orientamenti dettati  dalle linee guida internazionali, il “nuovo” arrivato al Consultorio di Santo Stefano di Camastra potrà ancora svolgere il suo lavoro, dando un ottimo ausilio ai controlli ginecologici, ostetrici e non solo, in quanto indubbiamente aggiunge tanto a quella che è la diagnostica clinica.

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