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INTERVISTA A DJ FRANK’O MOIRAGHI, QUESTA SERA AL TROPICANA


Abbiamo incontrato, nella splendida terrazza sul mare del Tropicana Beach Club, uno dei nomi storici della scena house nazionale, nonché uno dei disc jockey italiani più popolari nel mondo, Franco Moiraghi. Suonerà questa sera, proprio al Tropicana Beach, uno dei DJ che ha scalato le classifiche di vendita internazionali con pezzi come “Feel My Body”, diventata un brano cult del genere house. Altre hit del 51enne hanno avuto il privilegio di essere incise sulla Yellorange, la prestigiosa etichetta discografica newyorkese del re della house music Tony Humphries. Il suo ultimo album è “Feel The Sound”, destinato a scandire il ritmo della notte nelle dancefloor di tutta Europa, con influenze baleari tipiche di Ibiza.

Come resident e freelance, Moiraghi ha lavorato a Riccione, al Matis di Bologna, a Milano, Rimini, all’Amnesia e al Pacha di Ibiza, a Madrid, al Queen di Parigi, Londra, Bruxelles, Norimberga, Atene, New York, Mykonos, Miami etc. Moiraghi ha lanciato anche una propria serata, chiamata Smile, presso il club Beau Geste di Milano.

Com’è nata la passione per questo tipo di musica?
La passione è nata perché fin da piccolo ascoltavo tantissima musica, mi piaceva da morire, ho giocato a pallone fino al 1978, nelle giovanili dell’Inter, poi mi hanno chiesto se volevo fare il DJ o il calciatore, perché non potevo conciliare entrambe le cose visto che di notte suonavo e la mattina agli allenamenti non rendevo, e ho deciso di fare il DJ.

Qual è il posto più bello in cui hai suonato?
Ho suonato in posti bellissimi, i locali sono importanti, ma è più importante il pubblico. Se sei in un bellissimo locale ma al pubblico non piace la tua musica allora non ti diverti. 

Hai girato molto, quale posto consigli ai giovani che vogliono fare un viaggio ed andare a divertirsi?
Sicuramente per la musica Ibiza, suono lì dall’86, è il posto dove ci sono i più grandi deejay del mondo, l’altra settimana ero con Carl Cox,
Lenny Kravitz, Sting, Elthon John. Lavoro in un locale dove sono ospiti Naomi Campbell, Robert De Niro, Ibiza è un posto incredibile, ma io amo molto le isole, compresa la Sicilia.

Che consiglio daresti ad un giovane che vuole intraprendere questa carriera ad alti livelli?
Ormai fanno tutti i DJ, io ho iniziato col vinile, ho 40mila dischi, per farlo ad alti livelli bisogna avere amore e cultura della musica, molti giovani “deejay” non conoscono Aretha Franklin o Sting, ma con internet basta poco a farsi una cultura musicale. L’importante è non fare questo lavoro perché è diventata una moda, bisogna farlo con amore e passione. Ai miei tempi per trovare un vinile si andava in Inghilterra, in America, le persone venivano da me per sentire dei dischi che avevo solo io, oggi tutti scaricano da internet, hanno tutti gli stessi dischi, sono cambiati i tempi ed è molto più facile. È anche cambiato il rapporto tra il pubblico ed il DJ, se prima chi sentiva un disco che piaceva veniva a chiedere «cosa stai mettendo?», adesso ci sono le applicazioni sugli smartphone, si fa la ricerca e in un attimo si scarica la canzone.

Come è nata la collaborazione con Giorgio Armani?
Un mio amico, che è responsabile di Armani, mi ha chiamato 5/6 anni fa per fare la musica delle sfilate, ho anche suonato a dei suoi party, al matrimonio della nipote, al compleanno di Ricky Martin, Carlos Santana. Ho anche rapporti con altri stilisti, Gaultier, Richmond. Musica e moda viaggiano insieme, non si può pensare ad una sfilata di moda senza musica.

Che pubblico ti aspetti stasera qui al Tropicana?
Io non mi aspetto nulla, però so che i siciliani sono un pubblico molto caldo, credo che non ci sia molta differenza tra Ibiza e la Sicilia. I deejay oggi fanno divertire la gente coi successi commerciali, è molto facile, però così il DJ diventa un juke-box. Io voglio far divertire la gente con una musica di qualità, un sound più ricercato, non solo commerciale. Se metto musica di qualità mi diverto io e di conseguenza si diverte anche la gente.
 

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