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LA TUA OPINIONE – “NON A GARIBALDI, MA AGLI ORLANDINI L’ONORE RESTITUITO”


La lunga vicenda legata alla  targa di Piazza “Garibaldi”, a Capo d’Orlando, sembra essere giunta alla sua definitiva conclusione. Tutto è tornato come era. La targa è stata infatti riposizionata al suo posto e la piazza è tornata a chiamarsi come alle origini. Ci scrive Pippo Giuffrè sulla questione:

Caro Direttore,

non si adonti se Le scrivo ancora,ma la notizia apparsa ieri nelle pagine provinciali della “Gazzetta del Sud” merita alcune considerazioni, soprattutto per il “cappello”: “A Garibaldi è stato restituito l’onore “. Ma stiamo scherzando? Assolvo il redattore che ha voluto fare un titolo ad effetto,ma va detto – a chiare lettere – che a Garibaldi non è stato restituito un bel niente, perché nulla Gli era stato tolto,tantomeno l’onore.

Ma da chi,poi? Da un sindaco in vena di prodezze “michelangiolesche” che si è inventata una “querelle” da solleone?

Un giochetto piuttosto bolso;poi la vasta letteratura che ne è scaturita,ha aggiunto benzina al fuoco,tant’è che si è andati oltre la personale battaglia di un sindaco attorno a giudizi storici ben consolidati e che esorbitano il suo mandato amministrativo e dunque il suo ruolo pubblico; da qui -con sua somma goduria – è andato in scena un conflitto istituzionale che ha avuto come posta in gioco l’autorità ed il prestigio dello Stato.

Ricordo con affettuosa nostalgia la figura del cav.Barbagiovanni,uno dei “soliti noti”, : certamente una “nota” persona perbene che si ribellò ad una decisione così assurda, e con lui le centinaia di cittadini che firmarono la petizione popolare, trasmessa poi al prefetto,solo ed esclusivamente per capire se in Italia e quindi a Capo d’Orlando, valeva ancora lo stato di diritto o l’accanimento pretestuoso di una singola persona contro la storia.

Questo però non è bastato. La strenua resistenza del sindaco ha portato al ricorso al TAR (che tristezza), ma anche questo non è stato sufficiente, perché si è opposto ad una sentenza passata in giudicato,attuando pretesti e cavilli privi di fondamento, giusto per una banale ripicca,con ciò offendendo anche i cittadini che hanno semplicemente invocato, ottenendola, giustizia.

Fatalmente ne è derivato un sondaggio sulle capacità di reazione delle istituzioni repubblicane a quello che poi si è configurato come un comportamento oggettivamente personalistico. Ma c’è  un giudice anche a “Capo d’Orlando” ed anche qui,da noi,valgono le leggi della Nazione e le sentenze dei Tribunali ed è stata data immediata esecuzione alla sentenza,disattendendo ogni contraria pretesa dilatoria, ad ulteriore disdoro,un funzionario del comune dovrà provvedere a far eseguire le disposizioni. Questa, sic et simpliciter (come amava definire lo stato dell’arte il buon Tullio Trifilò),i fatti.

Ma ritorniamo al “presunto” onore restituito a Garibaldi. Il nostro eroe-ne sono certo-non si è affatto incazzato; piuttosto ha sorriso,facendo le spallucce con aria di sufficienza, magari parlandone in punta di nuvola con l’amico Barbagiovanni…” Carmelo,tutto il mondo mi onora: vuoi che mi preoccupi per quel che accade in quel puntino, laggiù, che manco si vede?… Carmelo, però, gli ha spiegato che Lui era un falso pretesto,non era in discussione Lui insomma,ma il diritto,la storia,l’onore questo sì,ma dei tanti cittadini,anche di quelli che non hanno firmato la petizione,ma che tacitamente concordavano con i “soliti noti”, perché quello era un sopruso bello e buono. Ed i cittadini avevano ed hanno ottenuto ragione. Ed il sindaco,se davvero è di tutti – com’è solito affermare-accetti sportivamente il risultato,sorrida e ringrazi anche, perché gli è stato evitato di commettere un errore. E faccia il sindaco, occupandosi di ciò che attiene strettamente il suo mandato.. e c’è tanto di cui occuparsi…

In quanto a Garibaldi..lasci perdere..è pura fallacia ed ormai è solo..noia…

 

Pippo Giuffrè

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