BERNADETTE 02

GRASSO: “NON ABBIAMO SUBITO DANNI DALLA QUESTIONE GEMMO”


Non si è fatta attendere la risposta del Sindaco di Capri Leone, Bernadette Grasso, all’interrogazione presentata dai Consiglieri del gruppo di minoranza “Nuova Alleanza per Capri Leone”, riguardo al mancato pagamento delle bollette Gemmo.

Di seguito la risposta integrale del primo cittadino:

In merito all’Interrogazione formulata da alcuni consiglieri comunali in ordine alla pretesa formulata dalla Gemmo S.p.A. con la notifica del D.I. n. 147/2012, si fa presente quanto segue.

Prima di entrare nel merito delle questioni trattate nella citata interrogazione, è bene fare alcune precisazioni in ordine alla questione, stante che i consiglieri comunali esponenti non hanno approfondito minimamente le ragioni per le quali si è pervenuti a questo stato di cose.
Il Comune di Capri Leone al fine di pervenire ad un notevole risparmio di spesa, ha ritenuto di aderire con delibera di G.M. n. 30 dell’11.02.2009 al sistema centralizzato di acquisto di beni e di servizi per la pubblica
amministrazione, istituito dalla L. 23/12/1999 n. 488 (legge finanziaria 2000) e gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso una società concessionaria, la CONSIP s.p.a.. La scelta del contraente Gemmo S.p.A. è avvenuta attraverso una gara ad evidenza pubblica di profilo comunitario organizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso la CONSIP s.p.a., in modo da garantire un’economicità intrinseca dei beni e servizi offerti e conseguire risparmi sia diretti, ottenibili in virtù del miglior prezzo offerto dalla gara comunitaria ad evidenza pubblica, sia indiretti, consistenti nella riduzione dei costi per il potenziale contenzioso e nella riduzione dei tempi di avvio, espletamento e perfezionamento delle procedure di acquisto di beni e servizi. Il rapporto tra il Comune di Capri Leone e la Gemmo S.p.A. era regolato dalla Convenzione predisposta dalla CONSIP s.p.a. ed approvata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Orbene, nel caso in specie, la Gemmo S.p.A. non ha rispettato quelli che erano gli obblighi posti a suo carico dalla citata convenzione, sia con riferimento a tutti gli adempimenti ivi previsti, sia con riferimento al corrispettivo da applicare al servizio offerto.

Il Comune di Capri Leone, quindi, dopo l’avvio del servizio ed avere  corrisposto il corrispettivo pattuito in relazione ai punti luce presenti nel  territorio comunale, avendo riscontrato diverse irregolarità nella gestione
dello stesso e nei rapporti di dare ed avere, ha richiesto più volte un incontro per porvi rimedio, segnalando anche per iscritto e contestando i disservizi e le disfunzioni esistenti. La Gemmo S.p.A., tuttavia, ha ritenuto di non aderire alle legittime richieste formulate da questa Amministrazione, non ha mai inteso incontrarsi per risolvere le problematiche segnalate e senza alcuna remora ha preferito intraprendere la via giudiziaria, per un credito inesigibile e nella maggior parte non dovuto. È per tali motivi e per evitare un grave danno all’Ente che è stato deciso di opporre il D.I. notificato dalla Gemmo S.p.A., non senza prima avere tentato, sebbene inutilmente per la totale chiusura opposta da controparte, anche da parte del legale incaricato, la strada della definizione stragiudiziale e transattiva della controversia che riconoscesse le ragioni del Comune.

Non corrisponde al vero, quindi, che il comune di Capri Leone ha subito danni dalla questione Gemmo, semmai è vero il contrario, senza una pronta opposizione al D.I. e senza le precedenti contestazioni che erano state mosse, questo Comune sarebbe stato esposto alle illegittime richieste di pagamento della Gemmo S.p.A.. Si confida, pertanto, in una pronta soluzione giudiziaria della vicenda, che  dia conto delle ragioni e dei diritti dell’Ente, mediante la quasi integrale  riduzione delle somme ingiunte e la condanna della Gemmo S.p.A. alle spese di lite. Passando invece al dato politico è opportuno ricordare che questa Amministrazione si è contraddistinta per una filosofia gestionale improntata alla trasparenza.

Per questa ragione, nella predisposizione del documento contabile e politico del bilancio preventivo si è ipotizzata una gestione che tendenzialmente produca il pareggio di entrate ed uscite senza generare alcun debito fuori
bilancio. Oculata gestione che, invece, non si è riscontrata in gestioni amministrative precedenti a quella della sottoscritta, quando vennero artatamente introdotte voci di entrata (penso alle contravvenzioni) che al consuntivo si rivelavano inattendibili e che hanno comportato un ulteriore aggravio per l’amministrazione che è stata dunque costretta a far fronte alla situazione debitoria ereditata.

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