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LE PORTE DEL SACRO STANNO PER CHIUDERSI, MA CONTINUA LA RICERCA DELLA VERITA’

L’aereo lentamente prende quota con il suo carico di borse e valigie, sono quelle dei figli, piene di  sogni e speranze, giovani in cammino che cercano e pretendono un futuro, vite che attendono possibili ma altrettanto improbabili ricompense per i loro sacrifici. Il futuro, chissà è forse  altrove, certamente, lontano dalla loro  terra.

Solo qualche mese fa i Radiodervish,  nel parco di Villa Piccolo, cantavano tra l’altro“Tu sì nà cosa grande” e la loro melodia  congiuntamente in Arabo e in Italiano,  riempie ancora il mio cuore e nostalgicamente mi costringe a ripercorrere passato e presente insieme.

Di questa Estate  ormai alla fine, porterò tracce destinate a rimanere nel tempo e segni che mi hanno permesso un simbolico ed affascinante viaggio. Serate piene di magia, di incanto e di bellezza, serate vissute intensamente, rese possibili perchè “LE PORTE DEL SACRO”, nuovamente aperte e spalancate, hanno saputo accogliere l’esigenza della curiosità, e il bisogno di conoscenza legato al superamento del limite.

La presentazione di un libro è diventata così occasione per uno splendido viaggio: l’atmosfera  pervasa da intrigante mistero…”La Primavera di Botticelli – Il Mistero Cosmico dell’Anima Mundi” (Tipheret Editore) di Vincenzo Guzzo e Gaspare Licandro. Con delicata grazia e sottile emozione, presenta l’evento Daniela Thomas, molto più di un incontro con il “dotto” autore, molto  più di una lettura dell’opera dell’arte…un percorso, un cammino, una ricerca…

Un filo bianco, delimita un simbolico cerchio, uno spazio sacro oltre il quale si aprono nuovi orizzonti. L’atmosfera è magica: le  piume  di pavone,  il suono delle campane di cristallo accompagnato dalla splendida voce di Giusi Parisi, procurano un benessere emotivo che pone l’anima al centro di ogni cosa, l’anima come punto di congiunzione tra la realtà materiale e quella spirituale. L’obiettivo è dunque raggiunto: il raffinatissimo dipinto del  Botticelli è il mezzo per permettere un cammino e per valorizzare un  vero e proprio percorso di crescita e di esplorazione all’interno dell’IO.

Una serata così strutturata  è destinata a lasciare il segno; l’arte permette di cogliere infinite sfumature della realtà e dell’intero Universo. Lo spettatore è contemporaneamente attore e vive insieme passato e presente. Scende la sera, ma intanto si diffonde la luce, quella più intima e personale, quella che fa avvertire l’esigenza di svegliarsi dal torpore, quella che induce ad abbandonare l’apparente serenità del sonno, per avviare una faticosa ricerca di verità, suggerendo un  cammino senza paura, alla ricerca della vera essenza della vita. Passato e presente si mescolano e  si sovrappongono, tutto si scinde e contemporaneamente si fonde: condizione simbolica, religiosa, spirituale e terrena si riuniscono esprimendo eterna armonia.

Proprio l’ armonia è quella espressa dal gruppo “Siqiliah Ensemble” con il concerto” l’Oriente in Noi”, raffinatissima musica sufi, viaggio in terre vicine e lontane, miscela di melodie che possono considerarsi  ora musica, ora canto e anche commovente preghiera. Il loro messaggio di pace dimostra come sia possibile il dialogo e l’incontro tra diverse culture, condividendo però le stesse emozioni.  I Siqiliah  Ensemble sono l’unico gruppo di musica sufi nato in Sicilia ed è apprezzabile il loro obiettivo: riscoprire identità di questa nostra terra, cercando di trovare l’incontro nel rispetto della tradizione spirituale. Ancora una volta torna il concetto di identità, per realizzare un cammino di condivisione.

Poche parole per raccontare l’affascinante mostra di Francesco Sciortino: i suoi Dervisci danzanti e i suoi musicisti  Sufi hanno saputo trasmettermi autentiche vibrazioni,  seguendo il coerente filo conduttore che caratterizza “Le Porte del Sacro” e ricordando quanto scritto dal Prof. V. Guzzo nel suo libro già  citato in precedenza, ho pensato al concetto di “Unità attraverso la Diversità, e di Armonia come superamento dei contrari”

Potenza dell’arte, che nei suoi messaggi riesce a trasmettere sentimenti di comune poesia, frammenti di cosmo raccontati secondo regole compositive, dettate da rigoroso controllo. Il desiderio di partecipare alla danza è stato irrefrenabile e il coinvolgimento emotivo totale: il tratto, il segno, l’idea, il colore, il gesto e la parola fusi insieme, trasmettono armonia che non è possibile scindere, il messaggio è perfetto: ogni minuscolo pezzetto di tela rivela storia e identità, permettendo allo spettatore di apprezzare il valore culturale della diversità.

Il mio viaggio tra i ricordi dell’estate appena trascorsa è interrotto da uno  squillo: l’aereo ha completato il suo volo, progetti di vita continueranno…sfideranno intemperie, ingiustizie, irritanti arroganze,  stupide banalità e con tenace volontà, faticosamente, cercheranno di far emergere il merito.  A questo punto, ripenso  a Paul  giovane chef australiano, che con grande spirito di sacrificio ha rinunciato alle sue ferie ed è venuto in Sicilia per conoscere i piatti tipici della straordinaria tradizione culinaria siciliana, ho assaggiato la sua caponata: buona, come buono appare  il suo progetto di vita, rivolto alla conoscenza e al perfezionamento della propria formazione professionale. Esigenza di crescita e di completamento.

Ripenso anche a Laura e Tommaso e alla loro splendida rappresentazione: ”Le mille e una notte”; la loro scelta di fare teatro è accattivante e  il loro modo di raccontare è raffinato e ricercato. L’amore materiale e quello spirituale si incontrano e riescono a sconfiggere la morte, mettendo in risalto il valore sacro della vita. Complimenti a questi giovani artisti, hanno saputo trasmettere fresca ed intensa emozione e il loro messaggio è apparso utile, opportuno ed  innovatore.

La rappresentazione teatrale  svolge una vera e propria  missione didattica ed è importante ricordare che: COMUNITA’, DEMOCRAZIA e TEATRO, costituiscono una fondamentale e irrinunciabile  relazione. Per questo auspico che tutte le  realtà presenti sul territorio abbiano sempre forza, grinta e coraggio per continuare i loro cammini  e sfidando noncuranza e disinteresse proseguano nel loro utile processo di formazione nei confronti della collettività, garantendo crescita attraverso momenti di autentica riflessione.

Il teatro trasmette messaggi che educano e orientano la comunità, avvalendosi di una forma di comunicazione che permette la partecipazione, il coinvolgimento ed anche l’integrazione. Produce effetti  il TEATRO, effetti significativi,  efficaci.e duraturi!

Ho trovato straordinario il messaggio contenuto nella rappresentazione teatrale ”Arcani Maggiori” (Testi di A. Samona’- regia di Patrizia D’Antona – scenografia di Ambra Gioia); ancora un metaforico viaggio, questa volta tra le ventidue carte che compongono gli Arcani maggiori dei Tarocchi. Utile, efficace e fruttuoso il messaggio trasmesso. Dormire è certamente riposante, risolleva da molte fatiche, distende i lineamenti e procura sensazioni di benessere, ma spegne passioni, entusiasmi e vitale energia; L’intervento della Regina di Saba, si rivela quindi fondamentale per un viaggio verso la VERITA’.

“…Parli della luce ma vivi nel buio sei una pietra grossolana, il gioco è allegro ma molto spesso ingannevole…Il re del mondo governa la propria natura non un DITTATORE ma IMPERATORE..Invece di abbandonare puoi continuare la ricerca e se ascolti puoi vedere. Non tutti riescono a vedere i più sono ciechi anche se non lo sanno…”

“…Se perseveri puoi salire sul carro, puoi avere una direzione e se hai una direzione, puoi guidare il carro…solo se sei libero puoi partire…la giustizia può riportare ordine, equilibrio, nel silenzio puoi sentire una vibrazione antica…anche tu dovrai scavare dentro di te e allora dovrai morire e risorgere…La luce che vedi è quella della luna e la notte è sul finire. Dopo la notte lunare il sole risorge sempre…”

Una sapiente metafora sul cammino della vita, per l’esigenza di superare le proprie grossolane certezze e le proprie laceranti ignoranze, spesso esibite con fierezza, tutto ciò,  per oltrepassare il limite e giungere alla verità. Itinerari ardui e faticosi alla ricerca del “SENSO”, bisogni che affiorano riuscendo a scavare negli interstizi dell’anima.

La rassegna “Le Porte del Sacro”- Identità in cammino  sta per concludersi, ormai pochi imperdibili appuntamenti aspettano la comunità, nei giorni 8 e 9 Settembre, ma i semi piantati con fatica in questi anni sono destinati a germogliare: una finestra aperta sulla vita per percepire e vivere il senso dell’esperienza umana.

Ancora uno squillo distoglie i miei pensieri, una voce che ancora mi ostino a non considerare adulta mi rassicura e mi avvisa che lontano da qui è già quasi inverno, guardando il mare riesco a scorgere ancora una “lampara “e assalita da nostalgia, ricordo” l’Inno alla Luna” di Giuni Russo “…Luna errante torna dall’Oriente accompagna i pescatori scinni a mare e se ne va…”A chi lavora con fatica e sacrificio auguro di riempire le proprie reti.

Sarà un periodo difficile, la strada per raggiungere il mio posto di lavoro è nuovamente interrotta, ancora una frana, l’ennesima…avrò moltissime difficoltà con i mezzi pubblici…Torno ancora a Villa Piccolo e ripenso all’incontro con il giornalista e scrittore Matteo Collura. La sua visione della Sicilia è lucida e amara, questa terra afferma lo scrittore, oggi più che mai, esprime l’idea del provvisorio e ricordando l’eredità di L. Sciascia ricorda che tra l’amicizia e la verità bisogna scegliere la verità.

Torna quindi il concetto “del provare per credere”, per manifestare verità inoppugnabili che RIGOROSAMENTE DOCUMENTATE non possano essere abilmente manipolate.

La vedo piccola questa mia meravigliosa terra, e vedo piccolo questo mio paese, furtivi ritocchi,  parziali e inefficienti interventi di lifting, nascondono momentaneamente le piccole rughe, ma non dispiegano le pieghe dell’anima che rimane dolente e in affannosa ricerca di verità.

La realtà è IRRITANTE e solo in pochi sporadici casi, l’insoddisfazione riesce a sciogliersi in zuccherate granite di limone. Non occorrono slogan è necessario un nuovo cammino che senta l’esigenza di oltrepassare la porta, e che senza  paura del confronto, riesca ad attivare costruttivi processi di valorizzazione poiché come afferma  A. Samonà :” il valore dell’uno non è certamente uguale al valore del 10”. Riscopriamolo dunque questo valore, il risveglio ci garantirà PRIMAVERA in ogni stagione della nostra vita.  .

Durante il viaggio di ritorno intravedo grandi cartelloni pubblicitari, immagini folcloristiche della Sicilia raccontano di paradisi terrestri, nuovi e fiammanti messaggi elettorali promettono allettanti cambiamenti, ripenso all’attualità del “Gattopardo”e mi chiedo chi saranno i nuovi colonizzatori..

Intanto intravedo un grande cartellone: riporta la scritta “Ritorno al futuro” riguarda la pubblicità dell’ Orlandina Basket. Inizia dunque una nuova entusiasmante avventura…  un sincero augurio di successo e trionfo alla giovane squadra, lo SPORT è  VITA come del resto la CULTURA;  tutto ciò nella consapevolezza che tutte le discipline sportive hanno pari dignità e pertanto vanno tutte ugualmente incoraggiate, sostenute e alimentate.

Ormai sono quasi giunta alla fine del mio viaggio,  percorrendo l’ultimo tratto di strada, rifletto sulla bellezza dei luoghi il lungomare è quasi deserto e molto già, si è detto su San Gregorio. I primi giorni di Settembre segnano la fine di una stagione turistica secondo me,  mai seriamente avviata  e ripenso a questa mia terra,  alle parole di Matteo Collura  e alla sua autentica visione della Sicilia “una terra stravolta, avvelenata, irritante ma sempre affascinante e soprattutto ineludibile”.

Maria Grazia Librizzi

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