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NESSUNA TREGUA PER I NEBRODI IN QUESTO WEEK END DI FUOCO


Continua ancora a bruciare il territorio in provincia di Messina. La corsa devastante  del fuoco, che oramai da mercoledì tortura il territorio, non sembra si voglia arrestare. Da 5 giorni focolai continuano a bruciare nel già oppresso territorio di Tusa, dove oramai tutto è cenere. Il rogo, divampato sulle montagne di contrada Milianni si è presto dilagato in tutto il territorio. In questi giorni l’intera valle dell’Halaesa ha tenuto con il fiato sospeso cittadini, forze dell’ordine e soccorritori. Oltre ai gravi danni causati ad allevatori ed agricoltori, la furia del fuoco ha rischiato di danneggiare anche gli scavi archeologici di Halaesa. Nella giornata di sabato la preoccupazione principale si è concentrata nel piccolo centro di Castel di Tusa, dove le fiamme sembra abbiano accerchiato il paese, provocando l’allerta del sindaco Angelo Tudisca, che in un appello ha invitato i concittadini a non allontanarsi dalla zona, perché in qualsiasi momento si poteva avere bisogno di tutti. Sul posto, oltre a Vigili del Fuoco, Guardia Forestale e tutti i soccorritori che oramai da giorni lottano contro questo mostro di devastazione, anche la Croce Rossa Italiana, allertata nelle zone maggiormente a rischio.

Sempre nel pomeriggio di sabato l’allerta si è postata su un altro versante, ovvero sul confine tra Tusa e Pettineo, zona questa ricca di coltivazioni di uliveto. Tragica la sorte di diversi capi di bestiame che molti allevatori non sono riusciti a mettere in salvo, e per qualche ora anche la  statale 176 Castel di Lucio- Pettineo è stata bloccata al transito per precauzione. Duramente colpito il comune di Pettineo, dove ieri sera il suono delle campane ha allertato tutti i cittadini per invitarli ad evacuare l’intero paese, oramai accerchiato dalle fiamme. Attimi di panico, di disperazione e di immensa tristezza per un paesaggio avvolto da fiamme altissime e da fumo e cenere in ogni dove. Uno scenario terribile e angosciante come si può notare dalle foto che in queste ore impazzano su internet.

L’emergenza incendi non ha risparmiato neanche il comune di Santo Stefano di Camastra, dove durante tutta la settimana sono stati  diversi gli interventi dei Vigili del Fuoco per vari focolai, fortunatamente subito domati. Il più preoccupante quello che ha colpito la zona della sottostazione ferroviaria, che ha destato maggiori preoccupazioni a causa della presenza, in suddetta zona, di una centrale elettrica. Fortunatamente, a parte la breve mancanza di erogazione di energia, la situazione è stata tenuta sotto controllo e l’emergenza è quasi subito rientrata.

E mentre la rabbia dei cittadini  è comprensibilmente implacabile in un territorio letteralmente messo in ginocchio, martoriato e privato delle sue ricchezze naturali, giunge la notizia che il G.I.P. di Mistretta non ha convalidato gli arresti degli indagati effettuati dai carabinieri di Castel di Lucio e Mistretta nella notte di venerdì, e che la loro situazione è stata pattuita con l’obbligo di firma.

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