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LA TUA OPINIONE – “RIFLESSIONI PARALLELE” DI MARIA GRAZIA LIBRIZZI

Colorati cavalletti sono pronti ad ospitare le splendide, antiche immagini di Capo d’Orlando mentre ”attempati ragazzi” affaccendati e trafelati, completano le ultime operazioni di rito, sono stanchi ma contenti, entusiasmo trapela dai loro occhi, da molto tempo ormai lavorano ,cercando di attivare nuovi processi di riflessione e con propositiva mentalità e determinata volontà, tentano di indirizzare la Comunità verso nuovi e più adeguati modelli di sviluppo, basati soprattutto sulla valorizzazione delle risorse esistenti. Tra loro ormai, una consolidata amicizia, un sentimento sincero che di certo, non potrà essere scalfito da volgari e quotidiane miserie, uno “scambio” reciproco di stima e affetto. Qualcosa che è nato iniziando un percorso caratterizzato dalla ricerca e dalla possibilità di raggiungere obiettivi comuni, tutto ciò, nel completo rispetto della molteplicità di opinioni.
Grandi immagini storiche narrano, raccontano e in alcuni casi, permettono il riaffiorare di bellissimi ricordi. Un tempo antico, un bel tempo, per tante ovvie ragioni! Quanto è importante la fotografia! Un potente mezzo artistico-espressivo, che non lascia margine di dubbio e allo stesso tempo, segna tracce destinate a raccontare e a ripercorrere la storia. Cartoline illustrate con maliziosi falsi francobolli, sono il frutto di un originale progetto, che intende proseguire con l’importante aiuto e con il sostegno della COMUNITA’.

L’iniziativa finalizzata alla sensibilizzazione, attraverso il principio della cittadinanza attiva, intende promuovere importanti momenti di crescita, aprendo nuovi scenari più adeguatamente rispettosi del concetto di coesione sociale. Si intendono quindi introdurre, nuove filosofie di vita comunitaria, legate al concetto del “poter aspirare a…”accrescendo in tal modo speranza e aspettative, senza scadere nella triste logica del compromesso o peggio, del ricatto. In questo difficile tempo, sembra sempre più utile ricordare che il lavoro è un diritto è che mai nessuno, può pensare di utilizzarlo come strumento di potere. In difesa di tale sacrosanto principio, ogni cittadino deve pretendere legalità e trasparenza, operando scelte responsabili e consapevoli e sentendosi sempre direttamente coinvolto, deve essere pronto a intervenire in difesa di irrinunciabili principi DEMOCRATICI. Tutto ciò per il recupero di una dimensione umana, che rimane sempre e comunque l’elemento fondante di ogni aspettativa di vita.
Le due giornate organizzate dall’Associazione Paese Parallelo, intendono essere l’inizio di un percorso, che proseguirà nell’intento di riscoprire spazi, angoli, contrade e piazze di questo paese che, dimenticate o del tutto sottovalutate, appaiono svuotate della loro memoria e vivono un ingiustificato declino, non riuscendo a riappropriarsi di ciò che, per negligenza ed incuria è stato loro sottratto. Questi luoghi pretendono cura ed attenzione e vogliono tornare a vivere, perché sono parte integrante di ciascuna identità individuale e collettiva.

Ricordando il libro di S. Settis: “Paesaggio, Costituzione, cemento”, l’Associazione Paese Parallelo, intende richiamare l’attenzione tra l’altro, sui temi relativi alla difesa del territorio, attraverso una diffusa azione popolare, considerata la vera “chiave del futuro”. Sulla base di questi principi, si sono quindi organizzate due giornate che hanno scelto come luogo privilegiato la storica piazza quadrata “Lauria”, oggi ribattezzata, “Blasco d’ Alagona”. Qui, si sono incontrati i cittadini, ed hanno avuto l’opportunità di visionare l’eccezionale mostra di riproduzioni di fotografie d’Epoca, minuziosamente curata dall’arch. Giuseppe Librizzi.
Si è respirata in queste sere, una diversa atmosfera e lo spazio ammantato di nuova, se pur “temporanea” dignità, ha saputo trasmettere emozioni, rivestendo un nuovo illuminante ruolo, esso adeguatamente sistemato, ha saputo svelare gli aspetti più profondi della sua anima. Le antiche foto riprodotte, hanno consentito agli spettatori un viaggio a ritroso nel tempo, la loro intensità e il loro messaggio, sono apparsi carichi di significati profondi; con tanto lavoro e poco spreco, le screpolate quinte degli edifici, sono apparse cariche di nuova e ritrovata dignità; il tempo sembra quasi essersi fermato e quell’antico balcone della foto, è riuscito ancora a trasmettermi, le stesse deboli palpitazioni di bimba, preoccupata che molta ansia potesse nuocere ad un cuore tanto amato.

E’ stato bello in questo scenario, ascoltare le parole rivelatrici di Antonio Mazzeo scrittore, giornalista, attivista ambientalista e pacifista, intervistato con spontanea abilità dal consigliere comunale Alessio Micale. Antonio Mazzeo da molti anni si batte sui temi della pace e dei diritti umani e le sue indagini sulla criminalità mafiosa, sono caratterizzate da rigorosa documentazione, finalizzata all’esigenza di verità. Inducono ad amare riflessioni le parole del giornalista e la sua testimonianza, dimostra come l’esperienza di “uno” possa essere esempio educativo per “molti”. Anche lui come Matteo Collura, parla della Sicilia e della sua mancata possibilità di sviluppo e poi affonda la lama, raccontando di una terra amata ma resa sempre più aggressiva, da un profondo processo di militarizzazione: ”Territorio di frontiera e di conquista, laboratorio di spregiudicate alleanze politiche e strategiche”.
Parla del territorio deturpato da disordinati e inopportuni interventi urbanistici Antonio Mazzeo e si sofferma sul problema relativo alla “professione di giornalista” e alla difficoltà legata alla libertà di espressione. Afferma che, per tranquillità, è preferibile assicurarsi un lavoro e scrivere poi la verità per divertimento e per servizio d’informazione nei confronti della collettività. Parla quindi dell’uso disinvolto delle querele che prevedono l’utilizzo dei fondi pubblici e si sofferma su “L’ECOMUOSTRO” di Niscemi e della vergognosa storia dell’aereoporto di Comiso, racconta quindi, di illecite vicende legate alle speculazioni immobiliari e invita gli spettatori a riflettere sul concetto di “anticorpi”, come elementi necessari per il recupero della coscienza civile.

Una serata fruttuosa, dedicata a fatti e circostanze che risultano irritanti, per ogni uomo che intenda esercitare pienamente il principio di “cittadinanza attiva”. Nella mia vita, sono stata una figlia obbediente, mi considero una docente che lavora con entusiasmo e passione nel completo rispetto dei ruoli, ma non intendo più obbedire a regole imposte, che considero errate. Non mi bastano più le promesse di futuro, sono ormai abbastanza adulta e non vado cercando illusioni, pretendo piuttosto certezze e verità; di sicuro sarebbe molto più semplice, imparare a fare il bagno all’asciutto e non ci sarebbe alcun rischio di essere esposti alla. critica e alla derisione, ma credere in “certi “ valori significa anche saperli difendere.
Si è conclusa così la serata di Sabato, uniti da esperienza collettiva, i partecipanti hanno condiviso e percorso una strada; solo un primo piccolo tassello di un grande mosaico, che prevede la riappropriazione di ogni angolo di questo paese, perché quando si sa ascoltare, si riesce a percepire che i luoghi parlano, narrano e raccontano, soprattutto quando hanno molta storia da tramandare.

Domenica un gruppo di “Volenterosi” guidato da Carlos Vinci ha percorso il “SENTIERO GOLETTA” e sfidando il caldo afoso, ha cercato di capire perché questo luogo bellissimo non riesce a farsi rispettare come dovrebbe.
E’ arrivato presto il pomeriggio, c’è stato da lavorare, risistemare le sedie al loro posto, portare le lampade, piazzare i fari, accendere le candele, ricreare l’atmosfera … E’iniziato quindi il momento della partecipazione collettiva attraverso: “Come la penso la dico”, che per la verità, grazie alla creazione del sito on line, 98zero.com, gestito con competente professionalità, già da diverso tempo, permette ai cittadini di esprimere liberamente, ma nel completo rispetto delle regole, “La propria opinione”.

E’ stato il momento degli interventi programmati, che hanno dato voce al malcontento e alla insoddisfazione, interventi competenti, documentati e supportati da riflessioni per aprire, un dibattito volto a chiedere che la ratifica popolare, sia ottenuta attraverso l’esercizio razionale della parola, proprio come nelle antiche DEMOCRAZIE. Mi sarei aspettata qualche “PRESENZA” e per la verità, anche qualche risposta, qualche argomentazione, invece nulla o quasi .., reputo comunque fallito, il tentativo strategico di far cadere tutto nel vuoto.
Gli interventi invece, hanno lasciato segni e tracce e ancora una volta, sono stati occasione per riflettere. Documentato e rigoroso come sempre, l’intervento di Enzo Bontempo, ambientalista attivista, da anni conduce battaglie trovandosi sempre in prima linea; Bontempo, ha affrontato tra l’altro, il tema riguardante l’abusivismo edilizio e le conseguenti devastanti ripercussioni dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ha parlato quindi, del territorio deturpato da scomposti complessi abitativi. Chi avesse curiosità di leggere il testo integrale può trovarlo sul suo profilo di facebook.

Incisivo come sempre, l’intervento di Francesco Lenzo, la sua passione per lo sport trapela da ogni sua parola, da anni esercita un ruolo attivo e chiede a gran voce una diversa cultura dello sport, secondo principi di giustizia ed equità. Lenzo ha saputo donare alla comunità, diversa parte del suo tempo ed inoltre adoro la sua penna e spero che continui per molto tempo, a regalarci la sua graffiante ed efficace satira.
Ha parlato della riscoperta del luogo da vivere l’Arch. Giusy Cavolo, dell’esigenza di benessere emotivo, legata alla riscoperta di interventi qualificati e a “Misura d’uomo”; ha chiesto più qualità nello stile di vita e una forma di attenzione, che si preoccupi di fornire servizi in base alle reali esigenze del paese.
Ha presentato il sito “la tua voce.net” il consigliere comunale Giuseppe Trusso, con la sua consueta, amabile e accattivante simpatia ed ha spiegato come risulti, tra l’altro, puntualmente documentata tutta l’azione oppositiva effettuata. Un bel lavoro svolto fin qui, un esercizio di coerenza e di onestà intellettuale.

Tutte le opinioni si sono caratterizzate, per la loro lucida visione riguardo ai servizi e alle possibilità di futuro per questo paese; così è stato per gli interventi di Salvatore Santoro, Daniele Collovà, Giuseppe Velardi, Sebastiano Giuffrida, Antonio Puglisi e Alessandro Nespola.
Vorrei a questo punto fare riferimento all’intervento dell’Arch. Franco Spaticchia; la lettura del quadro: “l’ atelier del Pittorel” di G. Coubert mi è sembrata una vera e propria sapiente metafora di questo tempo, ho trovato particolarmente intelligente la scelta dell’opera. Il mondo che si fa dipingere per rappresentare tutti gli ideali artistci e “UMANI”. La verità nuda, collocata al centro dell’opera, tra gli emarginati, gli sfruttati e gli ”altri”, quelli che vivono della morte altrui da una parte, gli appassionati e la gente che vive la vita dall’altra. La gente appunto, aiuta e sostiene e si rende partecipe dell’azione.

A proposito di questo, vorrei ricordare alla comunità che con un piccolo contributo e anche con il semplice acquisto delle splendide cartoline, può contribuire a sostenere l’Associazione Paese Parallelo in tutte le sue iniziative. L’Arch. Spaticchia ha ricordato infine, la figura di Tano Cuva e la sua geniale intuizione riguardante la famosa “officina degli artisti”. Ho ripensato alle mie usurate scarpette rosa, non sono certamente simbolo di frustrazione, ma piuttosto mi aiutano a ricordare quando proprio Tano Cuva, quotidianamente, con pazienza e disponibilità accompagnava un gruppo di bambine al teatro Greco di Tindari, quale splendida opportunità per quei tempi: eravamo i “chiavistelli” e si lavorava con GIUSTINO DURANO. Con me tra le altre, c’era l’insostituibile amica del cuore e c’era anche Marilù Morreale, una splendida voce, che è stata presente nel coro di Nora Orlandi; in passato è stato un vero piacere vederla ripetutamente al festival di Sanremo. Per Marilù, che da qualche tempo è tornata a vivere a Capo d’Orlando, mi pare, se non sbaglio, non ci siano mai stati riconoscimenti di merito.

La serata di Domenica, si è conclusa con la proiezione del corto di Francesco Lama: “Un affettuoso ricordo”, l’avevamo già assaporato durante l’estate appena trascorsa, in occasione dell’interessante evento “L’Alchimista film fest”, ma non ci stancheremmo mai di rivederlo per le sue immagini e per la poesia che riesce a trasmettere. Una bella Capo d’Orlando, proiettata nel futuro ripenso ai miei occhi curiosi ,mentre una splendida coppia di innamorati artisti, volteggiava sui pattini facendo sognare tutti ad occhi aperti. Il corto restituisce le immagini di persone care, protagoniste della storia di questo paese, tra gli altri “Basilazzu”, così lo chiamava affettuosamente mia madre, ricordando i vecchi tempi di scuola. Basilio Lipari è stato sempre in uno schieramento politico diverso da quello di mio padre, ma fuori dal “palazzo”, spesso con cordialità ed affetto si sono trascorse insieme memorabili serate di Carnevale al circolo “Aurora” e indimenticabili serate alla “Tartaruga” e al “Capriccio “.

Si sono concluse così le due serate di Paese Parallelo, ma l’itinerario continuerà e come nel ”gioco dell’oca” con paziente entusiasmo si segneranno tappe e percorsi che si prefiggono importanti traguardi.
Ogni cosa ha bisogno del suo tempo, il caldo torrido e afoso dei giorni scorsi ha reso l’aria quasi irrespirabile ed ha comportato gravi danni, con la necessità e l’urgenza di un lungo e laborioso lavoro “UMANO”. Si è molto desiderata una pioggia sottile e leggera, che cadendo silenziosamente, e penetrando nel terreno potesse lasciare l’aria fresca, pulita e completamente rigenerata. La storia insegna, che nessuna fortezza possa mai considerarsi veramente inespugnabile, l’interesse si cattura e l’indifferenza si sconfigge, soprattutto quando la vita è coerente testimonianza.
Dedico queste mie riflessioni alla mia Comunità, invitandola a saper essere più generosa e più disponibile ad apprezzare il MERITO altrui, credo che in questo paese in diversi campi ci siano artisti più o meno giovani che avrebbero bisogno di essere maggiormente considerati e valorizzati e non posso fare a meno di ricordare in mezzo a molti altri la bravura di Alessio Buscemi; le sue emozionanti “cover” avrebbero bisogno molto più di qualche chiamata “last minute”, per rivestire di prestigio manifestazioni di piazza.

Spero di non aver stancato quanti hanno avuto la pazienza di leggere, ma non posso ancora concludere senza aver prima ringraziato tutti coloro che hanno affettuosamente partecipato e in particolare l’Arch. Pippo Librizzi per il suo entusiasmo, per la sua instancabile energia e soprattutto per il suo lavoro; riservo inoltre, spero senza creare scalpore, un sincero GRAZIE alla famiglia Giuffrè, importante realtà IMPRENDITORIALE, che con sensibilità e lungimirante intelligenza, appoggia e sostiene liberamente ogni iniziativa in cui crede.

Maria Grazia Librizzi

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