“CHIEDIAMO IL RISARCIMENTO ALL’ANAS”

Il prossimo 8 Ottobre inizierà innanzi al  Tribunale di Patti avrà inizio il processo a carico della 28 persone, tra cui i sindaci allora in carica di Gioiosa Marea, Ignazio Spanò, Capo D’Orlando, Enzo Sindoni e Ficarra, Basilio Ridolfo, nonché 25 persone di Gioiosa Marea che hanno proposto opposizione verso il decreto del  GIP di Patti che  li aveva condannati per interruzione di pubblico servizio per l’occupazione della ferrovia durante la  manifestazione del 24/11/2009,  indetta per protestare contro la  mancata riapertura dalle S.S. 113 interrotta  dalle frane verificatesi a Capo Schino.

Nella difesa degli imputati, come si era già deciso dopo la notifica del decreto, saranno impegnati tutti gli avvocati di Gioiosa Marea ed alcuni di altri comuni che presteranno la loro opera gratuitamente. Inoltre tutta la comunità si sta mobilitando a sostegno delle loro  ragioni,  per testimoniare le propria solidarietà e fare quanto possibile in loro difesa.

Così, dopo diversi incontri avuti con gli interessati che hanno condiviso l’iniziativa,  l’Avvocato gioiosano ma pirainese di nascita, Vincenzo Amato, ha elaborato un documento che funga da sostegno e solidarietà. Il documento potrà essere sottoscritto da tutti coloro i quali hanno partecipato alla manifestazione, a prescindere se abbiano o meno partecipato all’ occupazione dei binari, nonché da coloro i quali non vi hanno partecipato e tuttavia ne hanno condiviso lo spirito e la finalità.

“Si tratta di un modo concreto e tangibile di esprimere solidarietà alle persone coinvolte nel processo e non lasciarle sole e far sentire loro  che tutti gli abitanti dei territori interessati ed anche di altri territori,  sono vicini e sostengono le loro ragioni- dice l’Avvocato Amato- questo darà forza alla battaglia legale per contrastare un imputazione che appare ingiusta e priva di senso. Invito tutti, pertanto- continua Vincenzo Amato- a farsi parte attiva, divulgare i moduli, sensibilizzare le persone a  sottoscrivere, in quanto, se saranno raccolte  migliaia di firme, sarà offerto un validissimo strumento di supporto per affermare che si è trattato di una mobilitazione di tutta la società per rivendicare i propri diritti fondamentali e pertanto non si tratta di comportamento sanzionabile, tenuto anche conto che per un’azione che ha visto coinvolte migliaia di persone non possono pagare solo in  28”.

Ma il legale gioiosano non si ferma qui.

“Il problema della precarietà dalla S.S. 113- continua l’Avvocato Amato- è drammaticamente attuale e la chiusura di questi giorni  lo testimonia. Non possiamo restare inerti ed aspettare che gli eventi ci travolgano, oppure esercitarci nell’arte dello sterile lamento. Dobbiamo riappropriarci di quel moto corale che ha portato alla mobilitazione di tre anni fa. Far sentire la tensione dell’intera comunità  ed il fiato sul collo agli organismi preposti per tentare di far risolvere il problema della precarietà dei collegamenti  una volta per tutte. Io propongo di partire con una gigantesca azione risarcitoria nei confronti dell’ANAS- afferma speranzoso Vincenzo Amato- ogni cittadino, titolari di imprese, cittadini che lavorano a Patti, ecc e che quindi hanno subito danni e disagi particolari, potranno inviare una lettera all’ANAS. Vedersi arrivare miglia di richieste di risarcimento con la possibilità di dover pagare milioni di euro di danni, penso che indurrà i soggetti preposti a porre la massima attenzione a tutti le esigenze della nostra comunità. Ma io dico di più. Assieme alla lettera, sottoscriviamo un documento pubblico nel quale dichiariamo che siamo disponibili a rinunciare al risarcimento se saranno avviate e completate  in tempi rapidi le procedure per la realizzazione dello svincolo. Sono convinto che potrebbe essere un argomento molto convincente e che potrebbe dare un supporto decisivo per la risoluzione del problema”.

Soluzioni immediate, dunque, e metodi per far valere i propri diritti. Ecco quello che propone l’Avvocato Amato insieme a  tutti gli avvocati gioiosani  che hanno manifestato la loro disponibilità ad assistere tutti quei cittadini che lo vorranno. In una Gioiosa Marea delusa dalla poca attenzione delle istituzioni nazionali e degli enti preposti, l’unione collettiva appare come l’unica via di fuga da seguire.

 

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