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PROROGATA LA MOSTRA “IL GIOCO DELLE LENTI. CASIMIRO PICCOLO”

Grande successo di pubblico quello ottenuto dalla mostra “Il gioco delle lenti. Casimiro Piccolo”, allestita nella casa-museo di Villa Piccolo ed inserita nel ciclo “Le porte del Sacro/Identità in cammino”, rassegna ideata dal giornalista Alberto Samonà nell’ambito del “Circuito del Mito” dell’assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana.

Sono, infatti, oltre duemila i visitatori che dall’inaugurazione, avvenuta lo scorso 4 agosto, hanno visitato la mostra, della quale Salvatore Savoia è il curatore scientifico e Antonio Di Lorenzo il curatore del progetto espositivo. Per queste ragioni si è deciso di prorogare la chiusura a data da destinarsi: una decisione, presa anche per permettere alle scolaresche di prenotare visite guidate nella casa-museo e scoprire, così, l’universo affascinante di Casimiro Piccolo.

L’esposizione, promossa dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, presieduta da Carmelo Romeo, è dedicata a Casimiro Piccolo, Barone di Calanovella, nato a Palermo nel 1894 e morto a Capo d’Orlando nel 1970. Un uomo speciale, un personaggio di raffinata curiosità intellettuale, un artista fuori dai canoni.  A lui si deve l’istituzione della Fondazione Famiglia Piccolo che ha permesso e permette a tutt’oggi la conoscenza e la diffusione di un patrimonio di rara bellezza e di assoluta originalità.

Un itinerario, quello creato a Villa Piccolo, che permette di scoprire la vita, l’arte e il mondo di uno straordinario  personaggio. Casimiro il pittore, il fotografo, il mago guida i visitatori nella sua casa, nel suo mondo onirico e nel bosco della Villa di famiglia, ma anche nei volti e nelle azioni di una Sicilia profonda ormai scomparsa.

“Il gioco delle lenti. Casimiro Piccolo” consente al visitatore di entrare in questo universo ancora poco conosciuto. La sua stanza da letto fin qui inesplorata svela l’itinerario del barone gentile, che accompagna i visitatori in un viaggio virtuale alla scoperta dei luoghi della quotidianità.

Sarà Casimiro ad accompagnare i suoi ospiti a conoscere i suoi segreti: ecco le foto di gioventù, le macchine fotografiche, i suoi libri e le sue collezioni di riviste esoteriche. In mostra gli scatti di Casimiro Piccolo, che ne svelano la geniale maestria artistica, ma anche i magici acquerelli che ritraggono gli abitanti del bosco e foto private di famiglia, che rivelano il carattere gentile e la curiosità di un personaggio ancora tutto da scoprire.

Il tutto, mostrato attraverso una scelta multimediale che permette al visitatore di entrare a contatto diretto con la realtà di questo straordinario personaggio: e così, tra proiezioni di centinaia di immagini, “stanze parlanti”, con le voci degli attori Salvo Dolce e Giovanna Volpe e suggestivi effetti luminosi che danno il senso della penombra e dello sconosciuto, si tenta di entrare in questa storia singolare, nel groviglio barocco a più voci in cui si articola, tra i corridoi di struggente poesia che solo la Sicilia talora sa concedere: una storia di pazzi, come talora accade in Sicilia, una storia fuori dal tempo, come le favole ed i sogni.

L’esposizione comprende, fra l’altro, fotografie che danno la misura del genio creativo di Casimiro Piccolo, consacrandolo quale artista a tutto tondo, in grado di immortalare frammenti di vita di una Sicilia oramai perduta, espressioni senza tempo di uomini e donne di un’altra epoca e, al contempo, ritraendo anche gli effetti della modernità e le possibilità insite nella tecnologia. La macchina fotografica di Casimiro cattura questi mondi apparentemente contrapposti, mentre i suoi dipinti ne ritraggono il lato fantastico, nascosto, esoterico.

La storia di Casimiro narrata attraverso la mostra è quella di un gruppo di persone che giocarono con la vita per esorcizzare la morte. Ed è la storia di una casa, Villa Piccolo appunto, nella quale molte paure si stemperarono dentro rifugi privatissimi, in una sorta di isola atemporale. Ed è proprio la casa ad essere al centro della mostra, in cui la quotidianità diviene occasione per esprimere il genio creativo di un grande fotografo e di un uomo singolare. Una storia, quella di Casimiro e dei suoi fratelli, Agata Giovanna e il poeta Lucio Piccolo, fatta di continui rimandi, di rinvii a memorie perdute, di infiniti misteri e di privatissimi pudori; una vicenda che non può né deve essere “del tempo”, di un tempo preciso comunque, così come quei giochi a nascondere dell’infanzia che ci portiamo addosso per tutta la vita, probabilmente con la consapevolezza che la verità è il mistero, o viceversa.

Di questa singolare avventura umana, la mostra desidera essere un racconto sincero ed una testimonianza affettuosa, nella quale ci si affida al gioco delle lenti, come elemento e metafora per entrare in comunicazione con un pianeta sconosciuto. Esaltare, o semplicemente ricordare un artista o un uomo di scienze è facile: parlano per lui le opere o semplicemente il libro dei disegni che ne raccontano la vita. Nel caso di Casimiro Piccolo il tentativo è di farci trascinare nel sogno, come nei migliori film di Fellini, indossando con lui, così come oggi si fa con le proiezioni in 3D, le lenti che trasformano il mondo in un giocattolo.

La mostra è arricchita da un catalogo, pubblicato da Bonanno Editore, con testi critici, fra gli altri, di Gioacchino Lanza Tomasi, Carmelo Romeo, Alberto Samonà, Salvatore Savoia e Natale Tedesco

Questi gli orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,00 (ultimo ingresso alle 12,30) e dalle 16,30 alle 18,30. Il sabato la mostra è aperta di mattina. L’ingresso alla mostra è libero con il biglietto ordinario del Museo (4 euro). Per prenotazioni e informazioni: info@fondazionepiccolo.it, oppure 0941-957029.

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