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LE AUTO DELLA SCORTA “NON ERANO DI SONIA ALFANO”


Due auto di scorta sono state fotografate mentre sostavano su spazi riservati a disabili. In un primo momento la segnalazione giunta alla nostra redazione via email con tanto di reportage fotografico, e annesso video, indicava le auto in servizio per l’europarlamentare e presidente della commissione europea antimafia Sonia Alfano. L’ufficio stampa dell’onorevole Alfano tiene a precisare che non si tratta di autovetture di scorta presenti in quel momento nei pressi del lido sul lungomare Andrea Doria proprio per proteggere la sua persona. Ci scusiamo dunque con l’Onorevole Alfano ma il fatto, in se, rimane grave.

La segnalazione, con tanto di reportage fotografico, è giunta alla nostra redazione da un orlandino, Nino Monastra, noto regista famoso anche per le sue battaglie a suon di scatti e comizi.

Si potrebbe pensare ad una distrazione, peraltro difficile da immaginare vista la chiarezza del segnale stradale, ma la storia assume aspetti decisamente più inquietanti nel momento in cui, un uomo della scorta, dal lido vede l’orlandino che scatta le foto alle auto e si precipita per avere delle spiegazioni.


Mostrando il tesserino di riconoscimento, secondo il racconto del fotografo orlandino,  i carabinieri hanno invitato Monastra alla consegna del suo telefonino con cui stava scattando foto e registrando un video (visibile cliccando qui). Al suo diniego Nino Monastra è stato posto in stato di fermo sul luogo e facendo intervenire una pattuglia della stazione paladina è stato condotto presso la stazione dei Carabinieri di Capo d’Orlando per l’identificazione e le dichiarazioni di rito.

Dopo un’ora e mezza c’è voluto l’intervento del Maresciallo Innocenzo Guarino per rimettere in libertà Monastra che ha anche evitato il sequestro del telefonino.

Le immagini sono sinceramente inequivocabili ed il video lo è ancora di più. Una leggerezza che probabilmente costerà cara alla scorta. Uno scivolone che avrà richiamo nazionale visto che lo stesso Monastra ha dichiarato di voler presentare anche un esposto alla Procura di Patti.

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