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MILONE SI DICE SODDISFATTO DELL’ESTATE MA “BISOGNA STRINGERE LA CINTA”


L’estate si è ufficialmente conclusa, anche se dopo qualche giorno di maltempo, il sole è tornato a splendere sulle coste orlandine come fossero i primi giorni di giugno. Le serate danzanti, il piano bar, la corrida e le sagre, sono state le protagoniste low cost di quest’estate orlandina, ma non sono mancati neanche i grossi eventi come l’ormai abituale due giorni di radio105 in diretta dalla spiaggia ed i suoi concerti. A termine, dunque, di questa calda estate, siamo andati ad intervistare l’Assessore al Turismo, Rosario Milone, per avere da lui un resoconto su quanto fatto e qualche anteprima sugli eventi in programma per la stagione invernale.

Per cominciare facciamo un bilancio di fine estate. Soddisfatto?

Decisamente soddisfatto. Ma una cosa importante da dire è che per me l’estate è cominciata a maggio. Abbiamo cercato di anticipare l’estate vera e propria, anche perché le temperature ce lo permettono, con Little Sicily, e penso che abbiamo avuto un grande successo. Poi a giugno, abbiamo fatto grosse manifestazioni sportive, per le quali approfitteremo adesso anche di settembre.

Che dire.. massima soddisfazione, perché in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando e in cui tutti gli altri paesi sono rimasti fermi, il Comune di Capo d’Orlando ha dato spazio alle contrade, ha fatto in modo che tutti gli orlandini potessero essere protagonisti degli eventi. Abbiamo ottenuto dei grandi successi, ad esempio col liscio al Castello Bastione, il Parco Suburbano di Scafa.. sono location belle che il nostro paese possiede, che tante persone non conoscevano e che adesso hanno scoperto. Non dimentichiamo che questi sono stati eventi gratuiti dei quali la gente ha potuto usufruire senza spendere assolutamente nulla. 105.. un successo anche questo. Vedere la spiaggia piena per quattro giorni, il grande concerto di Emis Killah, che oggi sta superando Fabri Fibbra.. sono grandi obbiettivi per il paese perché riempiono le piazze e fanno girare l’economia. E’ stata la mia politica, quella di mettere da parte i grandi concerti, sia perché non è il caso di spendere cifre esorbitanti, sia perché il concerto o la serata non è sicuramente traino per il turismo. Noi abbiamo messo in risalto il paese girando per le contrade e facendo conoscere alla gente luoghi bellissimi ma poco sfruttati. La gente ha voglia di scendere in piazza, spendere poco e divertirsi. Questo era uno degli obiettivi di questa estate e credo che sia stato raggiunto.

 Quest’anno, come già annunciato, le manifestazioni in programma nel cartellone estivo sono state un po’ “sottotono”, rispetto agli anni passati, perché si è sentito il bisogno di fare un po’ d’economia sulle spese. Sagre, piano bar e corrida low cost, poi 105 e i due concerti.. si è poi risparmiato effettivamente?

Se pensi che è una manifestazione che costerà meno di 15.000 € perché non vogliono soldi, ma hanno chiesto solo un contributo ed il pernottamento gratuito per tutto lo staff. Loro girano per l’Italia e noi siamo fieri di esser stati scelti per essere tra le dieci tappe del tour. Questo è già importante. Se poi si pensa che per fare la pubblicità per un mese su 105 non bastano 60.000 €, noi per 40 giorni abbiamo avuto la pubblicità sulla radio perché nel pubblicizzare il tour erano menzionate anche le varie tappe. E’ la pubblicità, facciamo parlare del nostro paese, e con 105 ci riesci. Con le dirette alla mattina e al pomeriggio dalla spiaggia, la gente che ascolta la radio in ogni parte d’Italia, sente la diretta da Capo d’Orlando e sa che clima c’è. In questo momento è inutile cercare di portare gente a Capo d’Orlando, c’è la crisi, la gente non si muove perché non ha soldi per andare a fare le vacanze, purtroppo. Abbiamo dati nazionali e regionali che riportano questo calo, ma fortunatamente Capo d’Orlando non si è abbassato così tanto.

 Non abbiamo ancora i dati turistici di agosto, ma sappiamo che almeno per quanto riguarda luglio c’è stato un calo del 10% rispetto all’anno passato sia negli arrivi che nelle presenze. Dopo l’esaltazione per i risultati registrati nel mese di giugno si è tornati con i piedi per terra. Anche se, a dire il vero, visto il calo dell’affluenza turistica nelle altre località siciliane, anche più note di Capo d’Orlando, il paese si è mantenuto, limitando il calo fatto registrare in maniera più consistente altrove. Ma rimane una magra consolazione visto il periodo di crisi. Cosa ne pensi?

 Se pensi al nostro 10% rapportato alla Sardegna che ha avuto un calo del 44%, siamo stati bravi. Ogni tanto qualcuno si lamenta perché a Capo d’Orlando c’è poca gente, ma non è che a Brolo, a Sant’Agata, a Patti o a Barcellona ce ne sia di più. Si è fermato tutto, la gente non ha soldi in tasca. L’Ente pubblico non da soldi, le banche non danno soldi, la gente come può andare in vacanza..

Non dimenticare che noi stiamo crescendo tanto anche nelle manifestazioni, il clou, che è poi la manifestazione per cui abbiamo speso di più è il Festival Blues, che per quanto ridotto il loro budget, abbiamo allungato le giornate. Insieme a Nino Letizia abbiamo programmato 4 giorni, l’abbiamo fatto girare per il paese. L’obbiettivo anche qui era quello di far conoscere e rivalutare molte zone del nostro paese. Per me vedere la piazza piena è il massimo, è inutile sottolineare che magari non si è incassato o la gente non si è fermata a pernottare. Intanto cerchiamo di portarla la gente, magari oggi vengono per un giorno, ma se gli piace ci tornano tranquillamente a Natale, a Capodanno..

Parliamo, dunque, di “destagionalizzazione” del turismo. Che progetti ha in mente l’Assessore al Turismo?

La verità è che mi trovo in una fase in cui fare l’Assessore al Turismo, quando il budget a disposizione è limitato o è il primo ad esser tagliato, non è facile. Non nascondo che se bisogna spendere dei soldi, è preferibile spenderli in servizi, piuttosto che in divertimento e spettacolo. In questo sono d’accordo con l’Amministrazione e con il Sindaco. Ma un tentativo di portare gente fuori stagione l’ho fatto a maggio scorso con Little Sicily, ed è risultato un buon successo. Certamente, non ci fermiamo. Ho incontrato ieri i rappresentanti delle contrade per cominciare ad organizzare qualcuno degli appuntamenti invernali, come il Natale o il Carnevale.

E’ il momento in cui l’orlandino che vuole fare qualcosa per il suo paese, può mettersi in gioco e contribuire. E’ come quando nel turismo ci lamentiamo perché gli imprenditori non hanno partecipato alla spesa pubblica. La verità è questa, se tutte le manifestazioni oggi venissero supportate da un minimo di contributo dei commercianti, dei grandi imprenditori, tutti insieme, in sinergia, pubblico e privato potremmo dare sicuramente di più. Io ci sto provando. Anche se poi la gente si scoraggia perché i dati turistici si abbassano sempre di più, ma noi la grinta ce la dobbiamo mettere perché dobbiamo dimostrare di tener al nostro paese.

Progetti per il cartellone invernale? La rassegna teatrale è già in fase d’allestimento? Ci sarà ancora l’appuntamento con il cabaret e con il jazz?

Sicuramente, per noi il teatro è una cosa importante, l’abbiamo dimostrato con la Pinacoteca. Abbiamo realizzato dei grandi eventi culturali. Un grande plauso per questo va a Giacomo Miracola, perché ci ha stimolato, partendo da Ubu, poi con i laboratori scenografici e teatrali. Vogliamo stimolare la gente. Non dimentichiamo il laboratorio di bioetica, che ha consentito di avere un ospite d’eccellenza quale Alessandro Bergonzoni, o anche la mostra inaugurata ieri di Charlie Fazio. Abbiamo organizzato il concorso fotografico “Obiettivo Capo d’Orlando”, oltre che per dare spazio e visibilità ai fotografi anche per dare al sito un nuovo look. Non per criticare le immagine di una volta, ma c’è l’esigenza di cambiare e provare a vedere con gli occhi dei giovani la nostra Capo d’Orlando.

Per l’inverno, stiamo già cominciando ad organizzare la rassegna teatrale. Ne abbiamo già parlato, certo, la cinghia si stringe. Stiamo cercando di abbassare sicuramente il numero delle date provando, però, a mantenere la qualità. Abbiamo avuto un grande successo con il cabaret, ma con il jazz abbiamo visto che la gente di Capo d’Orlando – è inutile nasconderlo – non è interessata. Quando organizzi un evento di nicchia sono 100, quando organizzi una cosa di massa, come può essere il cabaret, sono 1000. Bisogna cercare un punto d’incontro. Al primo posto, resta, comunque, il teatro, ma bisogna abbassare tutto, soprattutto i prezzi, la gente non ha più 180 € per comprarsi un abbonamento, quindi lavoreremo per trovare una soluzione che consenta a tutti, indistintamente, di godersi una sera a teatro a modico prezzo.

Tante le idee messe già in cantiere per la prossima estate. Idee che puntano alla rivalutazione degli eventi già esistenti e collaudati, ma anche alla creazione di altre manifestazioni, che attraverso i prodotti tipici, attraverso la storia dei nostri luoghi, possono divenire fondamentali per il rilancio turistico del paese.

Infine, un ringraziamento particolare, per il lavoro svolto e per la costante collaborazione, voglio farlo all’Ufficio Turismo e a tutti i suoi collaboratori, che hanno contribuito e contribuiscono costantemente alla realizzazione di ogni evento.

 

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